Dall'Igna: "Ora il nostro know-how è nelle mani dei competitors"

In una lunga intervista, Luigi Dall’Igna tira le conclusioni di quanto accaduto. Secondo il Direttore Generale di Ducati Corse è sbagliato che le prove portate da Ducati in sede di dibattito siano finite nelle mani dei competitors e si augura che, da oggi, ci sia cooperazione tra i team
1/14 Andrea Dovizioso. Nella foto è evidenziata la soluzione utilizzata sulla ruota anteriore
Di seguito trovate le parole del Direttore Generale di Ducati Corse, rilasciate alla conclusione del caso che ha visto la Casa di Borgo Panigale alle prese con la Corte d’Appello della FIM a causa dell’appendice aerodinamica montata in Qatar sulle moto di Dovizioso, Miller e Petrucci.

“Non ho molto da dire. Come sapete è stato reso pubblico quanto espresso dalla Corte d’Appello della FIM e vorrei dire che Ducati ha letto e interpretato in maniera corretta il regolamento e le linee guida diramate dal direttore tecnico del campionato. La Corte d’Appello ha visionato il materiale prodotto da noi e dai nostri avversari prima di giungere alla conclusione e durante il dibattimento abbiamo dovuto divulgare il nostro know-how non solo ai tecnici giudicanti, ma anche ai nostri competitors. Questo non ci sembra giusto né sportivo.

Mi preme anche sottolineare che l’aerodinamica è una scienza trascurata nel mondo delle moto, ma si tratta di un aspetto molto importante. Parliamo anche di moto di produzione, non solo da gara. Vogliamo portare sulle moto di serie, e non solo sportive, l’aerodinamica a favore del comfort termico e della sicurezza. Vorrei far passare quanto possa essere importante investire in questo tipo di attività.

Ducati spende circa l’1% del suo budget a favore dello studio aerodinamico in MotoGP. Si tratta quindi di una questione marginale dal punto di vista dei costi complessivi. Il costo dell’appello è simile a quanto spendiamo durante 5 giornate in galleria del vento. Ducati Corse nella scorsa stagione ha speso, per sviluppare la MotoGP, 10 giornate in galleria del vento. Capite bene che il 50% del budget aerodinamico è stato speso per la Corte d’Appello piuttosto che per lo sviluppo aerodinamico della moto.

Credo e spero sia arrivato il momento di chiudere questa pagina. Secondo Ducati occorre più unità tra i vari costruttori per rendere questo campionato ancora più bello. Vorremmo collaborare per migliorare la MotoGP dal punto di vista del regolamento tecnico e spero che in sede di dibattito tra le Case si possa tornare a parlare delle questioni tecniche trovando il modo di lavorare insieme”.

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