Dopo la F4Z si pensa ad altre MV Agusta firmate Zagato

MV Agusta F4Z by Zagato: presso la sede della Casa Varesina la moto è stata consegnata al cliente, che è voluto subito salire in sella. Durante l’evento abbiamo parlato con chi ha progettato e realizzato la F4Z, che ci ha rivelato che in futuro potrebbero nascere altri modelli dalla partnership tra MV e Zagato. Le interviste e il video con il sound della moto

MV AGUSTA CONSEGNA AL CLIENTE LA F4Z BY ZAGATO

Fin dalle prime immagini pubblicate e dal primo video teaser, la MV Agusta F4Z by Zagato ha fatto molto parlare di sé: c’è chi proprio non digerisce il suo design, chi invece la adora proprio per questo. Quel che è certo è che siamo di fronte ad una moto unica, originale e con una linea “azzardata” per i canoni motociclistici a cui siamo abituati negli ultimi anni. Ma, che piaccia o no, è proprio grazie al suo design così controcorrente che la F4Z si è conquistata un  premio speciale della giuria al Concorso Internazionale Chantilly Arts & Elegance 2016, dove la moto è stata presentata.

Ora, per il facoltoso cliente giapponese che ha commissionato la moto, è arrivato il momento di ritirare la tanto attesa F4Z by Zagato. Questo personaggio, che preferisce rimanere anonimo, è un grande appassionato di moto e di auto e possiede già alcune vetture firmate Zagato (compreso il “Mostro”); ama lo stile e le linee della famosa carrozzeria milanese e per questo ha deciso di farsi realizzare proprio da loro una moto unica, tutta per sé: ed ecco che è nata la MV Agusta F4Z by Zagato. Noi eravamo presenti al momento della consegna della moto (qui le foto dell’evento) e abbiamo visto negli occhi del cliente, la gioia di un vero appassionato, un appassionato che si emoziona nel mettere le mani per la prima volta su un mezzo tanto desiderato. Ci sono voluti più di 8 mesi infatti a Zagato per portare a termine il lavoro, ma il risultato dobbiamo dire che è di tutto rispetto. Dal vivo si nota la qualità dell’opera: la moto è assemblata alla perfezione e le linee riescono ad esprimere al meglio il loro potenziale e vestono alla perfezione la supersportiva F4 di base. Molto aggressivo e cupo invece il sound emesso dallo scarico, tanto che, dopo averla sentita in moto, il proprietario non ha resistito e ha voluto subito saltare in sella al suo nuovo “giocattolino” (qui sotto il video). Nel frattempo, noi ne abbiamo approfittato per scambiare con quattro chiacchiere con chi ha progettato e costruito la F4Z. 

POTREBBERO ESSERCI ALTRE MOTO NEL FUTURO DI ZAGATO

Nell’intervista che abbiamo fatto ad Andrea Zagato, l’Amministratore Delegato dell’Azienda ci parla di come è nato il progetto della F4Z, delle scelte di design e del futuro a due ruote di Zagato e ci anticipa che potrebbero nascere altre moto dalla collaborazione con MV Agusta.
 
Da dove nasce il progetto della F4Z?
“In passato i carrozzieri molto spesso erano guidati dal cliente; erano proprio clienti come i vari piloti o gentleman driver che chiedevano di fare certi progetti. Questa ancora oggi è una costante: anche in questo caso è, non un pilota, ma un collezionista appassionato che possiede già anche alcune nostre macchine (5 o 6), che ci ha chiesto di fare le stesso lavoro che facciamo sulle auto, facendole diventare da collezione, su una moto. Noi non abbiamo mai fatto moto prima, ma abbiamo accettato subito la sfida. Siamo nel decennio che noi chiamiamo “iconico”, in quanto stiamo lavorando su modelli iconici, e la F4 lo è. Quindi insieme al cliente abbiamo concordato che avremmo lavorato sulla F4”.
 
È stato il cliente a scegliere la moto di base o l’avete consigliato voi?
“Lui ha chiesto MV Agusta. Noi abbiamo proposto la F4 e lui ha subito accettato. Naturalmente siamo venuti in MV a chiedere se a loro avrebbe fatto piacere e ci hanno appoggiato fin da subito nel progetto”.
 
Il cliente ha imposto dei vincoli al progetto ho vi ha lasciato liberi di esprimervi?
“Chi sceglie un buon ristorante, magari stellato, non è che una volta a tavola va in cucina a dire al cuoco le ricette. Quindi quando noi realizziamo il prodotto, che sia un’auto o una moto, realizziamo il design e il cliente si fida di noi”.
 
Quanto è durato il progetto della F4Z?
“Il progetto è durato circa otto mesi, ma abbiamo accelerato molto nell’ultimo periodo per presentare in tempo la moto in Francia al Concorso Internazionale Chantilly Arts & Elegance 2016”.
 
Zagato è famosa per le proprie opere a quattro ruote, come vi siete approcciati al progetto di una moto?
“La filosofia è la stessa: noi facciamo dei pezzi molto solidi, anche sulle auto, con pochi tagli. Le moto e le auto di serie presentano spesso linee interrotte; questo si fa per tendenza, ma anche per un risparmio di costi. Quando industrializzi un prodotto fai tanti piccoli pezzi che sono facilmente riparabili e sostituibili. Nelle auto da collezione è diverso, la carrozzeria è quasi un pezzo unico, molto solida, scultorea. Questo è il tipo di approccio che abbiamo solitamente sulle auto, cerchiamo di eliminare i tanti pezzi e farne pochi, quasi uno unico, in modo da far correre maggiormente la linea sulla superfice. Abbiamo provato a far ciò anche sulle moto e questo è il risultato”.
 
Quindi dal mondo delle auto è arrivata la carenatura unica e avvolgente?
“Esatto, e il disegno “evergreen”. Non un disegno di tendenza che funzioni quest’anno o per cinque anni e poi basta, ma delle linee che possano soddisfare l’occhio per molto tempo. Questo è il concetto del pezzo da collezione. Un pezzo da collezione deve durare a lungo e quindi deve piacerti per molti anni, deve essere coerente con sé stesso”.
 
Visto che la F4Z rimarrà un pezzo unico, ci saranno altre moto nel futuro di Zagato?
“Il team di lavoro sulla F4Z ha funzionato bene, ci siamo trovati tutti bene. Per questo abbiamo lanciato la sfida al gruppo di lavoro: vogliamo andare un po’ oltre, verso una piccola collezione a numero limitato, realizzata sempre il collaborazione con MV Agusta. In questo caso non sarebbe direttamente il cliente a decidere le linee, ma il mercato. Come diceva Enzo Ferrari, il genio solitario sta scomparendo, ma ora funziona bene il team work; quindi Nori (Norihiko Harada, Vice Presidente Design di Zagato) sta provando a ragionare con il capo design di MV Agusta e con tutto il gruppo per vedere se la cosa  fattibile. Ci piaceva l’idea di continuare con MV in questo progetto anche se non è detto che faremo qualcosa. Ma se il primo progetto viene bene, sicuramente lo faremo!”

UNA MOTO SU MISURA PER IL CLIENTE

Qui sotto vi riportiamo un estratto dalla chiacchierata fatta con Norihiko Harada, Vice Presidente del reparto Design di Zagato, nella quale ci parla della fase di sviluppo della F4Z, del perché di queste linee così controcorrente e delle difficoltà incontrate.
 
Che differenza c’è tra disegnare auto e disegnare moto?
Disegnare moto è più complesso rispetto alle auto, in quanto nelle moto il pilota entra a far parte dell’estetica e della linea del mezzo, cosa che nelle quattro ruote non succede. Quindi, per le moto, non solo bisogna disegnare un oggetto che sia bello da fermo, ma che sia bello anche con il pilota in sella”.
 
Perché questo design così “controcorrente”?
Le linee delle moto, a partire dagli anni ’90, hanno iniziato a diventare sempre più allungate e spigolose. Io ho voluto fare l’opposto e dare una proporzione diversa alla F4Z, ho voluto integrare la carena con il serbatoio per renderla una cosa unica. Il fatto di avere un’unica superficie più grossa mi permette di poter giocare con le linee, per dare dinamicità alle forme”.
 
Ha avuto carta bianca per quanto riguarda il progetto?
Il cliente non ha imposto nessun paletto al lavoro, si fida di noi. Io prima di iniziare il lavoro ho fatto una lunga chiacchierata con Shirai per conoscerlo meglio, per capire quale è la sua filosofia di vita, il suo lifestyle. Questo mi ha permesso di realizzare una moto cucita su misura per lui”.
 
Una volta iniziato il lavoro il cliente ha seguito lo sviluppo della moto?
“Ho presentato al cliente due bozzetti e lui ha scelto quello che preferiva. Poi, una volta iniziato il progetto il cliente non ha più messo voce, si è fidato ciecamente e io sono andato avanti dritto con il mio lavoro. Se guardate il primo bozzetto della moto e lo confrontate con il lavoro finito vedrete infatti che i due prodotti si assomigliano molto”.
 
Qual è stata la difficoltà più grande incontrata nel progetto?
“La più grande difficoltà è stata quella di adattare l’idea che avevo in mente alla base tecnica della F4 senza dover intervenire su ciclistica e meccanica. All’inizio non sapevo che moto avremmo utilizzato e solo una volta dopo averlo scoperto, ho potuto pensare alla linea definitiva della moto. Per questo il look finale è obbligatoriamente vincolato alla base, ma devo dire che in questo caso sono riuscito a riportare sulla F4 proprio quello che avevo in mente. Io devo soddisfare il cliente, devo soddisfare Zagato, ma allo stesso tempo voglio fare un prodotto che piaccia a tutti gli appassionati.”

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