C’era una volta la Mototemporada

Una misteriosa foto di Mike Hailwood su una Honda, scattata dal fotografo d’eccezione Giacomo Agostini, ci fa volare con la mente agli anni passati, quando nella riviera romagnola si correva la Temporada

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La foto in apertura di questo articolo è un mistero, uno di quelli in cui capita di imbattersi quando si frequentano archivi come quello di Motociclismo, con dentro un milione di immagini, mal contate. Un’immagine senza didascalia, catalogata senza un appunto, un segno. Niente. Eppure molto probabilmente già pubblicata almeno una volta, chissà quando. Anche osservandola non se ne viene a capo: ci sono Mike Hailwood su una Honda, quasi certamente 250 guardando la tabella porta numero. All’epoca, ogni classe aveva il suo colore: nero la 125, azzurro la 250, verde scuro la 350, giallo la 500.

La foto è in bianco/nero, quindi la tabella è grigia, ma un grigio chiaro perciò dovrebbe essere una moto della quarto di litro. Inoltre il “fotografo” è Giacomo Agostini, in abiti borghesi: Ago correva in 350 e 500, pertanto questo è un ulteriore indizio che conforta il ragionamento precedente. L’ambiente sembra quello della riviera romagnola, Rimini in particolare, perciò dovrebbe trattarsi della “Temporada” romagnola, alla quale, questo è certo, nel 1968 Hailwood partecipò su Honda numero 31.

E però, in quell’anno le gare si disputarono a Riccione, Cesenatico e Milano Marittima, non a Rimini. Oltre a ciò, la Temporada Romagnola si disputava a cavallo tra inverno e primavera, tanto che spesso la temperatura era quanto meno freddina e spesso pioveva.

Dalle pagine di Motociclismo si evince che anche quell’anno non fece eccezione, mentre in questa foto splende il sole e i meccanici sono in maglietta bianca e ciabatte… non sembrano essere ufficiali Honda. Il che fa pensare che si tratti del 1968, quando Hailwood gestì privatamente le moto, perché Honda si era ritirata; altrimenti avrebbe avuto al suo fianco il fido Nobby Clark. Insomma, la foto è un rebus. L’unica cosa chiara ed evidente è il rapporto di amicizia tra Giacomo Agostini e Mike Hailwood, con il primo che probabilmente “rubò” la macchina a chi gli stava accanto per mimare la foto al pilota inglese, reduce da una vittoria o da una pole position. O, più semplicemente, per pura complicità tra due assi del motociclismo che si rispettavano ed erano legati da sincera amicizia.

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