"La Milano? È scolpita, più che disegnata"

Abbiamo intervistato Angel Lussiana, responsabile stile della Moto Morini Milano, che ci racconta come è nata la moto, i problemi incontrati nella progettazione e il perché di alcune scelte
Nicolò Codognola intervista Angel Lussiana
Per la Milano hai avuto carta bianca?
"Le direttive per disegnare le moto sono arrivate con determinate specifiche: dovevano rimandare nelle atmosfere alle sportive italiane anni 70. La filosofia di allora è quella di oggi: guida sportiva, ma facile, non stressante. Ho solo dovuto tradurla in linea e materia, rifletterla nel design delle moto, che devono esprimere un'idea di familiarità, di - passatemi il termine - compagne di gita".
1/25 Moto Morini Milano 2018
Ed è stato complesso?
"A dire il vero no, perché in qualche modo fa parte della mia storia: durante gli anni del militare ho avuto e amato una Moto Morini 3 ½, quindi per me è un argomento conosciuto sia nella guida, sia nel design, sia nella filosofia. Ripensando a quello che ho vissuto, ho trasposto le stesse sensazioni su queste moto. Quindi una linea che si sviluppa in orizzontale per la Milano, in verticale per la Scrambler; l'estetica è tutta legata a serbatoio, sella e fianchetti, perché negli anni 70 tutto ruotava intorno a questi tre elementi e ciascuno la interpretava a suo modo".

Guardando la Milano però non riusciamo a deciderci: ha linee morbide o tese?
"Entrambe! Il linguaggio estetico è volutamente fatto di volumi morbidi su cui si muovono linee tese. Il serbatoio, soprattutto: è fatto di tensioni e muscolarità, che riflettono l'anima della moto".
1/23 Vista frontale della nuova Moto Morini Milano 2018
Passiamo al colore: rosso classico in contrasto con modernissimi cerchi bianchi. Perché non dei raggi?
"Il colore della moto è stata una scelta "obbligata", ma fortemente caratterizzante dalle grafiche della 3 ½, per non perdere il legame storico e renderla facilmente riconoscibile anche per chi non conosce a fondo gli stilemi Moto Morini. Quanto ai cerchi: la Milano non vuole essere una vintage replica, né fare finta che lo sia con componentistica old style: è tutta nuova. Richiama lo spirito delle sportive anni 70, ma devono essere ben visibili la tecnologia e la modernità: i cerchi bianchi la valorizzano, non la nascondono. Volendo, però, saranno disponibili anche a raggi, per i più nostalgici, gli stessi che monta la Scrambler”.

Parliamo di cose pratiche: come hai realizzato il design? Disegni, computer...
“Io nasco modellatore, non designer. Ma esiste un ciclo da rispettare: figurini, bozzetti, modelli matematici… Su una special posso improvvisare direttamente con il clay, qui invece no. Ma il mio punto di vista rimane quello di uno scultore, prediligo la modellazione manuale per fare stile sui volumi, direttamente. Preferisco approcciarmi alla moto direttamente, non ad un disegno. Mi piace considerare il design, ma anche l’ergonomia e le sensazioni, che altrimenti andrebbero persi”.
Il modello in clay della Moto Morini Milano
Hai fatto tante special: è la prima volta che disegni moto di serie?
"No, ho avuto altre esperienze con moto poi prodotte in serie, ma sempre come consulente. Questo però è la prima volta che sono responsabile del progetto". E come è iniziato il rapporto con il management Moto Morini? “Ci siamo conosciuti alla scorsa edizione del Motor Bike Expo, a fine gennaio. Mi hanno invitato ad una chiacchierata e da lì è partito tutto. Milano e Scrambler sono nate in tempi brevissimi, meno di un anno”.
Uno dei primi bozzetti della Moto Morini Milano

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