di Nicolas Patrini - 17 febbraio 2020

Zarco: “Io pago le tasse, non sono come Lorenzo”

Johann Zarco senza peli sulla lingua. Il francese analizza il suo addio a KTM e lo paragona a quello di Lorenzo con Honda. Non manca un’analisi sulla possibilità di approdare al Team Ducati ufficiale

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L'addio a KTM, la possibilità di approdare in Honda e, alla fine, il contratto con il Team Ducati Avintia. Johann Zarco ha risposto alle domande fatte da un collega di Marca.com. Ecco un estratto dell'intervista.

Ora hai un contratto con Ducati, ma si tratta di una squadra privata. Quale supporto ricevi?

“Il team ha fatto un passo avanti e più che privato ora sembra un team satellite. A Sepang c’erano molti tecnici Ducati nel box ed è cambiato il modo di lavorare. L’obiettivo è quello di ottenere migliori risultati e sono contento di come sta andando perché vedo molta fiducia in me”.

L’obiettivo è quello di arrivare al team ufficiale?

“Si, ma per farlo devo ottenere ottimi risultati. Non basterà arrivare decimo, occorre stare tra i primi 5 e vicino al podio. In quel caso non sarò solo interessante per la Ducati”.

È realistico pensare a un podio o una "top 5" avendo la moto dell'anno scorso?

“Si, lo è. Non lo è per me perché devo ancora adattarmi e imparare tante cose della Desmosedici GP. Ducati, se andrò forte, potrebbe anche darmi degli aggiornamenti durante la stagione”.

KTM sembra aver fatto un passo avanti. Non hai mai pensato “potevo stare di più”?

“No, con loro non sono riuscito a fare un bel lavoro. Avevamo molti problemi e io dovevo fare velocemente una scelta per il mio futuro”.

Ora che Lorenzo è tornato alla Yamaha c’è la possibilità che possa correre di nuovo, a tuo parere è stato onesto con la Honda?

“Non lo so. Però sono certo che sia più interessato ai soldi di me. Siamo diversi e non ho il suo stesso modo di ragionare: non mi importa del denaro. Io ho un mutuo, vivo in Francia e non in un paese dove non pago tasse. Avevo tante ragioni per continuare con KTM se avessi pensato ai soldi, ma non l’ho fatto. Anche ora non corro per soldi, lo faccio perché credo di avere ancora dei sassolini da togliermi dalle scarpe nella mia carriera”.

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