di Beppe Cucco - 05 febbraio 2019

"L'aspetto più difficile del recupero è quello psicologico"

Marc Marquez parla della lunga riabilitazione alla quale ha dovuto sottoporsi in seguito all'operazione alla spalla sinistra. Oltre al Campione del Mondo ci racconta di questa difficile fase anche il suo fisioterapista
  • Salva
  • Condividi
  • 1/17

    La scora settimana Marc Marquez è risalito in sella ad una moto poco meno di due mesi dopo l'intervento chirurgico alla spalla sinistra (qui sotto le foto del suo test in sella ad una Honda NSF100). Questi due mesi sono stati durissimi per Marc, che ha dovuto sottoporsi quotidianamente ad un lungo programma di riabilitazione. Giorno dopo giorno Marc, e il suo fisioterapista Carlos J. García, hanno gradualmente aumentato l'intensità del programma di recupero per permettere al Campione del Mondo di arrivare in forma ai test di Sepang.

    Ora, alla vigilia dei test invernali, Marquez e il suo fisioterapista ci raccontano del lungo recupero a cui Marc ha dovuto sottoporsi.

    Ecco le parole di Marc: "Quando mi sono svegliato dopo l'operazione, la spalla faceva male. Il lavoro di recupero è stato difficile, anche perché lo facevo al mattino, quando ero ancora assonnato. Non ho mai saltato un giorno di riabilitazione, ho iniziato l'11 dicembre e non mi sono allenato solo il ​​24, 25, 31 e 1 gennaio. Queste ultime settimane sono state le più dure, siamo arrivati nelle ultime fasi. L'aspetto più difficile è stato il lato psicologico, ho fatto terapia tutti i giorni, dall'11 dicembre, per due ore e mezza al mattino e due ore e mezza al pomeriggio."

    Dopo le parole di Marquez prende la parola Carlos, il suo fisioterapista: "Ci sono stati giorni in cui Marc è stato molto paziente, specialmente nella prima fase del processo di recupero. Poi, a poco a poco, quando ha tolto il tutore è diventato sempre più ansioso. 'Ho tolto il tutore, posso farlo!' E io gli dovevo direi 'No, non puoi farlo, non muoverti la spalla". Ho dovuto fermarlo un po', se fosse stato per lui il 7 gennaio sarebbe andato in moto. Vuole solo andare in moto! Qualcuno per fortuna ha dato l'ordine di smantellare le sue moto. Quando andavamo in palestra e passavamo davanti alle moto lui si metteva in sella per provare la posizione di guida. A volte faceva anche il rumore con la bocca tanta era la voglia di risalire in moto".

    "Non dirlo, penseranno che sono pazzo!" esclama Marc.

    Continua Carlos: "La spalla ora è in condizioni migliori rispetto a tutto il 2018, senza dubbio. Per quanto riguarda la sua mobilità, siamo al 90%. In termini di forza muscolare siamo al 75-80%. Siamo nel momento in cui dobbiamo dare stabilità alla spalla. L'articolazione deve rimanere stabile e il suo corpo deve reagire senza che Marc si concentri sulla sua spalla. Deve smettere di pensare alla spalla, concentrarsi sulla guida e far reagire il suo corpo".

    Marc conclude: "Finché non salirò sulla mia MotoGP, non conoscerò il mio stato di forma. Sono consapevole che dovrò concentrarmi sulla qualità oltre che sulla quantità dei giri che faccio. Più che altro, è per evitare di causare tendiniti o simili. Sono anche consapevole che se nei test non riesco a portare a termine i giri che vorrei… si tratta solo un test. Lasceremo tutti la Malesia con zero punti. Devo essere prudente e non buttare via le ore che ho passato a far recupero, in questi due mesi ho recuperato e sono stato paziente ".

    La verità in merito alle condizione della spalla sinistra di Marc Marquez ce la diranno solo i test di Sepang, in programma da domani, 6 febbraio, a venerdì 8 febbraio. Vi ricordiamo che il suo compagno di squadra Jorge Lorenzo non parteciperà ai test a causa della frattura della scafoide della mano sinistra, che il maiorchino si è procurato in seguito ad una caduta in allenamento con la moto da dirt track. Il suo posto in sella alla Honda RC213V sarà preso da Stefan Bradl. Lorenzo dovrebbe rientrare poi per gli ultimi test invernali, che si terranno in Qatar dal 23 al 25 febbraio.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA