a cura della redazione - 18 marzo 2018

"La Milano? Una Corsaro ingentilita"

Abbiamo intervistato Massimo Gustato, R&D Manager di Moto Morini, che ci ha spiegato le differenze tra la nuova Milano e la Corsaro, svelato i segreti dell'omologazione e quelli del motore CorsaCorta
Massimo Gustato, R&D Manager di Moto Morini

Parliamo della Moto Morini Milano, cosa cambia rispetto alla Corsaro?
"Tutto, a partire dalla ciclistica, che sfrutta il medesimo telaio, ma ha nuove quote e un forcellone ridisegnato. È in acciaio a traliccio - prima in alluminio - e contribuisce a dare un look più caratteristico alla moto, oltre a spostare il baricentro verso il posteriore, per una guida meno aggressiva, più consona allo spirito della moto".

Come avete adeguato il motore alla Euro 4?
"Attualmente è in fase di omologazione, saremo pronti per la commercializzazione, la prossima primavera. Il lavoro più complesso ha interessato il serbatoio, realizzato in materiale plastico, uno speciale nylon: la sua omologazione ha richiesto 16 settimane”.

Che cosa cambia tra il motore della Corsaro e quello della Milano?
"La base è la medesima, ma abbiamo attuato molti interventi per addolcirne il carattere. E lo abbiamo reso più fruibile ai bassi regimi, a scapito della potenza massima, che da 140 CV scende a 105 CV".

Come avete addolcito il carattere del motore CorsaCorta?
"E poi abbiamo lavorato sul comando dell'acceleratore, a cavo e non rideby-wire, utilizzando una carrucola con camma per rendere la risposta più progressiva nel primo quarto di apertura".

Avete modificato l’aspirazione?
“Il corpo farfallato è il medesimo della Corsaro, da 54 mm, e anche l’air-box ha il medesimo volume, circa 11 litri, per ottimizzare il rendimento del motore”.

E lo scarico?
"Ha un diverso giro tubi, ora più lunghi di circa 80 mm, con diametro differenziato: il collettore del cilindro anteriore è più piccolo di 2 mm rispetto a quello della Corsaro. E poi c'è il "pentolone", ovvero la camera di compensazione a monte dei silenziatori: ha una capacità di circa 7 litri, integra il catalizzatore e ha funzione di contenimento di rumore e emissioni. Anche il doppio silenziatore è una scelta tecnica, oltre che estetica, realizzato in funzione della omologazione Euro 4".

Controllo di trazione: c'è? Come funziona?
"Ci sarà: lo stiamo sviluppando con Athena. Sarà impostato non sulla performance, ma sulla sicurezza. Non ha una piattaforma inerziale, ma lavora con sensori sulla velocità delle ruote, dell'albero motore e sull'accelerazione relativa. Stiamo decidendo se farlo settabile su più livelli oppure no: non essendo la Milano una moto sportiva, sarà una scelta puramente commerciale".

Il CorsaCorta è un progetto non "freschissimo": pregi e difetti.
"Ingombri e peso (57 kg) sono senza dubbio figli di un'impostazione non prettamente moderna: il CorsaCorta era ingombrante già all'epoca in cui fu realizzato, se messo a confronto con certi concorrenti. Però adotta soluzioni che lo rendono anche molto pratico. Le bielle, ad esempio, sono monopezzo, come sui motori 2T, con l'albero composito: questo consente di avere la biella di lunghezza tale da non esasperare la spinta laterale sul pistone, il che riduce l'usura su fasce, cilindro e bronzine. Inoltre, data la disposizione degli organi interni e il sovradimensionamento generale, l'85% degli interventi al motore può essere effettuato senza toglierlo dal telaio. Bisogna smontarlo solo per lavorare sul cambio, ma anche in questo caso non è necessario aprirlo tutto".

Si può diminuire la cilindrata?
"È possibile, certo, ma non ne ricaveremmo alcun vantaggio"

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ultime notizie news