La moto del partito

Alla politica piace la moto? Parrebbe di no… Quali sono i politici italiani che vanno in moto? E che moto hanno? Su Motociclismo di settembre trovate le risposte a queste ultime domande, intanto ecco un’anticipazione nell’ironico - ma corrosivo - editoriale del direttore, Federico Aliverti

Per loro siamo una seccatura?

Editoriale di Motociclismo di agosto 2016
In Italia siamo 7 milioni di motociclisti e produciamo un indotto annuo di 11,2 miliardi di euro. Con numeri del genere la moto dovrebbe essere almeno nei pensieri se non proprio nel cuore dei nostri politici. Invece sembra non avere posto neppure nella vastità delle larghe intese. Altro numero: da noi il costo sociale riconducibile a incidenti stradali è di 4,8 miliardi di euro all’anno. In un Paese normale un dato così allarmante attiene, in generale, al senso civico della comunità. Una buona politica cercherebbe se non altro di ridurre gli oneri a carico della finanza pubblica. Invece in Italia a un 16enne è consentito di guidare una moto da 55 CV (la elettrica Zero S: a proposito di elettriche, cliccate qui per partecipare a un sondaggio online) e a suo padre è negata la possibilità di comprargli un paraschiena in detrazione fiscale. Tutto questo nonostante l’Istituto Superiore di Sanità certifichi che questo dispositivo di sicurezza riduca del 40% il rischio di lesioni alla colonna vertebrale. Domandiamo al Vice Ministro dell’Economia On. Luigi Casero se l'Istituto è abbastanza autorevole per richiamare l'attenzione della politica e scuoterla dalla dipendenza dal gettito fiscale... 

Da una parte le moto, dall’altra i camion (e in mezzo la politica)

Ma fare domande e ottenere risposte è l'esperienza più mortificante se l'argomento da dibattere è una seccatura per gli uomini di potere. Ce lo conferma l’inafferrabile direttore relazioni esterne e marketing di Autostrade per l’Italia Francesco Delzio, interlocutore assente oggi con noi come ieri con Ancma. A quanto pare disseminati nei lunghi corridoi dei Palazzi, in compagnia di arazzi e affreschi, ci sono posti di blocco, rotoli di filo spinato e segretarie con la mitraglietta. Noi pure non scherziamo: come arma contro questa gente abbiamo le vostre 25.000 firme. Puntiamo a raccoglierne così tante attraverso la petizione su Motociclismo.it (SI FIRMA QUI) che il Ministro dei Trasporti Delrio dovrà ascoltarci per forza. Se lo farà, capiremo una volta per tutte che tra Delzio e Delrio cambia qualcosa più di una consonante. Chi non ascolterà saranno i camionisti. Secondo lo studio del Prof. Olivieri (Università Luiss di Roma), da quando è stato introdotto l’indennizzo diretto assicurativo, “le moto pagano per i camion” (cliccate qui per saperne di più). Quale politico glielo va a dire ora ai camionisti che le tariffe andrebbero rimodulate? Quelli sì che s’incazzano per davvero e poi ti bloccano l’autostrada! 
 

Solo il 9% dei parlamentari possiede una moto

Sui parlamentari che tanto ci trascurano abbiamo svolto un’inchiesta troppo divertente: il loro rapporto con le due ruote. La troverete su Motociclismo di settembre, ma non abbiamo saputo resistere alla tentazione di anticiparvi qualcosa da leggere in brachette sotto l'ombrellone. Per prima cosa abbiamo scoperto che solo il 9% di senatori e deputati possiede una moto. D’altronde si sa che Roma ha il clima rigido di Oslo e il traffico fluido di Monaco di Baviera. Esistono poi curiose coincidenze. Per esempio il 50% dei parlamentari del PD guida uno scooter Piaggio, anche se la Vespa, come noto, “tira a destra”. Non è dato sapere la Marca dei “ciclomotori” dichiarati dalle parlamentari Camilla Sgambato, Laura Venittelli, Anna Ascani, Emilia Grazia De Biasi e Roberta Pinotti. Se scoprissimo che anche la quota rosa del PD usa Piaggio, la “Moto del Partito” schizzerebbe a uno sbalorditivo 70%! Una vera soddisfazione per il responsabile per l'Economia del PD Matteo Colaninno, che nel mercato “reale”, da Vicepresidente del Gruppo Piaggio, detiene un più modesto 15%. I Cinque Stelle - schierati contro anche sulle due ruote – allo scooter di casa Renzi preferiscono la sua “copia” indiana. Meravigliosa la piroetta del deputato Sergio Battelli, che all’incauto acquisto di una Vespa nel 2006, rimedia, una volta eletto, con una LML del 2015. La Casaleggio Associati forse non avrebbe gradito. Poi ci sono grillini ancora più ortodossi. Per esempio il pentastellato Girolamo Pisano è salito in sella a uno “scooter elettrico cinese” piuttosto che foraggiare il nemico. Anche lo schieramento di Centro Destra ci strappa qualche sorriso. Stefania Prestigiacomo, ex Ministro per le Pari Opportunità del Governo Berlusconi, è contro le discriminazioni, e infatti guida lo scooter dell’altra sponda (Vespa 150). Come noto non è altrettanto tollerante il leghista Calderoli. Di comprare una moto prodotta a Sud della Padania proprio non se ne parla. Infatti a una Ducati Multistrada Enduro preferisce la BMW HP2. Domandona di agosto: almeno a lui il CAI darà l'accesso ai sentieri? Intanto che meditiamo... buone vacanze a tutti!
 
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