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Motociclismo d'Epoca - novembre 2009

In edicola il nuovo numero di Motociclismo d'Epoca

Motociclismo d'epoca - novembre 2009


Ma la Guzzi no!



La prima e l’ultima pagina di questo numero sono dedicate ai più recenti (e angosciosi) sviluppi delle vicende Moto Guzzi.
Attraverso date e titoli dei suoi mini editoriali, il sottoscritto ripercorre in poche righe le tappe della crisi, cominciata nel 1995 dopo l’era De Tomaso, che già non era stata brillante. Ofelio Liberati nel suo Diario esamina invece il problema da una diversa angolazione, completata da gustose note di costume. Entrambi prendendo lo spunto dalla grande manifestazione Moto di Protesta, svoltasi a Mandello il 19 settembre scorso con la partecipazione di circa 1.500 guzzisti provenienti anche dall’estero.
Scopo della protesta? Arrestare la decandenza dell’azienda, privata dei quadri tecnici e di buona parte del personale, attualmente solo 150 e spesso in cassa integrazione. Inoltre poverissima di proposte veramente innovative. Così la produzione è ulteriormente calata, quest’anno del 30%, meno di 3.000 pezzi, secondo indiscrezioni da Mandello.
Il nostro lamento ha lontane origini, risale infatti a “Una lacrima sul viso” (1997), quando sembrava imminente il trasloco da Mandello a Monza. Trasloco fortunatamente annullato, ed ecco con sollievo “Asciughiamoci la lacrima” (1998). Ma intanto la proprietà americana si dimostra un fallimento, ovvero “Ennesima pugnalata al cuore dei guzzisti” (1999). E quindi ci si chiede, sempre più ansiosamente, “Quale futuro?” (2000). Finalmente il raggio di sole, “Telenovela Guzzi a lieto fine” (2000), quando il patron dell’Aprilia Ivano Beggio dopo la Laverda si assicura il boccone ben più sostanzioso su “quel ramo del lago di Como”. Ma la bella storia non dura a lungo. Ecco infatti “Moto Guzzi senza pace” (2004), con relativa cessione dell’azienda alla Piaggio, che alla presentazione del nostro libro dedicato alla Casa di Mandello durante il Salone di Milano 2008 per bocca di un suo alto dirigente dà ampie assicurazione sul “Futuro Moto Guzzi” (2009). Invece il panorama diventa sempre più grigio... Ma il cuore ci invita a ripetere quanto scritto nel 2004: “La Moto Guzzi è un valore troppo alto sotto tutti gli aspetti, un marchio troppo forte per finire nella polvere, nel dimenticatoio. E siamo sicuri che questo suo eccezionale patrimonio le consentirà di superare anche il momento più difficile”.

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