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Milano-Reggio Emilia sulle statali, in sette passi

Un vero viaggio attraverso vallate una più bella dell’altra. L’itinerario Milano-Reggio Emilia può essere coperto in un giorno solo. È un giro ideale per enduro stradali, mono e bicilindriche, perché lo abbiamo fatto con un passaggio sulla sterrata che poco dopo Bobbio porta a Tellecchio. Lasciata Milano ci si immerge direttamente nelle statali, cominciando con la 512 della Val Tidone.

Milano-Reggio Emilia

 

 

 

 


MILANO-REGGIO EMILIA Un vero viaggio attraverso vallate una più bella dell’altra. L’itinerario Milano-Reggio Emilia può essere coperto in un giorno solo, con ritorno rapido in autostrada, nel caso siate di Milano (o di qualsiasi località lungo la Via Emilia). Sulla valutazione del tempo occorrente, va detto che noi siamo stati molto più lenti del previsto a causa della pioggia a scrosci (che, tra la periferia di Milano e il paesino di Palanzano, sopra Parma, ci ha costretto a fermarci ben nove volte per mettere e togliere le tute antiacqua), del fondo viscido e delle soste fotografiche, per cui ci sentiamo di dire che, se il tempo è bello, un anello così ve lo fate comodamente in una giornata intera, senza tirare come pazzi. Scopo del tragitto è non fare mai strade noiose, fin dalla partenza da Milano. Sono bene accette anche le sterrate, per cui è un giro ideale per enduro stradali, mono e bicilindriche.

 

 

 

 

Statale della Val Tidone

 

 


STATALE DELLA VAL TIDONE Da Milano si punta a sud per la Statale della Val Tidone, la 512 che è, forse, l’unica strada in uscita dalla metropoli un minimo divertente: stretta e ricca di curve, passa in mezzo a campi, risaie e a paesini di campagna come Villanterio e Inverno. In questo modo, la traversata della Pianura Padana fino agli Appennini passa in maniera veramente indolore. Anche perché la Pianura Padana è bella, bellissima.

 

 

Valico Pietra Parcellara

 

 


VALICO PIETRA PARCELLARA Il primo valico appenninico è quello della Pietra Parcellara e porta in Val Trebbia. Si tratta di una strada poco nota, dato che è sterrata nella parte centrale (ma facile) e che è messa in ombra dal vicino Penice. Però, secondo noi, come paesaggio non c’è storia: si attraversa un altopiano dominato da una specie di Ayers Rock australiana. Scesi a Bobbio, che da sola varrebbe una visita, si prosegue lungo la Val Trebbia in direzione del mare finché il percorso non si fa sinuoso e non corre alto sul fiume, con bellissime viste sulle sue spiagge e sulla sua acqua turchese.

 

 

Sella dei generali

 

 


SELLA DEI GENERALI Pochi km dopo Bobbio, a sinistra, c’è l’indicazione per Telecchio ed inizia una divertente sterrata in salita che porta al secondo valico della giornata. Questa sterrata l’abbiamo fatta senza problemi sotto la pioggia e con gomme stradali, ma non è molto facile, se siete poco esperti di fuoristrada, avete una bicilindrica e in più avete a bordo il passeggero. Il fondo, infatti, è pieno di buche, gradini e placche di roccia. La mulattiera termina quando si arriva a una cascina e diventa asfaltata; compare un bivio piuttosto importante, si prende a destra e si arriva sulla Sella dei Generali, agganciandosi a uno dei rami della via Francigena.

 

 

Valichi Zovallo e Montecavà

 

 


VALICHI ZOVALLO E MONTEVACÀ Alla Sella si tiene la destra e così, su sterrato facile, si scende a Mareto e a Farini, nella valle del Nure. Girando a destra, la strada asfaltata è bella, scorrevole, veloce e sale al Passo Zovallo, a quota 1.400 metri, per poi scendere a Borgo Val di Taro superando il quarto valico della giornata, il Montevacà, quota 800 metri.

 

 

Valico Brattello

 

 


VALICO BRATTELLO Da Borgo si attacca il quinto passo, il Brattello, sempre su strada asfaltata con fondo non buonissimo, ma divertente. Sul passo, a destra, si stacca la sterrata che va verso Aulla: dopo una bella discesa nel bosco, si vede dall’alto la ferrovia che “buca” l’Appennino passando sotto alla Cisa, dentro una valle stretta e cupa.

 

 

Valico Cirone

 

 


VALICO CIRONE Attraversata la statale della Cisa, si sale al sesto valico, il Cirone, quota 1255. Mentre la Cisa è solcata da colonne di moto ed è molto frequentata dai forzati della piega, il Cirone è praticamente deserto. Piace però sia ai contemplativi sia ai piloti delle enduro, dato che il fondo irregolare, le curve incalzanti e la carreggiata stretta privilegiano le moto agili.

 

 

Valico Lagoni

 

 


VALICO LAGONI Dal valico si scende in Valle Parma, girando subito a destra, per risalirla fino in cima in vista dell’ultimo valico, forse il più bello, il Lagoni. La discesa dall’altra parte, sempre sterrata, è a tornanti, in terreno aperto, con belle viste sulla vallata sottostante, molto verde. Da qui siamo scesi su Reggio Emilia, percorrendo la strada del Cerreto, un tracciato divertente, tra bei paesi e begli scorci su colline coltivate.

 

 

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