di Nicolò Codognola - 26 dicembre 2019

“La nuova Rocket pesa 40 kg in meno del vecchio modello”

Durante la presentazione alla stampa della nuova Triumph Rocket 3 abbiamo intervistato Stuart Wood, Chief Engineer della Casa inglese. Ecco cosa ha risposto alle nostre domande in merito alle caratteristiche tecniche della nuova muscle cruiser di Hinckley

1/55 Triumph Rocket III GT e R

Dopo avervi mostrato le immagini, detto il prezzo e come è fatta, approfondiamo la conoscenza della Triumph Rocket 3 tramite le parole di Stuart Wood. Di seguito trovate la nostra intervista all'ingegnere capo della Casa di Hinckley.

A chi è dedicata la nuova Rocket 3?

“Questo modello si è conquistato, in quindici anni, una solida fanbase che sicuramente sarà interessata alla novità. Ma puntiamo anche a conquistare nuovi biker incuriositi dalla nostra muscle-cruiser, che ha l’ambizione di essere utilizzata anche nel quotidiano”.

Non sembra proprio adatta all’ambito urbano…

“Le dimensioni possono spaventare, ma la nuova Rocket 3 è più leggera della precedente di ben 40 kg. Inoltre la sofisticata elettronica consente di gestire la bordata di coppia con più facilità”.

Come avete risparmiato 40 kg?

“Con tanti, piccoli accorgimenti. Non si tagliano decine di kg con pochi componenti. Il telaio in alluminio, ad esempio, è stato completamente riprogettato e alleggerito: integra una presa d’aria frontale e il motore ora è elemento stressato della ciclistica. Il propulsore stesso, seppur con cubatura maggiore, ha tanti elementi meno pesanti. E poi le ruote, le sospensioni… Tutto insomma! C’è stato un grande lavoro ingegneristico. Abbiamo imparato dal passato e applicato le innovazioni necessarie a migliorare la moto sotto tutti i punti di vista”.

1/41 Triumph Rocket III GT

Come è intervallata la manutenzione periodica?

“Sono previsti tagliandi ogni 16.000 km: anche in questo siamo al top”.

Perché utilizzate una ruota posteriore da 16” in luogo di una da 17”?

“Principalmente per una questione di look: l’ispirazione è la Rocket 3 originale. Ma anche per migliorare la maneggevolezza. La proverete a fine novembre: è agile, precisa, divertente”.

Abbiamo notato che il perno ruota anteriore è arretrato: è l’unica moto del panorama attuale che adotta questa soluzione. Così non si aumenta l’avancorsa?

“Vero: perdiamo qualche mm di avancorsa, ma è un’eccellente soluzione per guadagnare in maneggevolezza comunque. L’interasse si accorcia e si migliora l’agilità: immaginate la manovrabilità di un carrello della spesa, che ha le rotelle con perno arretrato. Stessa cosa. E poi, per avere un’adeguata escursione della sospensione anteriore, non avremmo potuto stringere di più il cannotto di sterzo: la ruota avrebbe urtato nel radiatore in frenata. Così risolviamo tanti problemi con una soluzione unica e originale”.

1/30 Avantreno della Triumph Rocket III GT
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