Moto usate: consigli su come scegliere

Scegliere una moto usata spesso può comportare dei rischi. Ecco qualche consiglio su cosa guardare, chiedere, controllare prima di decidersi

INTRODUZIONE

Vero, alla primavera manca ancora un po’ ma spesso conviene acquistare “fuori stagione” per strappare un prezzo più basso a chi ha una moto usata da vendere. Quindi, vi proponiamo una guida completa su cosa guardare, quali siano le parti più a rischio e alcuni indicatori per capire quello che a volte i venditori non ci dicono. A proposito: se state cercando o volete vendere, avete dato un’occhiata al nostro mercatino di moto usate online?

 

Finalmente vi siete decisi, volete acquistare una moto. Magari è la prima e, dato che in periodo di crisi economica bisogna stare attenti al portafoglio, la cercate di seconda mano. È un momento emozionante quello che state vivendo: carichi di buoni propositi iniziate la ricerca ma, in pochi giorni ,vostra moglie vi fa notare che il comodino è diventato deposito differenziato di rifiuti cartacei a sfondo motociclistico. Passano i giorni, avete letto centinaia di annunci, avete fatto decine di chiamate, avete girato tutti i rivenditori d’usato della vostra città e i commercianti ormai riconoscono il vostro viso. Cosa vi sta succedendo? Vi state rendendo conto che il mercato dell’usato è un mare in tempesta.

 

Offerte allettanti si contrappongono a prezzi fuori mercato, le moto dall’estetica “da vetrina” sono, in realtà, dei relitti e, come se non bastasse, quando trovate quella per cui, pur di vederla, percorrereste cinquecento chilometri vi dicono: “Mi dispiace, già venduta!”. Il tempo passa, ma voi non riuscite a decidervi, avete dubbi di ogni tipo. Soprattutto avete paura che la vostra nuova-vecchia moto vi abbandoni non appena avete staccato il fatidico assegno. Ecco qual è il vero problema: non volete prendere la classica “sola”.

PER INIZIARE

Il mercato dell’usato offre reali possibilità d’affari, il colpo di fulmine, però, è raro, bisogna perseverare nella ricerca ed essere esigenti, soprattutto perché i lavori di manutenzione, se non si è in grado di farli in autonomia, possono essere costosi ed incidere notevolmente sul prezzo finale della moto. Non arrendersi è la parola d’ordine, è vero, ma evitate anche di prendere la prima moto che vi piace perché non ne potete più di cercare.

 

Una “buona” moto usata, salvo rari casi, non si trova in pochi giorni, bisogna visionarne diverse affinché vi facciate un’idea reale di quello che offre il mercato. Il giorno in cui finalmente vi recate a esaminare una moto non lasciate a casa il casco, la prova su strada è uno dei test migliori per verificare lo stato del mezzo e, magari, portatevi un amico, due occhi sono meglio di uno. Il mezzo andrebbe controllato a freddo, un motore già riscaldato potrebbe nascondere piccoli difetti d’avviamento – i motori a freddo generalmente fanno più fatica a mettersi in moto – oppure rumorosità latenti che, con le parti meccaniche in temperatura, potrebbero attenuarsi. Meglio il privato o il commerciante? Dipende. Va tenuto presente che un commerciante è obbligato a darvi una garanzia sulla moto che vi vende, quindi è possibile che il prezzo sia più elevato; in ogni modo, anche se chi vi vuole vendere una moto è il concessionario di una grande Casa, non dimenticate di ispezionarla minuziosamente perchè questo può aver sistemato i difetti più evidenti e trascurato la manutenzione.

LA TELEFONATA

Avete letto un annuncio e la moto presentata sembra un affare, la foto vi piace, anzi si presenta anche più bella di come la immaginavate e il prezzo rientra nel vostro budget. È il momento in cui cominciano a tremarvi le gambe e, accarezzandovi i polsi, sentite la pelle d’oca, cosa vi sta accadendo? È semplice: la bramate come un bambino desidera un giocattolo. Fermi. Prima di fare i bagagli e partire per andarla a vedere forse è bene sedersi sulla poltrona di casa, alzare il telefono e fare qualche domanda al venditore. È fondamentale capire se chi vuole vendere la moto vi trasmette fiducia, oltre a verificare la sua competenza meccanica. State attenti alle risposte evasive o poco serie come, ad esempio: “La moto va benissimo, impenna anche in terza!”, potrebbe trattarsi di un utente particolarmente contento della moto, ma anche un suo pessimo amante. Viceversa, un venditore che risponderà sinceramente e mostrando competenza meccanica sarà presumibilmente qualcuno che ha avuto cura della sua moto. Ecco qualche semplice domanda da porre al telefono, piccoli quesiti che servono a sondare il terreno.

 

Da quanto tempo è in possesso di questa moto?

Quanti proprietari ha avuto?

Perchè ha deciso di venderla?

Ha mai subito incidenti?

La manutenzione è stata fatta da un meccanico specializzato della marca? È disponibile il libretto dei tagliandi?

Sono stati fatti importanti lavori al motore?

In caso affermativo: sono disponibili le fatture?

La moto ha dei problemi meccanici o è necessario fare qualche lavoro di manutenzione per riportarla alla perfetta efficienza?

Le gomme in che condizioni sono? Sono state cambiate di recente?

Mi consentirà di provarla su strada?

La motocicletta ha mai partecipato a delle competizioni?

È stata fatta qualche modifica al mezzo?

Gli scarichi sono omologati?

L’ultima revisione è in regola?

 

Ora potete anche partire, magari ricordatevi di passare dal Bancomat per prelevare un po’ di contanti per fermare la moto con una caparra.

ESTETICA

Acquistare una moto che ha subito in passato un piccolo incidente potrebbe non essere un problema; saperlo o scoprirlo vi consentirà sicuramente di ottenere degli sconti, oppure addirittura farvi rinunciare all’acquisto. L’apparenza non inganna: chi ha amato una motocicletta generalmente l’ha anche curata e coccolata, un’estetica poco rassicurante può essere sintomo d’uso gravoso o di scarsa  manutenzione; se l’aspetto della moto che avete di fronte non vi convince non dovete avere dubbi. Evitate l’acquisto. Un segno, un graffio o il colore della vernice è come un tatuaggio sulla pelle, parla della moto, ne descrive la storia; il segreto è riuscire a leggerla.

 

I graffi molto profondi e longitudinali, solitamente posti sulle fiancate, sul serbatoio o nei pressi delle pedane sono i segni di un incidente, ovvero di una caduta in movimento, quella che, di solito, provoca danni più gravi al mezzo. Bozzi, abrasioni verticali e lievi sfregi sono, invece, il probabile sintomo di una caduta da fermi, generalmente meno preoccupante. Il colore della vernice deve essere uniforme su tutta la moto, differenze di luminosità o tonalità possono essere la testimonianza di una riverniciatura conseguente ad un incidente. Questa potrebbe essere anche solo una piccola caduta, però esservene accorti deve servirvi per proseguire i controlli con maggiore attenzione. Un altro metodo per identificare danni subiti in seguito ad una caduta o a un piccolo incidente è verificare gli accoppiamenti delle parti di plastica e delle carene. Tenete in considerazione che i ricambi di quasi tutte le parti estetiche di una motocicletta sono abbastanza costosi, quindi se per voi l’estetica è una componente fondamentale valutate bene le spese. Controllate che vi siano tutte le viti di fissaggio della carena e che i gommini di smorzamento delle vibrazioni non siano crepati in seguito alla vecchiaia.

 

 

Questi particolari, che incidono sulla rumorosità del mezzo e quindi vanno ripristinati, anche nel caso si tratti di minuscole viti, possono avere un costo elevato. Non dovete avere il timore di sembrare troppo pignoli, dovete spendere dei soldi, quindi se vi accorgete che qualcosa non va non esitate a chiedere spiegazioni al proprietario o al venditore, le risposte possono dare dei segnali sulla sua buona fede e chiarire ogni dubbio farà proseguire la trattativa in maniera serena.

LA FRIZIONE

È una parte soggetta ad usura e non sempre il suo consumo dipende dal chilometraggio. Una frizione usata male, in gara o su moto da enduro, potrebbe richiedere la sostituzione nonostante il mezzo abbia pochi chilometri alle spalle. A motore freddo mettete in moto e cercate di ascoltare se il lato della frizione è rumoroso e, se lo fosse, verificate se la rumorosità varia premendo la leva al manubrio. Eventuali anomalie riscontrate in questo test potrebbero significare problemi ai cuscinetti frizione o alle molle spingi disco. A motore spento e con la prima marcia inserita, provate a spostare la moto in avanti, questa non dovrebbe porre troppa resistenza. Chiedete al venditore se la frizione è mai stata sostituita: se vi dice no, considerate che, oltre i 50.000 chilometri, quasi ogni frizione potrebbe iniziare a presentare problemi d’usura.

IMPIANTO ELETTRICO

Capire il funzionamento dell’impianto elettrico di una motocicletta non è cosa semplice, soprattutto sulle moto più moderne che hanno centraline sempre più complesse. Ci sono tuttavia alcuni controlli che aiutano a rendere evidenti i problemi di salute dell’impianto elettrico e vi aiuteranno a tenere lontane le spiacevoli sorprese. Controllare che, accendendo il quadro, s’illumini la spia della pressione dell’olio e che questa si spenga non appena il motore è andato in moto, dopodiché devono essere verificati tutti i servizi della plancia di comando: luci, clacson, stop. Chiedere al venditore se la spia della riserva – se presente – funziona: testarla è difficile senza svuotare il serbatoio ma, chiedendolo, eviterete di scoprirlo in autostrada rimanendo a secco. La batteria può essere controllata avviando il motore a freddo: se la moto parte senza problemi e il motorino d’avviamento vi sembra che giri in modo deciso e privo d’incertezze allora potete essere abbastanza sicuri che la batteria sia in ordine. In caso di dubbi: per le batterie con manutenzione – quelle trasparenti con il liquido a vista - è interessante verificare il livello dell’acido. Se è basso è sintomo, oltre che di scarsa manutenzione da parte del precedente proprietario, anche di un malfunzionamento del regolatore di tensione. In tal caso, occorre verificare la tensione d’uscita del regolatore che, a motore in moto e tenuto a regime di circa 3000 giri, deve essere compresa tra i 13,5 e i 13,8 Volt. Tensioni d’uscita differenti sono un sintomo indiscusso di problemi. Con la moto davanti ad un muro, accendete i fari abbaglianti e controllate se la luminosità varia aumentando il regime di rotazione del motore; ciò non dovrebbe accadere, se capita potrebbero esserci problemi allo statore o al regolatore di tensione. Se riuscite ad individuarlo, staccate il connettore del regolatore di tensione – uno scatolotto marrone con le alette di raffreddamento – e verificate che i morsetti non siano evidentemente bruciati o, come si suole dire: cotti. Questo significa che il regolatore di tensione sta funzionando male.

SOSPENSIONI

Troppo spesso, durante la valutazione dell’usato, accade che non si dia la giusta importanza alle sospensioni. È un grave errore perché la condizione di usura, spesso valutabile semplicemente con uno sguardo, la dice lunga sullo stato generale di manutenzione di una motocicletta. Durante l’accurata ispezione di ammortizzatori e forcella non dimenticate mai di interloquire con il venditore per cercare di conoscere quali lavori sono stati fatti sull’idraulica e sulle molle. Chiedete quanto tempo è trascorso dall’ultimo controllo e se il lavoro è stato fatto da uno specialista di sospensioni. Passando alle verifiche tecniche, tenendo premuto il freno anteriore pompate diverse volte vigorosamente - sfruttando anche il vostro peso - sulla forcella, dovrete accertarvi che questa opponga una resistenza lineare e che torni nella sua posizione di riposo con una certa resistenza. Se l’effetto che notate è quello di una semplice molla, senza resistenza in compressione né in estensione è quasi certo che abbia bisogno di una revisione. Dopo aver eseguito quest’operazione controllatene lo stelo – la parte cromata di diametro inferiore – e verificate che non sia sporca d’olio: deve essere perfettamente asciutta perché, in caso non lo sia, significa che bisognerà sostituire i paraoli.

 

Procedete a controllare la sospensione posteriore nel seguente modo: premete diverse volte la coda della moto in maniera decisa facendo lavorare l’ammortizzatore quanto più possibile. Premendo molto vigorosamente dovrete sentire opporre resistenza e il ritorno dovrà essere attutito dall’idraulica dell’ammortizzatore. Un riassestamento in posizione di riposo brusco significa che la sospensione posteriore andrà rivista da uno specialista. In entrambi i casi, gli ammortizzatori si devono comprimere in modo lineare, senza blocchi o scatti dovuti a rotture delle parti interne di questi preziosi componenti. Il vostro orecchio sarà un attrezzo di misura molto importante durante le azioni di verifica delle sospensioni. Le operazioni di compressione e ritorno devono essere molto silenziose: cigolii, ticchettii e vibrazioni sono sintomo che le parti scorrevoli o i cuscinetti dei leveraggi presentano dei problemi. Verificate attentamente che la forcella sia allineata. Spesso una semplice caduta la può svergolare, questo non è un grave problema, però trovarla in queste condizioni dimostra scarsa attenzione da parte del proprietario. Molto differente, invece, se gli steli sono storti, implica che la moto ha subito un incidente. Chiedete al venditore se ha mai fatto una lubrificazione dei cuscinetti dei leveraggi, la sua risposta potrà esservi d’aiuto per capire il livello di competenza.

LE RUOTE

I cerchi delle motociclette si differenziano in due grandi categorie: quelli a razze e quelli a raggi. Anche in questo caso una semplice ispezione visiva può rivelare molti segreti nascosti. Che siano cerchi a raggi o a razze (alluminio, carbonio, magnesio ) va attentamente controllata la loro circonferenza esterna - il bordo – per allontanare qualsiasi sospetto di squadrature o rotture. Se riuscite a sollevare la moto utilizzando un cavalletto fate girare i cerchi a vuoto e mettendovi sul fianco verificate che questi ruotino in maniera uniforme. Mentre fate questa operazione ascoltate anche il rumore prodotto, deve essere privo di cigolii che potrebbero essere i primi sintomi di un cuscinetto che sta per smettere di fare il suo lavoro. Sempre con la moto sul cavalletto, posizionatevi davanti alla ruota - nel caso di quella anteriore tenendo fermo il manubrio, facendovi aiutare - e verificate che non vi sia nessun gioco sul perno mentre cercate di muovere il cerchio a destra e sinistra. Se questo avviene dovrete prevedere di sostituire i cuscinetti delle ruote. Nei cerchi in lega controllate la verniciatura: questi, quando vengono riparati dai professionisti, devono essere quasi sempre riverniciati; un confronto del colore tra anteriore e posteriore potrebbe esservi d’aiuto per identificare riparazioni nascoste. Nelle ruote a raggi è importante verificare che questi siano correttamente in tensione: è sufficiente picchiettarli con una chiave e accertarsi che il suono prodotto sia uniforme. I raggi lenti non sono un grave problema, tuttavia l’operazione di ripristino della tensione comporta una certa spesa in quanto non può essere fatta senza la dovuta esperienza. Le gomme? Controllate se sono vecchie. Tutti gli pneumatici riportano stampigliate sulla carcassa quattro cifre, queste certificano la data di produzione: ad esempio 0506 sta a indicare che la gomma è stata prodotta la quinta settimana dell’anno 2006.

LA TRASMISSIONE

Non serve a nulla acquistare una moto con 150 CV alla ruota se poi questi sono scaricati a terra da una trasmissione in pessime condizioni. Questa va verificata attentamente, cogliendo l’occasione per puntare l’occhio in zone della moto spesso ricoperte di grasso e olio e che, invece, possono nascondere problemi.

 

Per prima cosa - se presente - smontate il coperchio del pignone - normalmente fermato da due o tre viti - e verificate che non vi sia nessuna perdita d’olio proveniente da dietro il pignone. In caso di dubbio è meglio approfondire l’indagine, perché potrebbe esserci un problema al paraolio dell’albero primario, con un costo di parti di ricambio irrisorio ma che richiede diverse ore di mano d’opera del meccanico per aprire il motore. Focalizzate ora la vostra attenzione sulla corona e il pignone, devono avere un’usura dei denti uniforme, essere tutti paralleli e privi di schiacciamenti. Controllate la tensione della catena verificando che, col peso di una persona sulla sella, abbia il giusto gioco: due, tre centimetri tra l’asse del pignone e della corona. Se è troppo tirata, oltre che davanti ad una catena usurata, potreste trovarvi al cospetto di una moto con potenziali problemi al cambio, tenetelo presente nel momento in cui più tardi farete la prova su strada. A mano fate fare qualche giro alla ruota posteriore e poi verificate che le maglie della catena si siano fermate in posizione piana, non a serpentina, cosa che accade se questa inizia ad avere problemi d’usura. Non preoccupatevi se le maglie presentano segni d’ossidazione esterna, accade abbastanza frequentemente anche dopo una passeggiata sotto la pioggia, piuttosto verificate che non vi siano segni di ruggine nei cilindretti scorrevoli all’interno, che devono essere invece lucidi. Prima di valutare una motocicletta è molto utile leggere le sue specifiche tecniche, ad esempio è interessante conoscere preventivamente che rapporti - numero di denti di corona e pignone - montava di serie il costruttore. Se sulla moto che state visionando sono differenti potete farvi un’idea dell’utilizzo che ha fatto il proprietario del mezzo. Ricordate che le modifiche radicali alla configurazione prevista dal costruttore sono spia di un utilizzo sportivo del mezzo.

  

Consiglio pratico

 

Un metodo molto semplice per capire se è ora di sostituire la catena e quindi chiedere un po’ di sconto è questo: prendete la catena con due dita dal punto più esterno della corona e tirate. Se riuscite a spostare le maglie di mezzo centimetro o più vuol dire che la catena è troppo usurata. Non fate molto caso alle viti o ai fermi per la regolazione della catena al fine di capire se questa è usurata o meno, il precedente proprietario potrebbe aver modificato i rapporti o accorciato la catena, rendendo la misura evidenziata poco attendibile.

IL MOTORE

Partireste per una maratona nel deserto nonostante il dottore vi abbia detto che il vostro cuore ha bisogno di riposo? No. Perché correre il rischio con una moto? Il cuore della moto va attentamente “auscultato” prima di procedere con l’acquisto e, come già consigliato, bisogna iniziare le verifiche a propulsore freddo.

 

Mettete il motore in moto e ascoltate il suono emesso dal motorino d’avviamento: non devono esserci rumori metallici, stridii o altri suoni molesti. Il motore deve partire semplicemente, senza fatica, altrimenti le cose si mettono al peggio. Verificate con attenzione il comportamento del motorino d’avviamento non appena il motore si è messo in moto: sentite che questo continua a girare per qualche istante anche dopo che avete mollato il pulsante? Significa che il suo alberino non ritorna in sede in maniera appropriata e, alla lunga, si romperà. A motore in moto perdete qualche istante per verificare il rumore prodotto dal suo funzionamento: se sentite strani rumori, soprattutto metallici, vi trovate davanti ad un motore con dei potenziali gravi problemi. Fate qualche domanda al venditore, ma è plausibile che le sue risposte, magari forvianti o poco precise, vi faranno ripensare sull’acquisto, molto meglio così.

 

Provate a effettuare delle brevi accelerazioni, il motore dovrà prendere i giri regolarmente e perderli in maniera lineare senza vuoti o allunghi che potrebbero essere dovuti a problemi di carburazione. Muovendo lo sterzo a motore acceso è importante verificare che questo non modifichi il suo regime di minimo, altrimenti ci troviamo davanti ad un piccolo problema ai cavi dell’acceleratore, cosa non grave da sistemare ma che potrebbe rivelarsi pericolosa durante la prova del mezzo. Verificate che, rilasciando l’acceleratore, esso ritorni in posizione di minimo senza scatti o blocchi, spesso questi sono causati da un errato passaggio dei cavi o alla loro usura. Chiedete al proprietario quanto tempo è passato dall’ultimo cambio olio, e che tipo è stato usato, solo dopo verificate il livello e il suo colore - solitamente esiste un oblò spia oppure un tappo con un’asta molto simile a quella delle automobili. Un colore nero indica un olio vecchio, una tonalità ambrata invece un lubrificante recente. Il peggiore è quello che presenta una patina bianca che indica un olio miscelato ad acqua. L’acqua può entrare nel circuito di lubrificazione per due motivi: per infiltrazione dovuta all’usura di un paraolio o di una parte mobile, cosa molto grave, oppure per condensa infiltrata da uno sfiato, generalmente dalla cassa filtro.

 

È molto semplice individuare in quale dei due casi ci si trova, se scaldando il motore per qualche minuto questa patina bianca, molto simile alla schiuma del cappuccino, non scompare ci troviamo davanti al primo caso, quello che mette a rischio la lubrificazione del propulsore, altrimenti si tratta di condensa. Cercate il tappo del radiatore e, a motore freddo, verificate il livello del liquido refrigerante. Naturalmente deve trovarsi all’orlo e nell’ipotesi che non lo sia è il caso di dare uno sguardo al colore dei gas di scarico per identificare un potenziale problema alla guarnizione della testa. Una guarnizione della testa rovinata produce delle infiltrazioni di liquido refrigerante all’interno della camera di combustione e la sua riparazione è abbastanza onerosa. È possibile accorgersi di questo problema se a motore caldo i gas di scarico assumono una tonalità biancastra. I gas di scarico della moto devono essere invisibili, se sono di una tonalità bluastra significa che il motore consuma parecchio olio. Potrebbero esserci le fasce dei pistoni consumate o, se si è più fortunati, i gommini di tenuta delle valvole usurati. Entrambi questi problemi richiedono l’intervento di un meccanico specializzato e, in caso decidiate di acquistare il veicolo, preparatevi a pagare il suo lavoro profumatamente; forse è molto meglio visionare un altro mezzo, non arrendetevi.  

 

 

Consiglio pratico:

Controllate il basamento del motore, soprattutto le parti soggette a tenuta da guarnizione perché potrebbe esserci una perdita. Un “trafilaggio” può essere dovuto a una guarnizione consumata, ma può invece anche trattarsi di un problema diverso, come ad esempio una vite che non può essere più stretta a seguito della rottura del filetto della sua sede. Se avete dubbi chiedete al proprietario.

ULTIMO CONTROLLO

Prima di prendere l’ultima decisione c’è ancora un po’ di lavoro da fare. Ponendo la moto su un cavalletto con la ruota anteriore sollevata, controllate il gioco dei cuscinetti del cannotto di sterzo nel seguente modo: senza far ruotare il manubrio e mettendovi davanti alla ruota cercate di muovere la forcella avanti e indietro. Non dovete riuscirci, se sentite degli scatti è possibile che il dado del perno non sia correttamente serrato, non preoccupatevi subito, ma semplicemente proseguite i successivi controlli più minuziosamente. Verificate che i cuscinetti del cannotto non siano consumati ruotando la forcella a destra e sinistra. Facendo quest’operazione il manubrio deve ruotare senza scatti o impedimenti. Prestate particolare attenzione al momento in cui questo ritorna in posizione centrale perchè, spesso, i cuscinetti si rovinano formando uno scalino e producono un effetto simile ad un ritorno automatico. Un controllo simile va fatto anche al posteriore, quindi facendovi aiutare, tenete la ruota sollevata da terra e cercate di imporgli un movimento laterale rispetto all’asse del perno. Anche in questo caso non dovete riuscirci, viceversa - ormai iniziate a imparare - siete di fronte a dei cuscinetti da buttare. Non abbiamo ancora finito con il posteriore della nostra “preda”: Sempre con la ruota sollevata, cercate di spostare lateralmente tutto il forcellone e verificate che i cuscinetti del perno che lo vincolano al telaio non abbiano gioco. Questi controlli sono efficaci solamente se sono fatti con l’anteriore sollevato dal suolo. Non provate a verificare le condizioni dei cuscinetti se la ruota è a terra perché i danni ai cuscinetti possono essere minimi e quindi si riesce ad avere la giusta sensibilità solamente se non si deve produrre sforzo per ruotare la forcella.

 

Infine…

 

Va bene i controlli minuziosi, ma non dimentichiamoci delle cose più banali e facili da verificare. Prima della prova su strada accertatevi dello spessore delle pastiglie dei freni, quelle in foto ad esempio sono finite e, compromettendo la frenata, potrebbero farvi fare errate valutazioni.

PROVA SU STRADA

È giunto il momento di salire a bordo di quella che potrebbe essere la vostra futura moto. Se arrivate ad eseguire questo test significa che tutti quelli precedenti vi hanno convinto, quindi è immaginabile che abbiate ancora un bel sorriso stampato sul volto. Non farsi trasportare dall’emozione è difficile, lo sappiamo, dopo diversi mesi di ricerca avete voglia di dire il fatidico si, ma concedetevi ancora qualche minuto, prima di dire definitivamente: “È la mia moto!”.

 

La prova su strada è l’ultima delle verifiche tecniche al mezzo, ma una delle più importanti. Questa prova può darvi indicazioni in merito allo stato d’usura generale della moto ed inoltre può finalmente darvi delle risposte alle domande che vi tormentano: “Ma sarà comoda? Riuscirò a farci dei viaggi con bagaglio e passeggero? Mi divertirò a guidarla?”. Prima d’ogni cosa fate una considerazione: questa moto non la conoscete. Per fare un buon test dovete prima comprendere come si attivano tutti i comandi: frecce, fari, e accessori vari. Cercarli mentre siete alla guida, oltre che essere rischioso, potrebbe farvi perdere tempo e attenzione nei confronti di ciò che invece realmente si deve controllare. Ingranate tutte le marce, ascoltando il rumore prodotto dal cambio e soprattutto assicurandovi che, nel passare da un rapporto all’altro, non siano presenti strani puntamenti. Controllate che tutte le marce s’inseriscano e che tutte funzionino regolarmente. Al semaforo verificate che la posizione di folle s’innesti senza troppa fatica, è vero che un cambio non è mai uguale all’altro, ma inserire la folle non deve neanche essere la ricerca di un tesoro nascosto. In questo caso è utile conoscere l’esperienza di proprietari dello stesso modello, serve per farsi un’idea del funzionamento del cambio: capita che anche da nuovo potrebbe non essere stato “burroso”, fatevi un giro su Internet o chiedete ad un amico. Testate lo stato dei dischi dei freni nel seguente modo: raggiungete una discreta velocità, non è necessario un rettilineo da chilometro lanciato, i limiti urbani bastano e accarezzate delicatamente la leva del freno. Vibrazioni alla mano indicano che il disco del freno ha qualche problema, questo può essere segnato o addirittura storto a seguito di una “scaldata”, di una pietra o del classico blocca-disco antifurto dimenticato.

 

 Provate con alcune accelerazioni, se lo fa a singhiozzo può esserci un problema di carburazione, un getto del carburatore sporco, oppure la pompa della benzina difettosa. Le moto con serbatoi molto grossi e tutte quelle con iniezione elettronica hanno una pompa della benzina che può essere elettrica o meccanica. A fronte di problemi d’erogazione, cercate di capire di che pompa si tratta: se è elettrica, quando avete girato la chiave d’accensione dovete aver udito un piccolo sibilo - pompa che carica - se non l’avete notato forse il problema sta proprio qui. La frizione funziona bene? Capirlo è molto semplice. Se accelerate utilizzando una marcia un po’ alta e provate la sensazione che qualcuno vi stia tenendo da dietro e poi vi molli all’improvviso significa che la frizione attacca male. Verificate che le regolazioni sulla leva non siano a fondo corsa e, nel caso, agite su queste. Se non ottenete risultati è plausibile che la frizione stia per arrendersi.

“LA PRENDO!”

“LA PRENDO!”

 

Avete finito. I test vi hanno convinto, questa è la moto che fa per voi. Arrivati a questo punto dovete dare uno sguardo al libretto di circolazione della motocicletta, verificate che i dati riportati corrispondano effettivamente a quelli indicati sulla targhetta d’omologazione della moto e che il numero di telaio non sia stato manomesso o sia diverso da quello scritto nel documento. Controllate che la persona che avete di fronte sia effettivamente il proprietario della motocicletta e prestate attenzione al numero di passaggi di proprietà che ha avuto il mezzo. Spesso una moto che ha avuto, a parole, un unico proprietario si rivela invece avere un libretto di circolazione simile ad un papiro egiziano. Ora non resta che prendere accordi sul prezzo, naturalmente tenendo in considerazione i difetti che avete notato.

 

Siate obiettivi nel valutare i difetti della moto. Non tentate di far credere al venditore che per sostituire le pastiglie dei freni dovete riverniciare l’intero mezzo. Cercare di mantenere un rapporto amichevole con il venditore, potrebbe tornarvi utile in seguito.

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