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Moto Guzzi Stornello Regolarità 125

Com'è fatto


Questa monocilindrica a 4 tempi ha indubbie doti di solidità e qualità costruttiva.
Costruita in diverse versioni, quello da Regolarità ha anche vinto titoli prestigiosi.

Il modello più prezioso della famiglia è quello ufficiale da Regolarità (nella foto, spogliato del serbatoio mette in mostra il suo telaio a doppia culla aperta al cromomolibdeno). La Casa di Mandello del Lario lo costruì in piccola serie, sulla scia della Lodola Regolarità di solo qualche anno prima.
La moto andò bene e, dopo tanti successi, alla Moto Guzzi decisero di ricavare un modello da Regolarità, in vendita regolarmente dal 1966 al 1969. Questa versione è sicuramente meno rara e preziosa rispetto alle ufficiali, ma anch’essa è ricca del fascino.

Il nostro Stornello Regolarità ufficiale è un esemplare del 1963. Analizzandolo, quello che colpisce di più è il reparto sospensioni.

La massiccia forcella teleidraulica ha comunque una limitata escursione ed è la stessa montata anche sulle più grosse e pesanti Lodola Regolarità. Il tamburo del freno anteriore misura 180 mm di diametro ed appare enorme in rapporto alla ruota da 19”.

Il mozzo in magnesio ha 36 raggi, ed è uno dei pochi punti deboli dello Stornello perché poteva rompersi a livello della flangia dei raggi.

Posteriormente troviamo due ammortizzatori Girling, allora il non plus ultra, regolabili nel carico della molla.
Il mozzo è di tipo laterale da 150 mm, sempre in magnesio con 36 fori, e scomponibile.
Notare le leve saldate ai perni per velocizzare lo smontaggio delle ruote.

Il motore



Nella foto sopra, Gianfranco Saini esce da un guado alla Valli Bergamasche del 1964


L'architettura di questo piccolo 4T è inconfondibile. Le valvole sono inclinate e disposte trasversalmente. Questo spiega perché il tubo di scarico esce dalla testa anteriormente a destra ed il carburatore è attaccato posteriormente a sinistra.

Il cambio resta quello a quattro marce dello Sport con i rapporti variati per i primi mesi del 1963, poi viene aggiunta la quinta.

Molto utile la possibilità di avviare il motore con la marcia inserita tirando la frizione.

Sulla testa si trova una levetta per sbloccare e rimuovere lo sfiatatoio dei vapori dell’olio;  il tappo dell’olio con alette per svitarlo rapidamente è dotato di astina di livello; il Dell’Orto UB24 BS2 è ben protetto dalla cuffietta di gomma.
Inferiormente alla vaschetta si trova un filtrino rapidamente smontabile, ed anche il cannocchiale ha un tappo di spurgo per il getto del massimo.

In sintesi



LA SCHEDA

(Stornello ufficiale 4 marce ‘62/’63)

Motore
: monocilindrico quattro tempi, alesaggio x corsa 52 x 58 mm, cilindrata 123,11 cc, compressione 11,3:1, regime di potenza massima 8.000 giri, cilindro inclinato in avanti di 25°, testa e cilindro in lega leggera con canna cromata, distribuzione ad aste e bilancieri, valvole inclinate di 35°, diametro valvola d’aspirazione 30 mm, valvola di scarico 25 mm.
Accensione
: a volano magnete con bobina AT esterna e doppio circuito, anticipo fisso 17° + 25° di anticipo automatico, distanza tra i contatti 0,40 mm, candela grado termico 275 scala Bosch, distanza tra gli elettrodi 0,50 mm.
Lubrificazione
: forzata con pompa ad ingranaggi, olio nel carter, capacità 2 litri, densità 20W40 estate ed inverno. Filtro a reticella nel basamento e filtro centrifugo sull’albero motore.
Alimentazione: serbatoio da litri 10 di cui 1,5 di riserva.
Carburatore: Dell’Orto UB 24 BS2, getto max 95, getto min 35, valvola del gas 70, spillo conico B10 all’ultima tacca, polverizzatore 260°.
Trasmissioni
: primaria ad ingranaggi elicoidali rapporto 2,8 (denti 25/70). Secondaria a catena sul lato destro, rapporto 3,66 (pignone da 15 denti e corona da 55). Rapporti totali di trasmissione: 34,2 in prima, 24 in seconda, 15,8 in terza, 10,25 in quarta.
Frizione
: a dischi multipli in bagno d’olio.
Cambio
: in blocco a quattro velocità comandato da leva a bilanciere sulla destra. Rapporti interni: 3,33 in prima, 2,34 in seconda, 1,54 in terza, 1 in quarta.
Telaio
: doppia culla aperta in tubi d’acciaio al cromo molibdeno.
Sospensioni
: forcella teleidraulica contenente 125 cc di SAE 20 per gamba, forcellone oscillante con ammortizzatori teleidraulici.
Freni
: a tamburo, anteriore centrale da 180 mm, posteriore laterale da 150.
Ruote
: cerchi con pneumatici da 2.25-19 ant e 3.25-18 post.
Dimensioni (in mm) e peso
: lunghezza 1910, larghezza manubrio 700, altezza max 1030, altezza manubrio 1030, altezza sella 800, altezza pedane 290, altezza minima da terra 200. Peso 95 kg.
Velocità massima nelle singole marce
: 28,5 km/h in prima, 40,5 km/h in seconda, 61,5 in terza, 95 km/h in quarta.

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