03 December 2009

Motociclismo d'Epoca - febbraio 2010

È in edicola Motociclismo d’Epoca di febbraio con lo Speciale Cross. Storia, tecnica e retroscena della Gilera 125.

Motociclismo d'epoca - febbraio 2010




Centomila!


È una bella cifra, specialmente se riferita a una corrispondente quantità di moto. Messe una dietro all’altra farebbero una fila di duecento chilometri, la distanza da Milano a Bologna!
Bene ha quindi fatto la FMI a celebrarla, questa cifra, quando recentemente l’ha raggiunta, perché si
tratta delle moto iscritte al suo Registro Storico, istituito nel 1986, e ora in aumento al sostanzioso ritmo di circa 18.000 unità all’anno.
Per solennizzare ulteriormente l’avvenimento, la Federazione ha assegnato la relativa targa, nel corso di una simpatica cerimonia a Milano il 14 dicembre scorso, a quella che può essere considerata la massima espressione della tecnologia italiana. Quasi superfluo aggiungere che si tratta della favolosa Moto Guzzi V8 500, ideata nel 1954, portata al debutto nel 1955 e rimasta purtroppo in combattimento solo fino al 1957, poi improvvidamente accantonata quando aveva già dato prova di altissimo valore anche se non aveva ancora raggiunto la piena maturità. In concreto, la targa è stata applicata alla V8 di Giuseppe Todero, figlio di quell’Umberto, che componeva la mitica triade del Reparto corse di Mandello con Giulio Cesare Carcano ed Enrico Cantoni, autori anche (passando da un estremo all’altro) delle favolose monocilindriche 350 campioni del mondo. Da sottolineare che il riconoscimento è particolarmente meritato perché sono ormai una quindicina d’anni che Todero, con l’inseparabile Antonio Frigerio, si presenta alle più importanti manifestazioni, anche all’estero, facendo rivivere (e riudire) questo capolavoro italiano. Non senza essersi prima impegnato in un compito titanico, il rifacimento del motore, dei carburatori e della carenatura per evitare danni irreparabili agli originali in caso di incidenti o anche solo per vecchiaia (pensiamo alle delicatissime fusioni di electron).
Invece, se fosse stato per la Casa madre, il ricordo e la presenza della V8 si sarebbero ridotti a ben poca cosa… Con un deplorevole degrado d’immagine, rimediato per fortuna da due semplici privati, con tanta passione e buona volontà.

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