31 December 2012

Manuale di sopravvivenza urbana per motociclisti: capitolo 4

Nella nuova puntata della rubrica dedicata ai consigli per chi si muove in città su due ruote, questa settimana affrontiamo il tema (e i pericoli) della risalita delle code al semaforo

Manuale di sopravvivenza urbana per motociclisti: capitolo 4

Prosegue il nostro Manuale di sopravvivenza urbana per motociclisti. Negli scorsi episodi abbiamo visto come evitare i pedoni distratti o accoppiate pericolose come quella della palla/bambino e vi abbiamo insegnato a predire le mosse dell'automobilista distratto. In questa quarta parte vedremo come risalire in sicurezza le code ai semafori

COME I SALMONI
Uno dei vantaggi principali del muoversi su due ruote è sicuramente l'agilità. Nessun mezzo di trasporto riesce a zigzagare nel traffico come una moto e a noi motociclisti poco importa del freddo e delle intemperie se possiamo togliere qualche minuto dal tragitto “casa-lavoro”. Uno dei metodi migliori per risparmiare tempo è quello di partire per primi al semaforo: un minimo di attenzione, si risale la colonna (nelle strade a doppio senso e una corsia per senso di marcia è vietato, ma anche tollerato), e al verde siamo i primi a partire. Anche se, tra il guadagnare 5 minuti e finire per terra, il passo è molto breve.

50 BASTANO
Come al solito, la velocità gioca un ruolo fondamentale. O meglio, la differenza di velocità: se la colonna di auto è ferma, anche 50 km/h possono essere troppi. Se la colonna scorre a 40 km/h si può osare qualcosa di più. Ricordatevi poi che le auto possono improvvisamente spalancare una portiera, cambiare corsia o svoltare senza freccia. Pedoni e ciclisti possono attraversare senza guardare, sbucare da dietro un furgone o non rispettare un rosso, tanto c'è la coda...

POLE POSITION
Chi ha dimestichezza con la guida cittadina lo sa: avanzare anche solo di una posizione nell'immaginaria griglia di partenza del semaforo è una questione di onore. Per questo bisogna guardarsi bene da tutti gli aspiranti Valentino e Schumacher del caso. E questo vale sia per gli automobilisti che per i motociclisti. I primi, durante gli stop and go sulle strade a più corsie, cercheranno di infilarsi nel primo buco disponibile nella colonna opposta alla loro. “Tanto devono restare nella loro corsia” non è un  ragionamento lungimirante, meglio chiudere il gas un secondo, analizzare lo scenario circostante e guardare all'interno dell'auto le manovre del guidatore.

SOLIDARIETÀ È MORTA (O COMUNQUE LATITA)
Per quanto riguarda i nostri “colleghi” a due ruote, fino a qualche anno fa c'era più solidarietà: se in un senso unico una moto si infilava su un lato, le altre si accodavano, “suggerendo” agli automobilisti di farsi da parte. Oggi questo galateo è un po' appannato: se in tre ci si mette da una parte, il quarto, che non è disposto ad aspettare, si infilerà a tutta velocità dall'altra, salvo poi attraversare all'improvviso la colonna di macchine se trova un intoppo. Il risultato, spesso, è restare tutti fermi, quando non si rischia di più. In una via stretta, non affiancatevi ad un altro motociclista, anche se è incolonnato dietro alle auto, probabilmente sta cercando di capire da che parte è meglio infilarsi per risalire la coda e non si aspetta che qualcuno gli si affianchi. Prima decide lui, poi voi.

PUNTATE PRECEDENTI E PROGRAMMA

  1. Il pedone distratto 
  2. Palla-bambino 
  3. L’automobilista incerto 
  4. Velocisti da coda
  5. La legge del vialone
  6. Non aprite quella porta
  7. A ginocchia larghe
  8. Viscide rotaie
  9. Già ci ignorano...
  10. Non dar de gas
  11. Imprevedeibili pedali

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