di Alberto Pasi - 15 maggio 2019

Motociclismo d'Epoca di giugno 2019 è in edicola

È in edicola il fascicolo di giugno 2019 di Motociclismo d’Epoca, la rivista leader per gli appassionati di storia e motori. In copertina la Ducati 750 GT, a cui abbiamo dedicato la guida all'acquisto; poi la vicenda della Isomoto, negli anni '70, e la storia della Yamaha XS 750. Chiude la parte dedicata alle moto di serie la Moto Guzzi serie TT, per passare alla sezione sportiva dove trovare il doveroso ricordo a Giuliano Maoggi
1/11
In copertina, la 750 GT, prima bicilindrica e prima maxi della Casa bolognese. Progettata dall’ingegner Fabio Taglioni nel 1970, entra in scena l’anno dopo. Anche se ha un gran telaio e un motore che spinge forte, delude le aspettative per una estetica dimessa e turistica che va in netto contrasto con l’immagine sportiva che contraddistingue la Ducati. Col tempo e grazie alle versioni Sport e Super Sport che l’hanno seguita e che sono diventate preziose moto da collezione, la GT si è presa in parte la sua rivincita, rivendicando il suo ruolo nella storia. Le abbiamo dedicato una completissima Guida all’acquisto.
Nello stesso periodo, la Iso prova a ritornare nel settore moto che aveva abbandonato nel 1963 per dedicarsi alle auto sportive di lusso. Tenendo conto del successo sempre maggiore che hanno le fuoristrada, viene progettata una versatile off-road con telaio a traliccio, mossa da un motore Maico 360 ampiamente rivisto. Dopo aver presentato il prototipo al Salone di Milano del 1971, due anni dopo la moto è in veste definitiva, pronta alla produzione. La situazione della Iso purtroppo precipita, l’azienda è costretta a chiudere l’attività nel 1974 e la Isomoto viene abbandonata. La storia avrà un piccolo seguito nel 1976, quando i progettisti della moto realizzeranno una nuova versione a motore Sachs. Pochi esemplari prima di abbandonare l’iniziativa.

Ben altra sorte ha il Testi Champion, mostrato per la prima volta al Salone di Milano del 1969. E’ un modello super sportivo, motorizzato Minarelli 50, che si distingue da ogni altro “stesino” per una estetica raffinata e personale che fa innamorare moltissimi ragazzini. Inoltre offre un telaio di schema moderno e disegno affascinante. È l’inizio di una lunga storia con modelli in continua evoluzione, dotati sempre di soluzioni raffinate, dall’uso dei freni a disco alla primizia della sospensione Monocross.
Segue un’altra storia interessante che vede protagonista la Yamaha. Dopo le deludenti bicilindriche 4 tempi di 500 e 750 cc, alla fine del 1975 presenta la XS 750, elegante maxi con motore tre cilindri in linea e trasmissione ad albero. Elegante, comoda e affidabile, non riesce però a svettare sul mercato.
Chiude la parte della rivista dedicata alle moto di serie la Moto Guzzi serie TT. Sono i primi modelli della Casa di Mandello in veste enduro stradale, disponibili nelle cilindrate 350 e 650 cc. Ottengono un discreto apprezzamento e sono sviluppate nella serie NTX, anche di 750 cc.
Per quanto riguarda la sezione sportiva, un doveroso ricordo di Giuliano Maoggi, recentemente scomparso, uno dei migliori piloti nelle gare di Gran Fondo e vincitore nel 1956 con la Ducati di una leggendaria edizione del Motogiro. E di grandi uomini e imprese parliamo anche nell’ampio servizio dedicato ai record di velocità ottenuti dal 1949 al 1951 con la Lambretta dalla Innocenti. Infine analisi storica e tecnica della Gilera 125 bicilindrica da GP del 1956-1957 la cui promettente carriera verrà stroncata dal ritiro dalle competizioni della Casa di Arcore.
© RIPRODUZIONE RISERVATA