12 April 2010

MotoGP 2010: Casey Stoner cade e Valentino Rossi vince il Gran Premio del Qatar

Rossi, con la Yamaha ufficiale, ha vinto a Losail, prendendo la testa dopo la caduta di Stoner con la Ducati. Secondo Jorge Lorenzo (Yamaha ufficiale), terzo Andrea Dovizioso (Honda).

Motogp 2010: casey stoner cade e valentino rossi vince il gran premio del qatar

Losail (QATAR) 11 aprile 2010 – Stoner con la Ducati Desmosedici è caduto e Valentino Rossi con la Yamaha M1 ufficiale ha vinto. Così è andata la prima gara della MotoGP della stagione di quest’anno. L’australiano era al comando, quando ha forzato troppo il ritmo tredici giri prima della fine: sino a quel momento aveva un passo intorno all’1’55”5, poi lo ha abbassato a 1’55”0, cercando di aumentare il vantaggio su Rossi, che era già di 2”4. L’eccesso è costato caro al pilota di Borgo Panigale: gli si è “chiuso l’anteriore” e la sua gara è terminata, così come il monopolio sulla gara notturna del Qatar, che durava da tre anni. Il secondo gradino del podio è stato preso dall’altra Yamaha ufficiale, quella di Jorge Lorenzo, che si è fatto aggressivo quando mancavano cinque giri alla fine ed è riuscito a portarsi in seconda posizione due giri prima del termine. Ha concluso terzo Andrea Dovizioso, protagonista di una grande gara, in sella alla Honda HRC. Quando mancavano sei giri al traguardo, Dovi è addirittura riuscito a prendere la testa e a condurre la gara davanti al Dottore, ma poi ha dovuto desistere per la superiorità tecnica dell’inseguitore. Andrea ha potuto sfruttare il maggiore allungo della moto dall’ala dorata rispetto a quello della tre diapason. In Casa Yamaha sembra abbiano voluto risparmiare qualcosina, per non mettere a dura prova il motore che dovrà resistere per più di una gara. Infatti il nuovo regolamento ammette l’utilizzo di soli sei motori per tutta la stagione iridata. E sembra che i tecnici di Iwata siano già tirati, perché l’ironico Valentino, che ha finito la benzina poco dopo aver tagliato il traguardo, ha riso dichirando: “In Ferrari dicono che il motore perfetto è quello che si rompe subito dopo la gara, perché deve essere tutto tirato al limite”. Restando in tema di limiti, la prima corsa del campionato ha mostrato come i tecnici di Borgo Panigale siano riusciti a superare quello della difficile guidabilità della rossa: Nicky Hyden ha potuto a concludere in quarta posizione, battuto sul rettilineo finale da Dovizioso col quale si era già conteso per buona parte del tempo la seconda piazza. A dimostrazione che la Ducati, con il motore big bang, sta crescendo. Va segnalata la prestazione di Ben Spies: l’“elbow man” ha guadagnato la quinta posizione con la Yamaha “clienti” del team satellite Tech3, dopo aver sgomitato, si potrebbe dire tenendo fede al suo soprannome, con gli avversari, anche più tosti e più esperti della Classe regina. Dietro Spies si è piazzata la prima Honda privata: quella del team LCR di Lucio Cecchinello, pilotata da Randy De Puniet, che aveva già dimostrato un grande potenziale, durante le ultime prove di inizio mese. Il pilota francese si è lasciato alle spalle la Honda ufficiale di Daniel Pedrosa, che, dopo una partenza brillante, è riuscito a prendere la testa al secondo giro, ma di tornata in tornata ha mollato e si è fatto passare dagli avversari, concludendo solo settimo. In ottava posizione è arrivato Colin Edwards (Yamaha Tech3), che si ritrova con un compagno di squadra un po’ scomodo nonché agguerrito con cui fare i conti. La nona posizione è andata al “nonno” della MotoGP Loris Capirossi, con la Suzuki, che nella sua carriera è arrivato a 300 Gran Premi disputati. Finisce nei primi dieci, alle spalle di Capirex, Hiroshi Aoyama (Interwetten Honda MotoGP). La vittoria di Valentino Rossi è stata la numero 104 nella sua carriera e gli ha fatto collezionare ben 165 podi. E c’è davanti tutta un’altra stagione. Se questo è l’inizio, la vera metà dell’opera potrebbe essere ancora più sorprendente, perché, stando a quanto dice il team manager di Rossi, Davide Brivio “la carenza di allungo del motore Yamaha sarà ben compensata dalla sua maggiore accelerazione nelle prossime gare, che saranno disputate su circuiti più guidati, dove sarà proprio l’accelerazione a contare”. Insomma, l’indiscutibile potenziale del nove volte iridato potrà anche appoggiarsi ad una strategia ben calcolata, che fa paura agli avversari.

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