a cura della redazione - 10 June 2018

Il meccanico ideale

Nobby Clark: ripercorriamo la storia di uno dei più apprezzati tecnici del Motomondiale. Da meccanico ha lavorato con Mike Hailwood, Arturo Magni, Bill Ivy, Giacomo Agostini, Kenny Roberts, Randy Mamola…
Il meccanico ideale
Nobby Clark

Nobby Clark era rimasto folgorato dalle moto dopo aver visto correre a Bulawayo, sua città natale in Rhodesia (l’attuale Zimbabwe), lo spericolato Ray Amm. Ma prima di diventare uno dei più apprezzati tecnici del Mondiale aveva terminato gli studi e il suo tirocinio come meccanico presso le Ferrovie Rhodesiane per seguire poi in Europa il suo ex compagno di scuola Gary Hocking, pilota della MV Agusta. A Cascina Costa era stato accolto nel Reparto corse più perché era amico di Gary che per le sue competenze tecniche. Ma in breve tempo si era guadagnato la fiducia di Arturo Magni e la sua carriera di meccanico da corsa aveva preso quota dopo i titoli iridati conquistati da Hocking in 350 e 500 nel 1961.

Dopo aver lavorato anche con un giovanissimo Mike Hailwood e dopo la scomparsa di Hocking (morto al volante di una Lotus F1 mentre stava preparandosi al debutto con le auto), Nobby Clark è stato assunto dalla Honda, prima come meccanico del connazionale Jim Redman e poi ancora al servizio di Hailwood, lavorando sulle fantastiche pluricilindriche a quattro tempi della Casa giapponese. Fra queste aveva eletto la RC166 sei cilindri 250 come la sua preferita. Quando la Honda si era ritirata alla fine del 1967, Nobby si era stabilito in Inghilterra, lavorando saltuariamente con Hailwood e Bill Ivy, ma anche per Paul Hawkins, un geltleman-driver che correva in auto. A riportarlo nel Mondiale ci aveva pensato Kel Carruthers, facendolo assumere dalla Yamaha per seguire le moto di Gould ed Andersson nel 1971. Il rapporto con la Casa dei tre diapason è durato fino al 1983 e in 12 anni il meccanico rhodesiano ha lavorato con numerosi piloti, ma solo Agostini e Roberts lo hanno impressionato al punto da metterli fra i migliori di sempre, un gradino più in basso però di Hailwood...

Lasciata la Yamaha dopo il ritiro di Roberts, le sue ultime stagioni nel Mondiale le aveva vissute in Cagiva (nel 1984) e ancora Honda (1985), dove aveva lavorato sulla NS500 di Mamola. Uscito definitivamente dal Circus e dopo essere andato a vivere in Sudafrica, nel 1993 Nobby Clark si era trasferito a New York per lavorare al team Obsolete di Robert Iannucci, dove aveva ritrovato la sua moto preferita, ovvero la RC166 facente parte della collezione dell’avvocato newyorkese. Taciturno, dedito al lavoro con una precisione maniacale e uno spirito che in molti hanno definito “ascetico”, Nobby è rimasto negli USA anche dopo aver smesso di prendersi cura delle moto del team Obsolete. Inserito nella “Hall of Fame” della American Motorcycles Association nel 2012 con una commovente cerimonia dove era stato premiato dal suo ex pilota Kenny Roberts, Nobby Clark si è spento per un male incurabile nel dicembre del 2017 a 81 anni.

Il meccanico ideale
Nobby Clark
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