Muore uno dei fondatori di Tucano Urbano

Francesco Colombo, uno dei soci storici della Tucano Urbano, è morto sabato scorso per shock anafilattico, dopo essere stato punto da un insetto. Discordanti le versioni dell’accaduto
Abbiamo ricevuto una telefonata inaspettata: Francesco Colombo, uno dei soci storici della Tucano Urbano, è morto sabato scorso per shock anafilattico, dopo essere stato punto da un insetto. Lo abbiamo appena saputo e ci arrivano versioni diverse dell’accaduto, ma quello che conta è ciò che più ci fa male: Checchino non c’è più.

Lo conoscevamo con questo soprannome ai tempi del servizio civile. Capitammo per caso nello stesso posto, nel 1993 e subito facemmo amicizia, perché entrambi eravamo in sella a una moto da enduro. Saltò subito fuori che lavorava alla Tucano (all’epoca non ancora Urbano) e che intendeva collaudare una serie di accessori invernali all’Elefantentreffen. Così ci andammo insieme, provando di tutto: la coperta per le gambe e i paramani imbottiti di pelo, la canottiera riscaldata elettricamente, le moffole di pelliccia lunghe fino al gomito, la Zacca (giacca-zaino imbottita di piumino), i soprapantaloni tipo rodeo, il sottocasco-goletta.

Era un bel periodo, pioneristico, che ha dato vita ad alcuni prodotti che oggi sono considerati normali. Checchino ha sempre amato la vita all’aria aperta, tanto che da Milano si era trasferito in Umbria, per gestire l’albergo diffuso di Torre del Colle, dove viveva con la moglie Lorenza, veterinaria, e quattro figli piccoli.

Il funerale verrà svolto domani, martedì 10 ottobre, alle 15, ad Almenno San Salvatore, dove si trova la tenuta di famiglia, al cui interno, una ventina di anni fa, Checchino ci fece fare una mitica notturna in moto. Sembrava cadere sempre in piedi, qualsiasi cosa facesse ed è paradossale che a fregarlo sia stato un semplice insetto; però, se la cosa può essere di parziale consolazione, è stata una fine coerente con il proprio stile di vita, sempre in mezzo alla natura.

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