25 May 2008

MOTOCICLISMO - GIUGNO 2008

La nostra campagna sulla sicurezza ha fatto aumentare la vendita di paraschiena. Lo dicono le aziende produttrici, alcune delle quali segnalano incrementi del 30 per cento.

Motociclismo - giugno 2008



La sicurezza non è un trucco


Dopo i mille paraschiena regalati l’anno scorso, ne offriamo adesso almeno altrettanti a chi consegna protezioni fasulle. Perché non esiste sicurezza senza qualità


La nostra campagna sulla sicurezza ha fatto aumentare la vendita di paraschiena. Lo dicono le aziende produttrici, alcune delle quali segnalano incrementi del 30 per cento. Ovviamente il nostro merito è minimo: abbiamo soltanto fatto sedere attorno a un tavolo i fabbricanti, chiedendo loro di fare fronte comune in considerazione di una clamorosa e abbastanza scandalosa contraddizione: siamo stati i primi a progettare protezioni – il primo paraschiena Dainese è di vent’anni fa -, ma siamo tra gli ultimi in Europa ad indossarle.
La nostra campagna ha avuto successo anche perché i produttori italiani sono quelli che sono: i più bravi al mondo. Credo che nessuna azienda abbia investito nello studio di un paraschiena o delle sue possibili evoluzioni, quanto hanno fatto le aziende italiane. E qui esplode, come un air bag impazzito, un’altra contraddizione: la sicurezza (presunta) fatta con i tarocchi. Parlo dei paraschiena fasulli che i motociclisti comprano e indossano pensando che una protezione valga l’altra e spendere trenta euro è meglio che ottanta per un oggetto tutto sommato simile. La sicurezza non può esistere senza qualità. E la qualità non è un bel colore, un bel design, una bella confezione. Neppure un bel Marchio è di per sè garanzia di qualità. La qualità è fatta di progettazione, materiali, procedure di assemblaggio, test di collaudo. La qualità non si misura a percentuali: o rispetta tutte le regole o semplicemente non è.
Quando è cominciata la grandinata di e-mail con cui i lettori segnalavano di non trovare la targhetta dell’omologazione “CE” sul proprio paraschiena, abbiamo di nuovo chiamato le aziende. Dobbiamo passare alla fase due, abbiamo detto, adesso dobbiamo promuovere la rottamazione dei paraschiena fuorilegge.
In 48 ore hanno aderito Alpinestars, BMW, Clover, Dainese, Gimoto, MTech, Soul Race, Spidi, Spyke, Ufo Plast, Ultimate Stuff, Zandonà, Zero 7. Circa il 90 per cento del settore, ma evidentemente il 100 per cento di quelli che credono alla nostra campagna sulla sicurezza. Cominceremo a regalare almeno mille paraschiena omologati in cambio di quelli che non lo sono. Non chiamiamoli neppure paraschiena visto che la legge non lo consente. E francamente non ci piace neppure il termine “imbottitura”, trucco lessicale per (non) dire che quei prodotti non hanno superato alcun controllo e nessun sa che “aiuto” offrirebbero in caso di impatto. Non chiamiamoli e basta; non cerchiamoli quando entriamo in un negozio, e non permettiamo che un commesso ce li rifili con la criminale panzana che “tanto sono tutti uguali”.
La rottamazione delle false protezioni, con distribuzione di quelle a norma, avverrà a luglio. Tutto è nato così in fretta che mentre questo numero di Motociclismo va in stampa, in maggio, non abbiamo ancora una data. Questione di ore. Quando leggerete queste righe l’annuncio, con tutte le modalità, sarà già pubblicato sul nostro sito internet e sarà stato fatto durante un’importante manifestazione sulla sicurezza organizzata il primo giugno dalla Provincia di Como e dalla FMI lombarda, che saranno anche nostri preziosi partner in questa nuova operazione. Perché il bello del nostro Paese è anche questo: quando ti rimbocchi le maniche per una causa giusta è facilissimo imbatterti, appena girato l’angolo, in compagni di strada meravigliosi.

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