di Beppe Cucco - 22 ottobre 2019

Eicma 2019 non ha più segreti, vi sveliamo le novità

AGGIORNAMENTO: aggiunte le novità BMW, Ducati, Honda e Kawasaki. Vi anticipiamo alcune delle moto che vedremo al Salone di Milano 2019. Foto spia, disegni e dettagli tecnici delle prime novità 2020 che saranno ad Eicma

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Ormai manca davvero poco all’avvio di Eicma 2019 (5-10 novembre, qui trovate il programma e il prezzo dei biglietti) e per tutti gli appassionati sono previste numerose succose novità. Quali nuove moto vedremo al Salone di Milano? Ancora è presto per dirlo, ma di alcuni dei nuovi modelli 2020 vi abbiamo già mostrato le foto spia, altri sono già stati svelati ufficilamente e altri ancora, invece... solo solo delle supposizioni. Abbiamo deciso di raggrupparle tutte in un unico articolo, che vi anticipa parte delle novità che potrete vedere al Salone. Ovviamente, a Milano ci aspettiamo altre novità oltre quelle che vi elenchiamo qui.

Nelle pagine successive trovate le prime indiscrezioni e le foto spia dei nuovi modelli 2020, in ordine alfabetico.

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Allo scorso Salone di Milano Aprilia ha stupito tutti presentando la RS 660 Concept, una sportiva di “media” cilindrata spinta da un bicilindrico parallelo frontemarcia derivato da quello della RSV4. A Noale le bocche rimangono cucite in merito a questo modello, ma dopo essere stata pizzicata in pista durante i collaudi nuovi indizi che ci fanno pensare che non manchi molto all’arrivo sul mercato della versione definitiva.

Qualche mese fa Aprilia ha infatti depositato i disegni tecnici di quella che sarà la versione di serie della RS 660. Bisogna guardare nel dettaglio per trovare differenze con la versione concept vista lo scorso autunno. Le differenze maggiori si hanno sulle carene anteriori, ora meno avvolgenti (lasciano intravedere maggiormente telaio e motore) e senza le prese d’aria laterali. La forma del muso resta invariata, ma scompaiono le frecce a LED viste sul prototipo (molto probabilmente ci saranno frecce “tradizionali”, si intravedono i supporti ai lati delle carene). Spostandoci nella parte posteriore della moto notiamo che cambia il forcellone e lo scarico è posizionato più in basso; il monoammortizzatore è fissato direttamente al mono e al telaio e lavora senza leveraggi.

Dai disegni non si possono individuare modifiche al telaio, che mantiene il motore come elemento stressato. Sembra che la forcella sia la stessa unità Sachs con steli da 43 mm utilizzata sulla RSV4 RR; il prototipo montava invece sospensioni Ohlins, più simili a quelle della RSV4 Factory. Questo ci fa pensare che Aprilia potrebbe presentare due versioni della RS 660, una “standard” e una Factory. Atra differenza i cerchi: al posto di quelli a razze inclinate del prototipo troviamo unità con raggi a Y. Nella foto dall’alto si intravedono poi le stesse piastre di sterzo della RSV4, schermo TFT e blocchetto di accensione tradizionale.

Del motore non si conoscono ancora le caratteristiche tecniche, ma da quello che era stato dichiarato in occasione della presentazione del prototipo sappiamo che la RS 660 sarà spinta da un bicilindrico parallelo frontemarcia derivato da quello della RSV4, ma, ovviamente, con cilindrata ridotta: non esistono dati dichiarati, ma il nome della moto fa pensare a una 600 cc. Per quanto riguarda la potenza, ci aspettiamo un valore prossimo ai 100 CV; la gestione elettronica sarà invece con ogni probabilità affidata a una piattaforma APRC di ultima generazione.

Su questi disegni mancano però ancora alcuni dettagli necessari per rendere la moto omologata per l’uso stradale (frecce, specchi, portatarga…). A pochi giorni dal Salone, però, Per comunicare l’arrivo ad Eicma della versione definitiva della sportiva RS 660 la Casa di Noale ha pubblicato sui social network alcune foto della moto che ci permettono di vederne le linee! Eccole qui sotto!

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Aprilia RS 660

Aston Martin, casa automobilistica britannica nata nel 1913, ha stretto un accordo con l’azienda motociclistica inglese Brough Superior per la realizzazione di una nuova moto. Nel comunicato diffuso dalla Casa si legge che si tratterà di una moto prodotta in edizione limitata dal “design accattivante e un'ingegnosa tecnica”.

Questo veicolo rappresenterà la visione combinata del vicepresidente esecutivo e capo creativo Aston Martin, Marek Reichman, e del CEO di Brough Superior Thierry Henriette, entrambi grandi appassionati di motociclette.

Reichman ha dichiarato: “Questo è un progetto affascinante e molto popolare per me e il mio team. L'opportunità di collaborare con Brough Superior ci ha dato la possibilità di portare le nostre idee su come bellezza e ingegneria possono combinarsi per creare un pezzo altamente emotivo di design. Siamo entusiasti del risultato finale e non vediamo l'ora di vedere la reazione che la moto riceverà quando verrà svelata”.

Henriette ha commentato: “Aston Martin e Brough Superior sono due case di lusso del settore automotive, che condividono la stessa passione per il design esclusivo e le prestazioni”.

La moto Aston Martin verrà svelata a Milano il 5 novembre, in occasione di Eicma, presso lo stand Brough Superior (Pad. 24, stand C68).

Sono apparse online nuove immagini della Benelli TNT 600 2020 (la moto che era importata da noi con il nome di BN 600) e, diversamente dalle prime foto spia, che sembravano esser state scattate in uno stabilimento di produzione cinese, queste nuove immagini sembrano provenire da uno studio. L’aspetto interessante è che questa nuova versione della TNT 600 appare nettamente diversa rispetto alla moto vista nelle precedenti foto spia. Ad esempio, il faro a LED della moto avvistata in Cina aveva un design contemporaneo e verticale, mentre quello nell'immagine in studio ha un look completamente diverso, più tradizionale, che sembra ispirarsi a quello delle sorelle TNT 899 - TNT 1130, sdoppiato.

Il serbatoio sembra simile a quello della moto vista in precedenza, ma presenta un design leggermente più spigoloso e il logo Benelli riposizionato, che si trova ora sulla parte nera del serbatoio. Interessante il fatto di avere gli indicatori di direzione integrati nelle plastiche del serbatoio, a differenza di quelli classici visti in precedenza. Un altro elemento che cambia è la sella, ora divisa in due parti e non più monoblocco; questa modifica ha reso necessario eliminare anche le plastiche sotto alla sella pilota. Escludendo queste differenze estetiche, telaio, sospensioni, pneumatici e forcellone sembrano identici e, rispetto al passato, la differenza più evidente è nel posteriore, dove spariscono i due terminali di scarico sotto alla sella, per lasciare spazio a un terminale singolo posto in basso sul lato destro della moto. Nulla è stato dichiarato riguardo alle caratteristiche tecniche della moto ma, oltre al confermato telaio a traliccio, sicuramente il 4 cilindri di 600 cc sarà omologato Euro 5 e la sua potenza dovrebbe rimanere simile a quella della versione precedente (82 CV e 51 Nm).

È abbastanza strano che due versioni della stessa moto, che a giudicare dalle immagini sembrano quasi pronte alla produzione, siano comparse in un breve lasso di tempo, ma questo potrebbe stare a significare che Benelli voglia sviluppare la stessa moto con due design diversi per soddisfare mercati diversi.

1/6 Benelli TNT 600 2020

BMW potrebbe presentare due nuove moto sviluppate sulla base del propulsore che equipaggia, dal 2018, le GS “medie”. L’arrivo della F 850 GS (e della sorella Adventure) ha aperto infatti le porte alla creazione di modelli che ne sfruttino la piattaforma.

Allo stesso tempo, crediamo che BMW sia al lavoro per aggiornare la F 800 R. La probabilità che le due cose siano collegate è alta: la logica porta a pensare che tutta la linea a due cilindri possa sfruttare il nuovo motore. Inoltre, dal Brasile arrivano i disegni depositati per il brevetto della F 850 R 2020, li trovate qui sotto.

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BMW F 850 R 2020

Come già fatto da KTM, Yamaha, Kawasaki... anche la Casa di Monaco potrebbe buttarsi nel mercato delle sportive da 300 cc. La nuova BMW G 310 RR sarebbe la sorella carenata della G 310 R e della G 310 GS.

Il passo da compiere dalla Casa di Monaco sarebbe breve, avendo già a disposizione una piattaforma utile alla creazione del modello che manca: il motore da 313 cc. L’arrivo di una 300 cc e l’attuale presenza della supersportiva da 1.000 cc offrirebbe inoltre a BMW la possibilità di colmare il “buco” presente con una media. Crediamo infatti che la Casa tedesca possa essere al lavoro anche su una supersport di 600 cc.

1/86 Ecco la piccola BMW G 310 R: la monocilindrica da 313 cc della Casa di Monaco. Made in India ma qualità tedesca

Al Concorso d’Eleganza di Villa d’Este 2018 BMW ha mostrato il Concept 9cento. Fin da allora era ovvio che si trattava di una moto che difficilmente avremmo visto in quelle forme sulle nostre strade, tuttavia pensiamo che alcune caratteristiche possano essere sfruttate da BMW per affiancare alla S 1000 XR una bicilindrica turistica di cilindrata minore: la F 850 XR.

Inoltre, l’attuale S 1000 XR è in gamma fin dal 2015 e da allora non è mai stata aggiornata. Considerando che lo scorso anno la “sorella” S 1000 RR è stata rivista da cima a fondo, potremmo aspettarci un aggiornamento anche per la muscolosa crossover bavarese.

Qui sotto vi mostriamo alcune foto spia della F 850 XR beccata durante i collaudi. A conferma di ciò è arrivato un video teaser che ne anticipa l'imminente presentazione.

1/17 Foto spia della nuova BMW F 850 XR 2019

All’ultimo Concorso di Eleganza di Villa d’Este BMW ha tolto i veli alla Concept R18, una cruiser che trasporta l’essenza delle grandi moto classiche di BMW degli anni passati ai giorni nostri. Una moto pura, composta solo dall’essenziale, dove tutto il superfluo è stato rimosso. Il suo cuore è il nuovo motore boxer di 1.800 cc raffreddato ad aria/olio e alimentato da un doppio carburatore Solex. In piena tradizione old style BMW troviamo poi telaio a culla, serbatoio a goccia verniciato di nero e trasmissione a cardano in bella vista.

Purtroppo, però, come suggerisce il nome, quella moto era solo un prototipo (il terzo prototipo nato intorno al nuovo boxer di 1.800 cc, che arrivava sulla scia della Departed e della Birdcage). Possiamo dunque ipotizzare che ad Eicma BMW porterà la versione definitiva della R18.

Anche perché, pochi giorni fa dalla Francia è arrivata la conferma che dalla Concept R18 nascerà un modello di serie, che arriverà nel 2020. La divisione francese di BMW Motorrad ha, infatti, già aperto le prenotazioni per questo nuovo modello, ma ancora non si conoscevano i dettagli tecnici e nemmeno era mai stata vista la moto in versione definitiva. Ad anticipare la Casa di Monaco con l’unveiling della nuova R18 ci ha pensato pero un gruppo di trasportatori “distratti”, che durante le fasi di trasporto della moto si sono fatti pizzicare da un fotografo. Come potete vedere dalle foto qui sotto la R18 non si vede completamente, ma quel tanto che basta che capire che si tratta del modello definitivo: fari, frecce, catarifrangenti, targa… E poi, sotto al telo blu, si vede bene l’imponente motore, che sembra identico a quello visto sul concept, se non fosse per la targhetta che invece di “R18” riporta ora la cilindrata “1800cc”. Il prototipo utilizzava un motore a carburatori, ma ipotizziamo che sul modello di serie ci sarà l’iniezione, non solo per far fronte alle stingenti norme antinquinamento Euro 5, ma anche per poter interagire più facilmente con l'elettronica della moto. Oltre a queste immagini, nei giorni successivi vi abbiamo mostrato anche le foto spia che ci immortalavano il “muletto” della R18 catturato su strada durante i collaudi.

Anche il telaio e il serbatoio a goccia sembrano simili a quelli del Concept, ma dietro alla forcella, dall’aspetto maestoso, vediamo ora comparire un ammortizzatore di sterzo. Cambiano anche il cerchio anteriore e i terminali di scarico: quelli “a coda di pesce” sono stati sostituiti da delle unità lunghe, cromate e con fondello tagliato in diagonale.

Come detto, la versione definitiva della moto dovrebbe arrivare nel 2020, ma dopo aver visto questo foto ci aspettiamo di vederla già ad Eicma e da quel che sappiamo potrebbero esserci più versioni: la bagger, la cruiser e la touring. Indiscrezione confermata, almeno in parte, dalle immagini: analizzando bene le foto notiamo infatti che le moto immortalate rappresentano due differenti versioni. La R18 ripresa posteriormente, infatti, sotto al telo nasconde un cupolino alto, che potrebbe appartenere alla touring.

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BMW R18 2020 durante i collaudi su strada (foto Ángel Sánchez - Motociclismo.es) 

Sempre a Villa d’Este, ma questa volta nel 2017, BMW aveva mostrato il concept di un nuovo scooter elettrico, il Concept Link. Un veicolo green dalle linee futuristiche e dotato di tecnologie avanzate, in grado di connettere il pilota al veicolo stesso ma anche all’ambiente circostante.

Durante un’intervista rilasciataci ad inizio 2018 poi, Stefan Schaller, Amministratore Delegato di BMW, ci disse che la versione definitiva del Concept Link sarebbe arrivata nel giro di tre anni. La vedremo ad Eicma?

1/21 BMW Concept Link: il prototipo di scooter elettrico, presentato al Concorso d'Eleganza Villa d'Este 2017, prefigura il futuro della mobilità urbana secondo la Casa bavarese

Pochi giorni fa BMW ha depositato in Germania i nomi M 1000 RR, M 1000 XR e M 1300 GS, questo lascerebbe pensare all’intenzione della Casa di voler sfruttare il fascino della serie M per spingere nuove e muscolose versioni delle attuali S 1000 RR, S 1000 XR e R 1250 GS. Finora, infatti, la serie M in campo moto era stata utilizzata solo per pacchetti di accessori, come il "kit M" destinato all’ultima S 1000 RR, che comprende livrea bianco/rosso/blu, cerchi in carbonio, sella sportiva, kit per regolare l’altezza del forcellone, batteria più leggera e mappa motore dedicata. Con questi tre nuovi nomi depositati ora potrebbero, invece, nascere dei nuovi modelli top di gamma, ben più prestazionali delle rispettive versioni “standard”.

Se M 1000 RR e M 1000 XR ci lasciano pensare a versioni anabolizzate della supersportiva e della crossover, la sigla M 1300 GS ci lascia un po’ più perplessi, anche perché il nuovo motore a fasatura variabile è da poco entrato in gamma e pensiamo che il suo pensionamento sia ancora lontano. Più probabile invece che si tratterà di una versione equipaggiata con motore di cilindrata standard (1.254 cc), ma in grado di erogare una potenza maggiore.

Non ci resta che aspettare il Salone di Milano per scoprire se le nuove M 1000 RR, M 1000 XR e M 1300 GS prenderanno forma.

1/17 BMW S 1000 RR 2019

Non è invece una novità quella che riguarda le livree e gli optional BMW Motorrad 2020, già svelati dalla Casa di Monaco durante l’estate. Gli aggiornamenti interessano R 1250 GS, R nineT, R 1250 RT, G 310 R, G 310 GS, C 650 Sport, C 650 GT, F 750 GS, F 850 GS, S 1000 R, S 1000 RR e K 1600.

Qui sotto le foto, qui i dettagli.

1/78 BMW S 1000 RR 2020

Per ora si tratta solo di disegni realizzati al computer, ma durante la Ducati World Première Claudio Domenicali ha spiegato come a Borgo Panigale si lavori sodo per quelli che saranno i modelli dei prossimi anni. In particolare, stiamo parlando di due moto su base Scrambler che permetteranno a Ducati di aprire le porte a qualcosa di inedito per la Land of Joy.

Una è ispirata ai rally, alla sabbia e all'avventura e si chiama Desert X; l'altra, invece, parla il linguaggio della sportività e declina il concetto di motard in un modo del tutto particolare, che sembra avvicinarsi, almeno stilisticamente, a quanto visto sulla attuale Scrambler Desert Sled. Non sappiamo di più, se non che, con grande probabilità, Ducati mostrerà il progetto durante il prossimo Salone di Milano.

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La Diavel 1260 in versione 2020 vanta ora due nuove colorazioni: per la “base” compare la livrea Matt Black (disponibile a partire da novembre 2019), mentre per la più raffinata Diavel 1260 S viene proposta la nuova colorazione Rosso Ducati (disponibile a partire da febbraio 2020).

L’arrivo di un nuovo vestito non modifica il prezzo delle moto. Cliccate qui per tutti i dettagli sulle moto e per conoscere il loro prezzo.

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Ducati anticipa il 2020 presentando una nuova Monster 1200 S. Per la prossima stagione la livrea della più iconica tra le naked sarà "Black on Black", colorazione che alterna parti in nero lucido a parti verniciate in nero opaco.

Qui trovate tutti i dettagli sulla "Black" e il prezzo e qui, invece, il video ufficiale che la mostra in azione.

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Ducati Monster 1200 S Black 2020

dedicata con logo, manopole riscaldabili, faretti a LED addizionali, tappo serbatoio hands free e sensore per il monitoraggio della pressione degli pneumatici, che permette una visualizzazione costante dei parametri sul cruscotto.

Il motore è il Ducati Testastretta DVT (Desmodromic Variable Timing) di 1.262 cc da 158 CV di potenza massima disponibili a 9.500 giri/minuto e 129,4 Nm di coppia massima a 7.500 giri/minuto.

La Multistrada 1260 S Grand Tour è dotata di Ducati Quick Shift (DQS) Up & Down e piattaforma inerziale IMU (Inertial Measurement Unit), che fornisce alla centralina le informazioni sulla posizione e la velocità della moto nello spazio e permette, così, il funzionamento dell’ABS Cornering, del sistema Cornering Lights (DCL), presente nel faro full LED che equipaggia la moto, e del Ducati Wheelie Control (DWC). Sia il DWC, sia il DTC, sono settabili dal pilota su 8 livelli e disattivabili. La Multistrada 1260 S Grand Tour è dotata di serie anche del Vehicle Hold Control (VHC) e del sistema di controllo delle sospensioni semi-attive Ducati Skyhook Suspension (DSS) Evolution, presente anche sulla Multistrada 1260 S.

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A confermare le voci di una nuova “Multistrada V4” su social network è apparso un video che ci mostra il nuovo modello in azione durante i collaudi. Le immagini (qui sotto le foto) ci mostrano una moto dal look praticamente identico a quello che già conosciamo, con il grande serbatoio, il faro sdoppiato e il “becco” anteriore con le due prese d’aria frontali; sembrerebbe inedito, invece, il terminale di scarico. Guardando il video, quello che però attira di più l'attenzione è il rumore della moto, non si tratta del sound del bicilindrico a L che già conosciamo, ma molto probabilmente quello del V4 Desmosedici Stradale di 1.100 cc.

Oltre al motore, già omologato Euro 5, per la nuova Ducati Multistrada V4 potremmo poi ipotizzare elettronica di ultima generazione e sistemi di controllo avanzati, come il radar frontale e posteriore che permette di mappare l’ambiente e garantire una maggiore sicurezza.

Per questo modello bisognerà aspettare però il 2021.

1/7 Ducati Multistrada V4

La famiglia Scrambler si completa grazie all’arrivo di una nuova versione: due ruote, un manubrio largo e un motore semplice. Si chiama Scrambler Icon Dark ed è la porta d’accesso alla gamma “delle 800”. Rappresenta la base di partenza per creare la propria versione della moto grazie alla gamma di accessori originali che si sposano col colore “Matt Black” di serbatoio e parafanghi come i numerosi capi di abbigliamento che completano il mondo Scrambler. La Scrambler Icon Dark si affianca alla Icon e alle versioni Full Throttle, Flat Track e Café Racer. Sul nuovo modello, l’alluminio delle “guance” si sposa alla perfezione con l’acciaio del serbatoio a goccia e il vetro del faro anteriore. A impreziosire il tutto ci sono i carter motore verniciati in nero, le alette dei cilindri spazzolate. Il proiettore anteriore dotato di DRL (Daytime Running Light) permette di essere ben riconoscibili nel traffico, anche di giorno. I commutatori del manubrio permettono di scorrere facilmente il menù della strumentazione LCD che visualizza anche la marcia inserita e il livello del carburante.

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Una Panigale V4 spogliata delle carene, con manubrio alto e largo. 178 kg di peso spinti dal motore Desmosedici Stradale di 1.103 cc, capace di erogare 208 CV, che possono salire a 220 montando lo scarico full-racing Ducati Performance by Akrapovič. Le performance sono tenute a bada dall’elettronica, presa direttamente dalla Panigale V4, e dalle ali in configurazione biplano.

È disponibile anche disponibile anche in versione S, caratterizzata da cerchi forgiati Marchesini e dall’adozione di sospensioni (forcella NIX30 da 43 mm e mono TTX36) e ammortizzatore di sterzo Öhlins a controllo elettronico.

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Ducati Streetfighter V4 S 2020

In vista del 2020 la Panigale bicilindrica si rinnova profondamente e si presenta con un nome inedito: la 959 lascia il posto alla nuova Panigale V2. Rispetto alla precedente versione, la moto guadagna potenza, un’estetica completamente nuova, il forcellone monobraccio, l’omologazione Euro 5, un’elettronica aggiornata che sfrutta una piattaforma inerziale a sei assi, sospensioni riviste, sella più confortevole…

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Ducati Panigale V2 2020

La Ducati Panigale V4 si rinnova! La versione 2020 della supersportiva di Borgo Panigale si presenta con una serie di modifiche ad aerodinamica, ciclistica, controlli elettronici e mappatura del sistema Ride by Wire, mirate ad aumentarne le prestazioni. È ora equipaggiata con contenuti ereditati dalla V4 R, come il pacchetto aerodinamico con le “alette”, il telaio “Front Frame”, e le strategie EVO 2 del DTC e del DQS up/down.

Cliccate qui per tutti i dettagli delle novità introdotte e il prezzo della moto.

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Ducati Panigale V4 2020

Nuovi modelli, nuove tecnologie e un 2020 sotto l’insegna della connettività per Harley-Davidson, che svela una gamma rinnovata sotto molti punti di vista. Saltano subito all’occhio la nuova Low Rider S, le CVO Tri Glide, Limited e Street Glide, la nuova Road Glide Limited e la LiveWire, su cui la Casa di Milwaukee punta con uno sguardo al futuro.

Nella stessa direzione vanno i nuovi sistemi HD Connect e il Defensive Rider System (RDRS): quest’ultimo prevede il controllo di trazione, controllo elettronico dei freni, gestione della coppia e delle decelerazioni. Sarà di serie su LiveWire, Road King Special, Road Glide Limited, Ultra Limited, Street Glide Special e sui modelli CVO.

Qui potete vedere nel dettaglio tutte le novità.

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Harley-Davidson Low Rider S 2020

La nuova Africa Twin 2020 si presenta completamente stravolta rispetto al passato. Cambiano il motore, il telaio, il telaietto, l’elettronica, le sovrastrutture… tutto in pratica. Il propulsore mantiene lo stesso layout della precedente versione (bicilindrico parallelo, raffreddato a liquido, con manovellismo a 270°, distribuzione Unicam a 4 valvole per cilindro), ma la sua cilindrata passa da 998 a 1.084 cc. Oltre alla cubatura crescono anche la potenza, da 95,2 CV arriviamo ora a 102 CV a 7.500 giri/min, e la coppia massima, da 98 a 105 Nm a 6.250 giri/min. Ad affiancare la versione standard c`è ancora anche la “Adventure Sports”, che con la sorella condivide motore e telaio, ma è equipaggiata con un serbatoio più capiente, cerchi a raggi tubeless e gode inoltre di sospensioni elettroniche Showa.

Per tutti i dettagli della nuova Honda Africa Twin 2020 vi rimandiamo al nostro articolo di presentazione,

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Honda Africa Twin CRF1100L 2020

Dal Giappone arrivano delle foto spia che ci permettono di vedere la moto tra i cordoli durante le fasi di collaudo. Saltano subito all’occhio le dimensioni della moto, che sembra essere davvero molto compatta. Il look riprende in parte quello della RC213V di Marquez e Lorenzo, sebbene la presa d'aria anteriore sia molto simile a quella della CBR600RR.

Notiamo poi la presenza delle appendici aerodinamiche, che ci lasciano pensare ad un sistema di aerodinamica attiva. Il telaio sembra molto simile a quello dell’attuale CBR, mentre il forcellone è molto diverso, decisamente più racing. La forcella è una Showa SFF-BP e, sebbene non sia visibile, immaginiamo che anche il monoammortizzatore sarà del marchio giapponese. Anche il motore sembra differente: i coperchi del basamento sono diversi, così come lo scarico e la posizione della leva del cambio.

Con molta probabilità la nuova Honda CBR1000RR verrà svelata al Salone di Milano, non ci resta che aspettare il 5 novembre per sapere di più, ma per saperne di più vi rimandiamo all’articolo dedicato, dove trovate anche un filmato che ci mostra la moto in azione.

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Honda CBR1000RR 2020

Riprogettata completamente nel 2018, la Honda GL1800 Gold Wing è spinta da un motore boxer a 6 cilindri con testate a 4 valvole per cilindro ed è dotata di acceleratore Throttle By Wire, 4 Riding Mode, controllo di trazione HSTC (Honda Selectable Torque Control, solo su versioni Tour), HSA (Hill Start Assist) per le partenze in salita, Start&Stop (solo su versione con cambio DCT) e Cruise Control. Il telaio a doppio trave in alluminio è caratterizzato dalla sospensione anteriore a cannotto avanzato con doppio braccio oscillante e dal monobraccio posteriore Pro-Arm. La regolazione delle sospensioni è integrata con i Riding Mode (solo versioni Tour).

Tra le dotazioni di serie figurano il parabrezza elettrico, la Smart Key e lo schermo TFT da 7” con Apple CarPlay. Alle versioni con cambio manuale a 6 rapporti e retromarcia elettrica, si affianca il modello top di gamma DCT-Airbag con cambio doppia frizione a 7 marce e ‘Walking Mode’ per la manovre di parcheggio.

Per il 2020 la Gold Wing beneficia di aggiornamenti alle mappature dell’alimentazione e del cambio a doppia frizione DCT, studiati per migliorarne la manovrabilità a bassa velocità. Sulle versioni Tour, un nuovo set-up delle sospensioni e nuovi maniglioni per il passeggero garantiscono un comfort di marcia ancora superiore.

Infine, la gamma colori si arricchisce di nuove tonalità ed ora anche la versione base è disponibile con cambio a doppia frizione DCT.

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Honda GL1800 Gold Wing 2020

Anticipando di una settimana l’avvio di Eicma 2019 (qui tutti i dettagli sui biglietti e gli orari) Indian toglie i veli alla nuova Challenger, una possente e lussuosa moto da turismo. Iniziamo dal motore, che è il nuovo PowerPlus, un poderoso V2 di 1.769 cc, il propulsore di più grande cubatura mai realizzato dalla Casa dell’Indiano. I dati parlano di una potenza massima di 122 CV, con un picco di coppia di 178 Nm a 3.800 giri/min.

Qui tutti i dettagli sulla moto.

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Indian Challenger Limited

Dopo aver svelato le nuove Scout Bobber Twenty e Scout 100th Anniversary, Indian Motorcycle ha annunciato la gamma 2020: spicca l’arrivo di un propulsore da 1901 cc, il Thunder Stroke 116, nuove tecnologie di bordo e un restyling di alcuni modelli.

Per la prima volta nella storia dell'azienda, Indian Motorcycle equipaggerà le Springfield Dark Horse, Chieftain, Chieftain Dark Horse, Chieftain Limited, Chieftain Elite, Roadmaster e Roadmaster Dark Horse il motore Thunder Stroke con il propulsore Thunder Stroke 116, da 1901 cc. L’unità, la più potente della gamma, eroga una coppia di 168 Nm. Completamente ridisegnato il sistema infotainment, che nel 2020 incorpora il Ride Command e il Connected Service, per rimanere costantemente aggiornati su traffico e meteo. Spicca inoltre la tecnologia predittiva, capace di personalizzare in base alle esigenze del pilota le informazioni disponibili sulla strumentazione.

Qui sotto trovate tutti i dettagli sui nuovi modelli.

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Anticipando il Salone la Casa di Akashi ha tolto i veli alla nuova Ninja 650, che fa un salto in avanti con un frontale ridisegnato, fanaleria full LED e una nuova strumentazione TFT a colori con schermo da 4,3” con connessione Bluetooth. Resta invariata la parte tecnica. A spingere la moto ritroviamo, dunque, il motore bicilindrico parallelo di 649 cc, in grado di erogare una potenza di 68 CV a 8.000 giri/min. e con un picco di coppia di 65,7 Nm a 6.500 giri/min.

Per quanto riguarda l’estetica della moto, le linee rimangono quelle della precedente versione, tranne nel frontale, dove cambia il musetto e i fari. Il nuovo anteriore riprende il look delle altre moto Kawasaki, con il “deflettore” sotto al faro che già abbiamo visto in precedenza su altri modelli della gamma. Cambiano anche i fari, che oltre ad avere un look inedito, sono ora di tipo full LED. Nel posteriore cambia invece la sella del passeggero, ora progettata per essere più confortevole. Completamente nuova la strumentazione, composta da un display TFT a colori con schermo da 4,3” e connessione Bluetooth, che offre la possibilità di connettere il proprio smartphone alla moto.Inoltre, sfruttando, l'App Rideology di Kawasaki, sarà possibile accedere a funzioni come le informazioni sul percorso, la segnalazione dei tagliandi di manutenzione e le notifiche delle telefonate, email e messaggi. Due le visualizzazioni disponibili sul display: “positivo” e “negativo”, un sensore gestisce in maniera autonoma il livello di luminosità dello schermo. Cambiano anche gli pneumatici di primo equipaggiamento, ora di seri la moto viene fornita con i nuovi Dunlop Sportmax Roadsport 2.

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Kawasaki Ninja 650 2020

Kawasaki completa la gamma W800 affiancando la nuova W800 alle già presenti W800 CAFE e Street. Il nuovo modello, ancora più ispirato al passato e alla mitica W1 del 1966, presenta, rispetto alle sorelle, alcune importanti novità, ma rimane invariato dal punto di vista del propulsore. A cambiare è il cerchio anteriore a raggi, che sulla W800 2020 è da 19” rispetto a quello da 18” delle “sorelle”; muta anche la posizione di guida, che su questo modello è più neutra grazie alla sella più comoda e a un manubrio in stile classic bike. Dal punto di vista del look, invece, oltre a un colore e grafiche dedicate, la W800 2020 si differenzia grazie a carter motore ed emblemi del serbatoio cromati. Gli indicatori di direzione moderni lasciano posto a due gruppi dalla forma tonda, in stile vintage, con lenti arancioni. I parafanghi anteriore e posteriore sono realizzati in acciaio e l’aspetto argenteo di manubrio, specchietti, para-catena, leve, pedali e coperchio del filtro dell’olio donano un aspetto retrò che completa il look. La nuova W800 è inoltre dotata di cavalletto centrale di serie e può essere completata da numerosi accessori che permettono la personalizzazione: manopole riscaldabili, ganci di fissaggio, protezione motore, supporto posteriore cromato e altre parti in optional.

Qui tutti i dettagli sulla moto.

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Kawasaki W800 2020

La Casa di Akashi ha tolto i veli alla Z H2 2020, una nuda spinta dal propulsore quattro cilindri in linea di 998 cc, sovralimentato tramite un compressore di tipo centrifugo. Il propulsore è il 4 cilindri in linea di 998 cc, sovralimentato tramite un compressore di tipo centrifugo (in alluminio, diametro 69 mm, con 12 palette). Il motore ha distribuzione a doppio albero a camme in testa, 4 valvole per cilindro, lubrificazione a carter umido e raffreddamento a liquido. I dati di potenza e coppia parlano di 200 CV a 11.000 giri/min e 137 Nm a 8.500 giri/min.

Il telaio è a traliccio, in tubi di acciaio di diverse misure. Il forcellone, lo stesso della supersportiva ZX-10RR, è collegato al motore tramite una staffa di supporto imbullonata alla parte posteriore del quattro-in-linea. Per quanto riguarda le sospensioni troviamo un’unità Showa sia all’anteriore che al posteriore, la forcella è una SFF-BP (Separate Function Front Fork – Big Piston) completamente regolabile.

La Z H2 è controllata da un’elettronica avanzata, che sfrutta una piattaforma inerziale a sei assi Bosch. Tra i vari dispositivi di assistenza elettronica troviamo: KTRC, KCMF, KIBS, ABS di tipo cornering, KCLM, Cruise control e KQS. Quattro le mappe motore a disposizione del pilota che agiscono su tutti i dispositivi elettronici della moto: tre preimpostate (Sport, Road, Rain) oltre alla “Rider”, completamente personalizzabile. Oltre a ciò, il pilota ha la possibilità di scegliere la potenza del motore:

  • Full: 200 CV
  • Middle: 150 CV

Cliccate qui per tutti i dettagli e la scheda tecnica della moto.

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Kawasaki Z H2 2020

In casa KTM, dopo le foto delle nuove 1290 Super Duke GT, 890 Duke R e 890 SMT ecco spuntare le foto della versione 2020 della 1290 Super Adventure.

Guardando le immagini notiamo subito che l’omologazione Euro 5 ha richiesto l’adozione di un terminale di scarico notevolmente più voluminoso rispetto a quello che troviamo sull’attuale versione della maxi adventure di Mattighofen. Il motore non dovrebbe subire grandi modifiche, e ci si aspetta che il bicilindrico a V di 75° sia in grado di erogare una potenza uguale o superiore agli attuali 160,5 CV.

Aggiornamenti più rilevanti dovrebbero riguardare invece telaio, telaietto posteriore e forcellone, ma dalle prime immagini circolanti è difficile giudicare. Facile ipotizzare modifiche su questi componenti studiate per limitare il peso della moto. Confermata invece la coppia di sospensioni semi-attive WP, che potrebbero però ricevere una nuova configurazione.

Quello che salta subito all’occhio, invece, sono le nuove sovrastrutture, che riprendono in parte le linee della sorella minore 790 Adventure, dalla quale sembra arrivare anche il serbatoio posizionato nella zona inferiore della moto. Soluzione questa adottata per abbassare il baricentro e per offrire maggiore protezione aerodinamica alle gambe del pilota.

Al centro del faro anteriore troviamo una zona “vuota”, che potrebbe alloggiare il radar “anti-incidenti” firmato Bosch. Se così fosse il sistema potrebbe includere ACC - Adaptive Cruise Control, Forward collision warning e Blind spot detection.

Qui tutti i dettagli.

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KTM 1290 Super Adventure 2020

In avvicinamento ad Eicma KTM ha rilasciato un video teaser, con titolo e hashtag "#GETDUKED", che preannuncia l’arrivo al Salone di Milano di una nuova moto della gamma Duke. Come di consueto il filmato non ci mostra molto della nuova moto, ma analizzandolo attentamente si può capire che si tratta della nuova 1290 Super Duke R 2020. Nel video, che trovate qui, si vede ad esempio un forcellone monobraccio e il telaio a traliccio in acciaio, che appare esattamente come quello immortalato nelle foto spia. Malgrado non si conoscano ancora le caratteristiche tecniche, dalle foto possiamo notare che il telaio in tubi d’acciaio, che sfrutta il motore come elemento stressato, è stato aggiornato rispetto al passato. Il nome della moto, invariato, potrebbe indicare che la cilindrata non cambierà, ma ci aspettiamo interventi importanti nella direzione di maggiori prestazioni e del rispetto della normativa Euro 5. Nuovo lo scarico, che mostra il nome della moto, e i cerchi. A completare il tutto troviamo sospensioni WP di ultima generazione, pluriregolabili; la frenata è affidata a Brembo, con pinze anteriori Stylema.

Dal punto di vista del design, sembra che gli uomini di Mattighofen abbiano cercato di alleggerire la linea della maxinaked, ora visivamente più contenuta. Ma il secondo video teaser ci lascia ipotizzare la presenza di alette aerodinamiche... Staremo a vedere se si tratta o meno della configurazione definitiva. Inedita anche la strumentazione, più sottile, a colori e certamente dotata di un menù a livelli multipli.

Infine, a pochi giorni dal Salone è arrivato il terzo video teaser e una nuova foto spia che ci permettono di intravedere le linee della nuova maxi naked di Mattighofen e alcuni suoi dettagli tecnici.

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La Casa di Mattighofen è al lavoro su una nuova naked media. Le normative Euro 5 impongono un aggiornamento e pensiamo che KTM vada nella direzione delle prestazioni e dell’elettronica. Alcune foto spia mostrano come procedono i lavori in pista (in sella c’è Jeremy McWilliams) per presentare il nuovo modello: cablaggi e borse posteriori a nascondere gli strumenti sono un ottimo indizio che fa presumere la necessità di ricavare dati dal funzionamento del propulsore. Con grande probabilità si tratterà di un aumento della cubatura di 100 cc, ma non sappiamo ancora alcun dato relativo a coppia e potenza.

Una ipotesi? Almeno 10 CV in più rispetto alla attuale 790 potrebbero essere plausibili. Dalle immagini si nota anche come KTM abbia equipaggiato il prototipo del test con nuove pinze Brembo e pompa ad attacco radiale.

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KTM 890 Duke R. Foto Roman Kadicik

Che KTM sta sviluppando un nuovo motore di 890 cc ormai non è più un mistero: dai primi rumors si è passati infatti alle foto, che prima ci hanno mostrato l’ipotetica nuova 890 Duke R e ora quella che potrebbe essere la nuova 890 Supermoto.

La nuova SMT potrebbe rappresentare la sorella a vocazione stradale della 790 Adventure, con cerchi a razze da 17”, impianto frenante anteriore con doppio disco di grandi dimensioni, cupolino squadrato, parafango basso, telaietto per le borse laterali… A spingere la moto il nuovo motore di 890 cc, che dovrebbe ricalcare l’architettura dell’attuale 790 (bicilindrico parallelo) incrementandone però le prestazioni. I primi rumors parlano, oltre all’aumento di 100 cc di cilindrata, di 10 CV di potenza in più ed una coppia massima vicina ai 100 Nm. Ovviamente, si tratterà di un propulsore omologato Euro 5. Avendo poi il nuovo motore la stessa conformazione del 790 cc, il telaio dovrebbe essere il medesimo.

Con l’arrivo sul mercato della 790 Duke un paio di anni fa e dell’Adventure solo quest’anno, ci lascia perplessi un loro possibile prepensionamento. Per questo motivo è più plausibile il fatto che KTM deciderà di affiancare le nuove versioni di 890 cc alle sorelle di 790 cc, piuttosto che pensare ad una loro sostituzione in gamma. Alcuni ipotizzano che il nuovo motore KTM di 890 cc debutterà già ad Eicma 2019, sulla Duke, sulla Supermoto, o su entrambe!

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KTM 890 SMT 2020

Moto Morini ha pubblicato sui social network due immagini teaser che ci mostrano il frontale della nuova Super Scrambler, che ad Eicma 2019 farà il suo ingresso nella gamma di moto della Casa di Trivolzio spinte dal motore CorsaCorta di 1200 cc, e andrà ad affiancare dunque la Corsaro ZZ, la Corsaro ZT e la Milano.

Nelle immagini si vede ben poco della moto, ma possiamo vedere il faro tondo a LED, con corona DRL, sovrastato da un piccolo cupolino fumé con il nome dell’Azienda. Troviamo poi manubrio alto, specchietti tondi in stile rétro e serbatoio con impresso il nome della moto.

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Moto Morini Super Scrambler

Moto Morini ha avviato un piano di sviluppo aziendale dal quale nascerà una nuova piattaforma di moto di media cilindrata. Nuovi modelli dedicati a tutti coloro che desiderano avvicinarsi al marchio dell’Aquila dorata. Finora, infatti, l’intera gamma di moto Morini era spinta dal bicilindrico a V di 87° di 1.187 cc. La nuova piattaforma, che sarà declinata in diversi modelli a partire dal segmento naked e adventure, verrà svelata in occasione di Eicma 2019.

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Solo pochi giorni fa Suzuki aveva pubblicato sul proprio canale Youtube due video teaser che anticipavano l'arrivo di una novità 2020. Dalle immagini, buie, non si vedeva un gran che, se non un paramotore grigio satinato e pochi altri dettagli che ci facevano pensare al probabile rinnovo della crossover di famiglia, la V-Strom.

Ora è ufficiale, il nuovo video teaser non lascia dubbi: a Eicma arriverà la nuova V-Strom 1000. Dettagli tecnici non sono stai rivelati, ma dalle immagini possiamo vedere il look definitivo della moto, un chiaro omaggio al passato: faro quadrato, becco spigoloso e livrea rétro.

Nuova anche la strumentazione, completamente digitale, mentre telaio e sospensioni sembrano invariati. Non ci resta che aspettare il 5 novembre per conoscere i dettagli tecnici della nuova V-Strom 1000 2020.

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Suzuki V-Strom 1000 2020

La Casa di Hamamatsu presenta la V-Strom 650 2020, che non cambia dal punto di vista tecnico, ma vede l’arrivo di nuove livree ad affiancare quelle già esistenti. Per l’allestimento standard con cerchi in lega, la novità è rappresentata da un’elegante tonalità di grigio, che si aggiunge al bianco, al rosso e al nero già disponibili in gamma. Nel caso invece della variante XT con cerchi a raggi debuttano il nero e il blu, che si aggiungono al bianco, al giallo e al rosso.

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Suzuki V-Strom 650 2020

Rispetto al passato la naked media della Casa di Hinckley compie un passo in avanti in termini di prestazioni, grazie ad un significativo aggiornamento del motore sviluppato insieme al team Moto2 di Triumph Motorcycles, e cambia anche dal punto di vista del look e della dotazione tecnica.

Per tutti i dettagli tecnici relativi alla nuova Triumph Street RS 2020 vi rimandiamo al nostro articolo di presentazione della moto. Qui trovate invece le prime impressioni di guida, l’abbiamo messa alla prova sulle strade della Spagna e tra i cordoli della pista di Cartagena.

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Il motore della Triumph Street Triple RS 2020

Dal lancio della prima MT-09, nel 2013, il segmento hyper naked di Yamaha è cresciuto rapidamente, fino a formare una gamma di moto da 125 cc a 1000 cc vendute in più di 240.000 unità negli ultimi 6 anni. Oggi, la Casa di Iwata fa un ulteriore passo avanti con la filosofia Dark Side of Japan con la nuova MT-03, una naked entry level rinnovata nel look e nella tecnica.

Le linee tese sono enfatizzate da un nuovo serbatoio da 14 litri e da convogliatori ispirati a quelli delle sorelle maggiori. La MT-03 2020 si presenta inoltre con un nuovo frontale con lui di posizione a LED. Nel design, minimalista, trova spazio un piccolo faro, anch’esso a LED, posto centralmente nel muso. Non cambia la parte tecnica rispetto al precedente modello, fatta salvo la forcella, ora rovesciata e con steli da 37 mm. Di derivazione racing il forcellone asimmetrico da 573 mm, che ha guidato un setting del monoammortizzatore rivisto nel precarico e nella compressione, per garantire alla MT-03 una maggiore maneggevolezza. Cambia anche la strumentazione, con display LCD in negativo.

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Yamaha MT-03 2020

Pochi giorni dopo la presentazione della MT-03 2020, e le anticipazioni dei modelli che verranno mostrate al Salone di Tokyo, Yamaha ha tolto i veli a un’altra novità: ecco svelata la nuova MT-125.Rispetto alla versione precedente la piccola naked di Iwata si rinnova completamente nella tecnica e nell’estetica, qui trovate tutti i dettagli.

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Yamaha MT-125 2020

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