04 February 2003

Mondial Piega 1000

"Piega" di nome e di fatto
Mondial Piega 1000

Com'è fatta


Con il motore bicilindrico Honda che equipaggiava la SP-1, la neo(ri)nata Mondial ha realizzato una supersportiva efficacissima in pista e divertente su strada. Costruita artigianalmente da un team di 20 esperti tecnici, nella versione 2003 è in vendita ad un prezzo da facoltoso collezionista: 30.000 euro.

Il look non lascia spazio a dubbi; la Mondial Piega è un’animale da pista e non fa nulla per nasconderlo. Linee semplici, un mix di spigoli e rotondità che la rendono snella e filante, protesa verso l’anteriore, con il caratteristico cupolino a fari sovrapposti sotto il quale campeggia la presa d’aria dinamica dell’airbox in fibra di carbonio (della toscana Carbon Dream). Lo stesso materiale con cui è costruita tutta la carenatura ed il codone a struttura portante (senza telaietto).
Il serbatoio è in alluminio ma in opzione è disponibile anch’esso in carbonio.
La strumentazione è rimasta quella adottata dalla Honda SP-1 dato che è parte integrante del sistema di iniezione (ed è tra l’altro molto bella e funzionale).
La ciclistica si basa su un telaio in tubi di acciaio al cromo-molibdeno-vanadio saldato interamente a mano secondo specifiche Mondial. Questo per garantire la sequenza di operazioni di saldatura necessarie per ottenere tolleranze minime sulle dimensioni finali del telaio.
La stessa tecnica costruttiva è utilizzata per il forcellone, un traliccio in tubi dello stesso tipo di acciaio utilizzato per il telaio ma rivestito da una membrana in fibra di carbonio che ingloba anche il parafango.
La parte bassa del telaio è chiusa dal carter motore, abbracciato all’altezza del perno del forcellone da due piastre in ergal ricavate dal pieno che fungono anche da attacco superiore del monoammortizzatore. Si tratta di un’unità Ohlins regolabile in lunghezza oltre che nell’idraulica e nel precarico molla.
Completamente regolabile anche la forcella, una Paioli a steli rovesciati da 46 mm con trattamento TiN. Sul bellissimo piedino in ergal sono montate le pinze Brembo a 4 pastiglie che agiscono sui dischi flottanti da 320 mm. Le tubazioni della Fren Tubo garantiscono lo stesso rendimento di quelle in treccia metallica. Al posteriore, con pinza a pistoncino singolo montata inferiormente, c’è un disco da 220 mm.
I bei cerchi a cinque razze sono in lega d’alluminio e magnesio.
Il motore Honda internamente non ha subito modifiche. Quelle apportate da Mondial riguardano centralina, airbox, scarico, disposizione del sistema di raffreddamento. I radiatori del liquido di raffreddamento sono due: sulla sinistra c’è il più grande, in posizione verticale, mentre davanti alla testa del cilindro anteriore c’è il secondo, più piccolo, in posizione tradizionale. Il radiatore dell’olio, disposto verticalmente, si trova invece sulla destra.

La prova



In sella si scopre la vocazione corsaiola della Piega: posizione di guida caricata sui polsi, sella alta e fianchi stretti. Per essere una supersportiva il comfort non manca ma non è certo attribuibile all’imbottitura della sella, semmai all’impostazione generale, alla distribuzione dei pesi ed alle doti dinamiche che permettono una guida redditizia senza eccessivo sforzo.
Il serbatoio è stretto nella parte in cui viene stretto tra le ginocchia, largo invece superiormente, dove lo si vorrebbe più minuto per appoggiare con più naturalezza i gomiti nella guida sportiva, specie in circuito. Discreto il riparo aerodinamico offerto dal cupolino.
La frizione, con comando idraulico, ha innesti precisi (ma è un po’ dura da azionare) ed il cambio non è un esempio di precisione e rapidità.
Il motore sfodera subito la sua proverbiale coppia ai medi regimi, migliore su questa Mondial che non sulla Honda da cui proviene (il valore assoluto è leggermente inferiore ma ottenuto a ben 1.500 giri in meno).
Merito delle modifiche all’elettronica ed allo scarico che hanno ampliato il range di utilizzo e migliorato il valore di potenza massima di 1,22 CV (ad un regime di 9.750 giri anziché 9.000).
In tutti i frangenti si può apprezzare l’egregio lavoro svolto dalle sospensioni, con una taratura di base tendente al rigido, sia di molla che di idraulica. Ottima la scorrevolezza della forcella; su strada se ne apprezza la capacità di copiare anche le piccole asperità in rapida successione,cosa che conferisce una piacevole sensazione di controllo. Tra le bicilindriche supersportive la Mondial Piega è la più leggera e questo, unito all’azzeccata distribuzione dei pesi, le conferisce non solo una grande maneggevolezza nel misto stretto ma anche un’ottima stabilità sul veloce. Sotto gli 80 km/h occorre un po’ di attenzione per il comportamento tendenzialmente sovrasterzante tipico degli assetti molto “puntati” sull’anteriore.
La stagione invernale ci ha permesso di provare anche la guida sul bagnato, dove la Piega ha sfoderato una notevole sensibilità, permettendo di avere la percezione dell’avvicinarsi del limite di aderenza.
Non avevamo dubbi sulla potenza frenante dell'impianto Brembo a 4 pastiglie, a stupirci è stata la modulabilità, di solito carente in questa configurazione studiata per l’utilizzo esasperato in circuito. Per il freno posteriore servirebbe più potenza ma soprattutto più modulabilità, dato che i bloccaggi indesiderati sono più frequenti del previsto.
Il gran numero di regolazioni disponibili per la ciclistica permette di trovare il setup più adatto ad ogni corporatura e stile di guida. La Piega è facile ed intuitiva, in pista bastano pochi giri per trovare il feeling necessario a spingere per trovare il ritmo più redditizio. Merito delle sospensioni, dei limitati trasferimenti di carico e del rendimento dell’impianto frenante, oltre che, ovviamente, del generoso motore.
La discesa in piega è rapidissima
ed una volta impostata la traiettoria bisogna solo preoccuparsi di aprire il gas il più presto possibile per aggredire la curva successiva o i lunghi rettilinei (la velocità massima è di oltre 273 km/h). Come primo equipaggiamento la Mondial Piega monta Pirelli Supercorsa nelle misure 120/70 all'anteriore e 180/55 o 190/50 al posteriore. Per il 2003 la Mondial ha programmato la costruzione di 320 Piega.

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