Marco Simoncelli: le lettere dei nostri lettori

Pubblichiamo le lettere inviate alla nostra redazione e scritte dai lettori che hanno voluto esprimere il loro cordoglio verso il pilota italiano, scomparso prematuramente nell’incidente di Sepang (Malesia).

LE LETTERE

Milano– Di seguito potete leggere tutte le lettere, pubblicate integralmente.

Da una ragazza di 17 anni

Ciao, Marco.

Eri una delle più grandi promesse del MotoGP, ma oggi, 23 ottobre 2011, ci hai lasciati ingiustamente.

Eri: come mi fa strano usare questo imperfetto per descriverti. Non te lo nasconderò, non sono una grande appassionata del tuo sport. Forse questo mio saluto ti sembrerà ipocrita, ma la tua dipartita mi ha davvero lasciata senza parole. Probabilmente anche perché in un modo o nell'altro nella mia quotidianità tu c'eri: la domenica, quando il televisore pigramente trasmetteva il rombo dei motori e l'abbreviazione del tuo cognome, SIC, appariva sullo schermo.

Stamattina, però, il televisore parlava di un terribile incidente in Malesia; su facebook, poi, tutti dedicavano il proprio stato all'ultimo saluto per te. Quando ho realizzato non mi sembrava vero: è sempre strano, d'altra parte, quando qualcuno di così famoso, giovane e promettente se ne va inaspettatamente. Avevi 24 anni, ma sono così pochi per morire. Chissà quanto altro avresti potuto dare al mondo, quanto altro avresti potuto ottenere, quante altre soddisfazioni ti saresti potuto riservare. Quel video che hai lasciato, la tua ultima testimonianza, lo dimostra chiaramente, perché il modo in cui parli del tuo lavoro, della tua passione, di una delle parti più massicce della tua vita fa capire quanto ci tenessi. Ti brillavano gli occhi, sai?

Dovunque tu sia ora, spero che quegli occhi brillino ancora. Qui dove siamo noi gli unici occhi lucidi sono quelli della tua famiglia e dei tuoi fan, quando pensano a te. Ho visto in televisione tuo padre nel suo sconforto, e anche la tua fidanzate Kate con la testa appoggiata al muro: e io, nella mia impotenza, posso solo immaginare il suo dolore, anche se sono sicura di non riuscirci. Il solo pensiero di immaginare un simile stato d'animo mi fa gelare il sangue.

La televisione continua a propinarmi i pochi fotogrammi della tua orribile caduta. Chissà cos'hai pensato mentre succedeva! Chissà cos'hanno pensato Edwards e Valentino, tuoi compagni – ma solo per metà – di sventura. Molti ti designavano come l'erede di Valentino, in effetti. Entrambi romagnoli, simpatici e carismatici, con un inconfondibile cespuglio di capelli ricci. Proprio il suo sguardo vitreo dopo l'incidente mi porta a pensare che forse eravate anche amici.

Addio, Marco. Ti ricorderemo come un grande campione. Ti ricorderemo come un giovane con un'incredibile voglia di vivere, voglia di salire in sella alla sua moto e non fermarsi mai. Ti ricorderemo come un ragazzo che, per la sua passione, ha sacrificato la propria vita. Ma soprattutto, ti ricorderemo: hai lasciato in questo mondo un'impronta indelebile, ma questo purtroppo l'ho capito troppo tardi, vedendo mio padre guardare il televisore con gli occhi pieni di lacrime.

Martina Ghiringhelli

 

Oggi è una bruttissima giornata.

La sveglia questa mattina alle 9,00 per leggere il giornale velocemente durante la colazione, infilare la tuta, quella pesante, invernale, imbottita, ed uscire come sempre con la mia amata moto. Non c'è sole, le nuvole sono grigiastre, le strade sono fredde, l'asfalto è scivoloso, le strade sono sempre le stesse, alle 10,00 c'è la Motogp dalla Malesia.. Ci sarebbero molte ottime ragioni per restare a letto o sul divano davanti alla TV. Ma c'è qualcosa dentro che ti dice che ogni giornata non passata in moto è una giornata sprecata.

Alle 10 quasi pronti, una breve consultazione con mio marito - la passione ci accomuna - e poi la decisione... ma si, vediamo la MotoGP e poi usciamo, magari nel frattempo si alza di qualche grado la temperatura (si parla ovviamente dell'asfalto, ché quella esterna ci interessa poco....). Partenza, primo giro... siamo lì incollati allo schermo, viviamo le sensazioni che provano i piloti... il gruppone che parte... le gomme che non sono ancora in temperatura... sapere che se non provi subito a guadagnare qualche posizione poi diventa più difficile superare... poi all'improvviso l'incidente. Ecco. Il mio cuore si è fermato per qualche secondo, non riesco a credere quello che vedo, non riesco a guardare il corpicino - dall'alto sembra così piccolo - di SIC steso sull'asfalto. Non voglio ripercorrere tutte le fasi dell'incidente e del dopo fino all'annuncio della morte di Marco Simoncelli. Non voglio neanche cadere nella facile retorica e nei "frasoni" di circostanza. Io ho iniziato a piangere in quel momento e credo di avere smesso da non più di 20 minuti... e sono già passate diverse ore.

Ho 52 anni, sono una donna matura, e neanche di quelle troppo delicate o sensibili, insomma, tutt'altro che una "femminuccia". Ma oggi è una giornata bruttissima, per me, per la famiglia Simoncelli, per la famiglia degli appassionati motociclisti, per quanti hanno gioito nel vedere il capellone romagnolo fare a sportellate con i suoi avversari e per quanti continueranno - come me - ad amare questo meraviglioso sport, anche se oggi ci ha tolto un amico, una persona che tutti avremmo voluto conoscere e poter frequentare. UNO DI NOI.

Grazie Marco

Elena Lamperti

 

I soccorsi sono stati inadeguati

In questa terribile giornata per lo sport, volevo portare la vostra attenzione su un particolare in una foto che ho allegato che prova quello che sto per dire.Sono un soccorritore del 118, con attestato di 2° livello da circa 25 anni. Ho notato che Marco viene trasportato su una barella a "cucchiaio", da alcuni soccorritori, in maniera non adeguata.

Innanzitutto, in un incidente del genere, l'autoambulanza doveva entrare in pista e Marco doveva essere assistito secondo il protocollo: il medico valutava la condizione e andava spostato con tutte le cure del caso. Con questo intendo che doveva essere applicato il collare, adagiato su una barella "SPINALE", immobilizzato con i "CUNEI" in dotazione e "RAGNATO" (mi scuso per chi non capisce quest'ultimo termine) dopo andava caricato sulla barella e di conseguenza sull'ambulanza. Non voglio dire che questo gli avrebbe salvato la vita, non ho la presunzione ne l'autorità per farlo...è probabile che con le lesioni che aveva riportato ogni accorgimento sarebbe stato inutile, comunque ripeto, non sono io a doverlo giudicare, quello che posso affermare con sicurezza è che il metodo che è stato usato per spostare Marco è inadeguato e LESIVO. Personalmente non porterei nemmeno un sacco di patate a quel modo.

Sarebbe opportuno che l'organizzazione dei soccorsi nelle corse fosse un attimo riguardata.

Con questo non voglio alimentare inutili polemiche, ma far riflettere per il futuro che non vengano commessi simili errori. Un soccorso fatto ad un traumatizzato in quel modo, può aggravare gravemente le condizioni fisiche procurandogli la paralisi o perfino la morte.

Colgo l’occasione per fare le condoglianze a chi conosceva Marco e a tutta la sua famiglia. Spedirò questa e-mail ad altri siti sportivi nella speranza che qualcuno abbia il coraggio di pubblicarla.

Fabio Venturi

 

Dal “Cantico delle Creature” di S. Francesco d’Assisi

 ….

Laudato si’ o mi Signore per sora Morte corporale

de la quale nullo homo può scappare…

Beati quelli che ne le Tue sanctissime volontati

che la Morte secunda no’l farà male.

Spero che Sorella Morte non ti abbia fatto male.

Addio Sic

 Paolo Fortini della Bruna, Firenze

 

Dovete aspettare a dare giudizi
 

Gentile Redazione,
la vostra tesi in merito al nullo o trascurabile apporto, da parte dell'elettronica, all'incidente di Simoncelli appare a dir poco non convincente. E forse inopportuna, almeno nei tempi.

State probabilmente commettendo, anche in termini di eccessiva velocità nelle "sentenze", lo stesso errore di chi sta magari facendo l'opposto, parlando delle peraltro certamente non "termicamente flessibili" gomme della Bridgestone come concausa.
C'è poi da considerare, il capitolo più struggente dell'indagine, anche la guida splendida ma spesso estrema di Simoncelli, che in quel momento stava cercando di non perdere il contatto con i primi, tra le concause possibili dell'incidente...

Nel dolore si sente, ed io non ne sono certo esente come potete vedere, il bisogno non soltanto di conoscere, sapere ma anche di dire, se non altro per elaborare il lutto, in termini psicologici, ma dire che "gomme ed elettronica non sono colpevoli" così nettamente come avete scelto di fare non è, a mio avviso, condivisibile né, forse, davvero utile.

C'è bisogno di ben altre informazioni. Comprese quelle della Honda che, conoscendola da sempre nei comportamenti di "comunicazione con l'esterno", mai le fornirà complete.
 

Come voi anche - come leggete - conflittuale ed in qualche modo forse contraddittorio, in attesa di verità e se possibile anche di un po' di serenità, vi ringrazio per il lavoro che fate, anche quando non condivisibile.
 

Marco Franceschini
 

 

IL SIC SI POTEVA SALVARE! Anche con il preparatore psicologico   

È certo che noi appassionati smanettoni e frequentatori in moto di autodromi, domenica dopo la triste notizia di Sepang, abbiamo tutti perso qualcosa  .

Oltre alla commozione a vedere perdere la vita un ragazzo giovane, ormai un nostro personaggio, una icona del Motociclismo Mondiale con ancora tanto da dire, con Marco se n’e’ andata anche una parte della nostra sicurezza del correre in pista e anche quella spavalderia che esorcizza le paure .

Non voglio neanche minimamente pensare alla “ tragica fatalità” delle dichiarazioni di Uncini, o alle dichiarazioni di Agostini che dice che andando a 200 orari qualcosa rimane di imponderabile. Se si continua a pensarla così non ci sarà ne sviluppo ne  progresso, 40 anni fa moriva in gara Bergamonti perché dopo una scivolata ha preso il marciapiede con la testa, se si fosse continuato a parlare di tragica fatalità invece di cambiare saremmo ancora qui’ a vedere piloti morti tutte le domeniche.

Ma il Sic si poteva salvare! 

Primo perché dopo la morte di anno fa di Tomizawa non si è fatto niente per la protezione del pilota a terra, ad esempio air bag o qualcosa del genere.

Secondo perché non ha avuto il preparatore psicologico .

Mi aveva colpito molto una dichiarazione di Lorenzo ad inizio stagione che dopo una gara non esaltante, ma con il nuovo numero 1 sulla carena disse: “Il passato non mi condiziona il presente”  che sta a significare che sei stato il numero uno ma adesso devi ricominciare

Ora un ragazzo di 24 anni non può pensare da solo così o essere preparato in questo modo da solo. Questo è frutto di una preparazione fatta da professionisti che lo hanno seguito tutto l’inverno.

Sappiamo tutti che la Spagna ha un altissimo livello sportivo e sta vincendo in tutti gli sport, per cui  questo tipo di preparazione non è più lavoro di allenatori o Team Manager  ma di veri professionisti  che come preparatori atletici  che si occupano e lavorano  muscoli , questi si occupano della testa Dello sportivo .

Premesso che una scivolata  come quella di domenica di Simoncelli capita a tutti quelli che corrono In pista e quasi sempre si risolve con qualche striscio alla tuta , però il Sic quest’anno era rischio di farsi male e secondo me non e’ stato aiutato .

Guardiamo la gara, al secondo giro ha resistito o fatto ostruzione ( se la guardiamo dalla parte di Bautista) per 2 volte a Bautista che veniva su più forte di lui, ma non aveva nessun senso in quel momento di gara, se uno arriva da dietro devi presumere che sta andando più di te, mettiti dietro ne hai di tempo per ripassarlo.  Magari pure ti tira ... questo comportamento non l’ho mai visto fare a Biaggi, Rossi, Capirossi, Dovizioso  ecc . Poi non s’e’ visto, ma per resistere deve avere fatto un lungo perché ha perso 2 posizioni  e per recuperare a spinto troppo sulla piega, se non ci fosse stato quello strano rientro in pista con il triste epilogo, sarebbe stata una gara buttata, per niente, come tante quest’anno!  Questo problema se lo portava dietro da inizio stagione ma non e’ stato aiutato a superarlo.

Roberto Gallocchio

 

Ciao Sic, che dire!

Hai saputo ravvivare il Circus del motomondiale con la tua semplicità, il tuo sorriso disarmante, la tua purezza, la tua spavalderia, il tuo coraggio, il tuo orgoglio. Hai saputo emozionare come nessun altro. Sei stato coerente fino in fondo non staccando mai la manopola del gas, vivendo a manetta ogni istante della tua vita.

Che Dio ti abbia in gloria !

Gian Maria Castellaro, Padova

Da Facebook

 

Un sole con il suo sorriso ci da la forza di sognare sempre ...6 un grande ..e dico 6 perche' tu 6 qui con la tu anima ...tutti dovrebbero essere coraggiosi come te ...un budda e' illuminato e illuminera' altre persone a perseguire i propri sogni ..con tutto il cuore da pippi calzelunghe ...federica castiglioni ! GRAZIE di CUORE

 

Non ci si può credere che Sic non ci sia più a dare spettacolo.  Prossimamente le piste saranno solo noiose senza Marco Simoncelli. Ennio Barattucci

 

Dai Marco, sei arrivato prima,magari quando ti raggiungeremo,tu già seduto al bar mentre mangi un gelato ci sfotterai un pò per il ritardo , oh CAMPIONE sia chiaro il gelato me lo paghi TE! Perchè? Perchè mi sei simpatico! Ci vediamo ciao. Giuseppe Marzi

 

CIAO SIC , ci mancherai ♥ fatti sentire da lassu e continua a correre con gli altri angeli da DIO. Giorgio Suzzi

 

Ciao Marco, troppo presto te ne sei andato, fai buon viaggio e ancora tantissime grazie per le grandissime emozioni che ci hai regalato!!! Fran Cesco Mura

 

Il motociclismo e' una passione che puo' uccidere e dopo la morte di un amico ora la tua assenza nel motomondiale mi ricordera' quanto e' pericoloso! Addio super Sic! Giacomo Seghedoni

 

Ciao supersic, con te se ne va l'unico sorriso in quel mondo dove ormai nessuno sorride più! Giorgio Gass

 

Marco uno di noi .... sempre appesi al nostro destino!  Ciao Campione! :( Renato Picone

 

Che dire era bravo simpatico mi piaceva come pilota era e sarebbe diventato un grande, ciao SIC per ricordarti metterò sulla mia moto il tuo 58, sono commosso e triste. Claudio Carraro

 

Io penso che con Simoncelli il motociclismo non abbia solo perso un campione a livello sportivo, ma una persona a dir poco squisita, che coinvolgeva tutti con la sua carica di simpatia e solarità e genuinità....lo ascoltavi un pò, ed era come se lo conoscessi da una vita, ispirava fiducia...e di persone così non ne è solo povero il motociclismo(oramai quasi TUTTI pensano solo a sponsor, fama e soldi..), ma il mondo intero... Addio SIC. Luca Ambrosone

 

Grande Sic, non ti scorderemo, sei stato un grande esempio di professionalità e di umanità per tutti noi. Ieri è stato un giorno molto triste. Giorgio Gascone

 

Indimenticabili saranno il tuo sorriso sincero e genuino, la tua umiltà, la tua determinazione, i tuoi riccioli indomabili. Hai lasciato un vuoto carico di incredulità, di scoramento, di rabbia. Rimane un'unica cosa guardare in alto verso il cielo ed augurarti buon viaggio. Ciao Marco... Luisa De Bortoli

 

Perchè anche quando sei un GRANDE e insegui i tuoi sogni, anche quando la vita ti sorride e tu SEMPRE di ricambio le sorridi...qualcosa ti porta lassù...dove i sogni sono eterni ed ETERNI SARANNO...come te MARCO. Giuseppe Samele

 

Non doveva finire così, sfortunatissimo all'ennesima potenza, Condoglianze alla famiglia. Attilio Titilio

 

Se ne vanno sempre i migliori.....SARAI SEMPRE NEI NOSTRI CUORI. Ros Monasteri

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