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02 August 2010

Mercato 2010: vendite di luglio in picchiata con il 31,1% in meno

Mercato di luglio in calo con 38.214 (-31,1%) veicoli immatricolati e 14.305 (-16,8%) 50 cc.

Mercato 2010: vendite di luglio in picchiata con il 31,1% in meno

Milano 2 agosto 2010 – Confindustria ANCMA ha diffuso i dati le immatricolazioni del mese di luglio, che si è rivelato il sesto consecutivo con un andamento negativo: la perdita è stata del 31,1%, con 38.214 veicoli venduti. Il calo maggiore si è registrato nel segmento scooter, in cui sono sati venduti solamente 27.559 pezzi, che equivalgono al 35% in meno rispetto al luglio 2009. Le moto immesse sul mercato, invece, sono state 10.655, che rappresentano un ribasso del 18,8%, in confronto allo stesso mese dello scorso anno. Il paragone, naturalmente è con le vendite del 2009, quando il mercato aveva potuto contare sulla spinta degli ecoincentivi governativi di 500 euro per tutti i due ruote motorizzati immatricolati, ma ciò sottolinea a maggior ragione quale possa essere l’importanza dei contributi statali, tanto sollecitati dall’ANCMA. I 50 cc registrati a luglio sono stati 14.305, pari al -16,8%.

 

Da gennaio a luglio 2010, le immatricolazioni hanno raggiunto 233.100 veicoli, facendo rilevare un calo del -21,2%, dovuto a quasi 63.000 pezzi in meno rispetto all’anno scorso. Gli scooter hanno totalizzato 159.848 vendite, in ribasso del 24,6%, mentre le moto entrate in circolazione sono state 73.252, con un calo del 12,9%. In sette mesi i 50 cc registrati sono stati 60.822, un volume pari al -8,8% in confronto allo stesso periodo del 2009. Facendo la somma dei veicoli immatricolati con i 50 cc, in sette mesi, si raggiungono 293.922 unità, che equivalgono al 19%in meno rispetto allo stesso periodo del 2009.

 

Ha dichiarato il presidente di Confindustria ANCMA Corrado Capelli: “Sulla base degli ultimi dati prevediamo di chiudere l’anno con un calo di più del 20%, che significherà un totale di circa 400.000 veicoli venduti, oltre 100.000 in meno rispetto al 2009. Questo comporta non solo un ridimensionamento del fatturato di circa 400 milioni di euro, ma anche un mancato introito di IVA pari a 80-90 milioni di euro. A nostro avviso si potevano utilizzare meglio queste risorse a sostegno del mercato. Se fossero stati disponibili tali fondi per gli incentivi avremmo potuto mantenere i volumi di vendita, come accaduto l’anno scorso, con effetti moltiplicatori su tutta la filiera produttiva e distributiva dell’intero settore. Speriamo che il Ministero dello Sviluppo Economico riconsideri l’allocazione degli incentivi varati ad aprile, ancora largamente inutilizzati da diverse categorie, mentre le due ruote e le barche li hanno ‘bruciati’ in pochi giorni. È evidente che l’elasticità della domanda per noi è estremamente sensibile alle iniziative di incentivazione, indispensabili per non interrompere il circolo virtuoso di sostituzione dei veicoli obsoleti con quelli di nuova generazione, più sicuri e con meno emissioni”.

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