27 August 2022

Moto Morini: "Non scenderemo sotto i 500 cc"

Le "sorelle" Seiemmezzo puntano a un pubblico giovane e neofita, ma piace anche ai più scafati, come la cugina X-Cape. Insieme ad Alberto Monni, il direttore generale di Moto Morini, andiamo alla scoperta della azienda italiana

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Moto Morini Seiemmezzo STR e SCR

Quanto spazio avete qui nella sede a Trivolzio?

"In tutto sono 3.400 metri quadrati, ma stiamo per prendere anche il capannone a fianco, che aggiungerà altri 700 metri".

In quanti siete?

"Siamo 20 dipendenti, più 6 consulenti esterni; se la tendenza di crescita sarà confermata arriveremo a 30 dipendenti. Nel 2018 eravamo in 13 dipendenti e 5 consulenti".

Perché un motociclista dovrebbe comprare una Moto Morini piuttosto che una Benelli, o direttamente un marchio cinese come CF Moto, VOGE o QJ?

"Perché le nostre moto hanno un posizionamento un po’ più alto, noi siamo più vicini, sia come prezzi sia come cilindrata, alle moto di pari livello giapponesi, piuttosto che a quelle con marchio cinese. Inoltre, parlando di X-Cape, abbiamo un modello Adventure che è il segmento che va per la maggiore in Europa in questo momento, e che non tutti i concorrenti hanno in gamma. Tra l’altro è una moto che piace anche agli appassionati più maturi, che riconoscono in Moto Morini un marchio storico, nato nel 1937".

Gli appassionati del marchio più maturi sicuramente vi avranno chiesto di fare una riedizione della mitica 3½. Visto che è una cilindrata che manca sul mercato, con un bicilindrico, pensate di approfittarne?

"Si, abbiamo avuto richieste in tal senso, ma non è nostra intenzione scendere sotto i 500 cc, che rappresenta per noi la cilindrata entry-level. Vogliamo posizionarci più in alto".

Farete anche voi una 800 cc, come Benelli?

"Ci stiamo pensando, potrebbe essere una nuova piattaforma, insieme ad altre novità che inizierete a vedere al prossimo Eicma".

Che idee avete sull’usato? Come si gestisce quando il prezzo di vendita del nuovo è già contenuto?

"L’usato non ci spaventa. Con la X-Cape abbiamo tanta richiesta, e comunque riteniamo che le nostre moto abbiamo un prezzo di acquisto commisurato al valore intrinseco dell’oggetto, e quindi secondo noi manterrà il proprio valore anche come usato".

Come si differenzia il target di utenza tra X-Cape e Seiemmezzo?

"L’X-Cape è una moto globale, che tra l’altro piace molto anche in Spagna e Portogallo, dove abbiamo trovato giovani motociclisti i cui padri avevano le Moto Morini. La Seiemmezzo è più cittadina, più adatta al neofita anche per la sella più bassa da terra, ha uno stile tipicamente italiano e legato a quello della Milano, che a sua volta aveva un legame proprio con la 3½.".

Qual è la vostra capacità produttiva?

"Circa 600 motociclette al mese per modello. Abbiamo appena ricevuto un container e abbiamo qui in magazzino oltre 300 moto da consegnare, vendute".

Quanto incidono i recenti considerevoli aumenti di costo che si sono avuti nel trasporto via nave? A quanto ammontano? E quanto influisce la crisi internazionale sul vostro approvvigionamento?

"Quello del trasporto è indubbiamente un tema, se pensiamo che un container prima del Covid costava 1.500 euro, e ora siamo passati a 12.000. È anche vero che prima era completamente fuori mercato al ribasso, ma è chiaro che speriamo che i costi si abbassino di nuovo. Per il resto, non abbiamo problemi di approvvigionamento, come vedete qui (indica un centinaio di moto in cassa, appena arrivate dalla Cina)".

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Moto Morini Seiemmezzo, Alberto Monni direttore generale 

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