04 November 2004

Malaguti SpiderMax 500

Veloce, stabile e protettivo

Spider su 2 ruote




Il nuovo scooter della Casa bolognese irrompe nella categoria dei maxi con un raffi nato telaio in alluminio, ruote da 16” e una linea disegnata nella galleria del vento. E’ veloce, stabile e protettivo. Nel grosso codone trovano posto due caschi integrali. E’ pesante ma si guida con grande facilità e sicurezza. Molto interessante il prezzo: 6.170 euro chiavi in mano
.

Quasi tre anni di attesa, ma ne valeva la pena. Tanto infatti è durata la gestazione del più grosso scooter mai uscito dagli stabilimenti della Malaguti. Il risultato è eccellente: lo Spidermax GT 500 è l’ennesima prova della fi losofi a della Casa bolognese, da sempre attenta all’evolversi del mercato, in grado di investire in modo sostanzioso ma al contempo oculato, capace di una fl essibilità che le ha permesso di superare senza particolari affanni anche i momenti più diffi cili del mercato delle due ruote. Per rifarci ai successi più recenti dei suoi 75 anni di storia, di cui 50 dedicati alle moto, basterà ricordare gli sportivissimi scooter 50 F10 Jet Line e F12 Phantom, prodotti rispettivamente in 150.000 e oltre 300.000 esemplari; per arrivare ai più impegnativi e altrettanto graditi Madison, offerti con svariate motorizzazioni, da 125 a 400 cc. Il crescere delle cilindrate è un segnale ben preciso che la Malaguti non si è lasciata sfuggire. Alcuni dati per comprendere il peso dei maxi scooter nel mercato dei veicoli utilitari targati. Nel 2003 gli scooter di oltre 250 cc hanno rappresentato il 19,87% di tutto il venduto: nel 2000 erano solo il 3,86%, nel 2001 il 12,21% e nel 2002 il 12,94%. E le proiezioni per l’anno in corso indicano una crescita ancora più importante, intorno al 26%.

Spidermax GT 500 diventa così una logica conseguenza per la competitività della (al 100%) family company bolognese. Per questo maxi sono state fatte le cose in grande. La progettazione è avvenuta in seno alla Engine Engineering diretta dall’ingegner Alberto Strazzari, autore dei maggiori successi commerciali della Malaguti. In questo centro di ricerca e sviluppo si è dato fondo alla tecnologia più avanzata e al know how più sofi sticato per realizzare un veicolo che potesse offrire dei plus decisivi. Primo fra tutti il telaio in alluminio pressofuso, costituito da due gusci uniti da viti passanti e integrato da telaietti in tubi di acciaio a sostegno della pedana e della struttura posteriore. Poi l’aerodinamica, accuratamente studiata nella galleria del vento; quindi le ruote da 16 pollici, soluzione fi no ad oggi riservata ai cosiddetti cicloscooter ed ora disponibile su questo maxi di caratteristiche decisamente più sportive. Nulla di rivoluzionario beninteso, ma qualcosa di veramente innovativo nel settore. A cui va aggiunta una forcella (Paioli) a doppia piastra con steli da 41 mm di caratteristiche assolutamente motociclistiche.
L’aspetto dello Spidermax GT 500 è imponente come si confà ad un’ammiraglia. Anteriormente colpisce la mancanza dello scudo tradizionale, sostituito da un aggressivo cupolino che si prolunga lateralmente con due grosse feritoie per la sfuggita dell’aria passata attraverso il radiatore.
La parte inferiore è disegnata come un puntale da moto sportiva con funzioni di spoiler.
A fi anco del parabrezza - di dimensioni contenute – sono montati gli specchi retrovisori che offrono un’ottima visuale e sono esenti da vibrazioni. Il corpo dello scooter è snello ed è dominato dal grosso tunnel centrale.

Com'è





La pedana è di disegno piuttosto “lavorato” a causa delle spigolosità della linea. La parte posteriore si allarga e si rialza divenendo protagonista proprio per le inusuali dimensioni. Scelta questa obbligata per consentire una capacità al vano sottosella di 38 litri e di forma tale da poter ospitare due caschi integrali affi ancati nonostante la sottostante ruota da 16”. Anche per questo motivo la sella è obbligatoriamente su due piani, con la seduta del passeggero nettamente più alta del pilota posto confortevolmente a soli 706 mm dal suolo.

La qualità costruttiva dell’insieme è sicuramente superiore ad altri modelli della Casa bolognese, sia come componentistica che accoppiamento delle plastiche. Tra gli accessori di serie ricordiamo la stampella laterale, il vano sottosella illuminato con presa di corrente, il vano portacellulare ricavato dietro lo scudo, la possibilità di variare la posizione dell’appoggio lombare della sella, il computer multifunzione e il sistema di frenatura integrale. Tutto questo concorre al favorevole rapporto qualità/prezzo grazie all’interessante e concorrenziale quotazione di 6.170 euro chiavi in mano, inferiore a quella dell’Aprilia Scarabeo 500 e del Piaggio X9 Evolution 500. Dal punto di vista della motorizzazione ci si è affi dati all’ottimo monocilindrico Piaggio di 459 cc, nato come MASTER sull’X9 di Pontedera e in seguito adottato anche dall’Aprilia per i suoi Atlantic e Scarabeo 500.

La Malaguti - per scelta propria - non ha mai costruito motori e si è sempre rivolta a terzi riuscendo così a limitare onerosi investimenti da dirottare in altri settori della produzione. Il monocilindrico alimentato ad iniezione è unanimemente riconosciuto come uno dei più validi propulsori dell’ultima generazione: potente, poco assetato di benzina, esente da vibrazioni fastidiose, vanta la distribuzione monoalbero a camme in testa con quattro valvole, il raffreddamento a liquido e, associato al catalizzatore allo scarico, rientra ovviamente nella normativa Euro 2 in tema di emissioni.

In sella allo Spidermax ci si trova subito a proprio agio. Meglio però se si è ben piazzati fi sicamente. I 204 kg dichiarati sono destinati a lievitare con tutti i rifornimenti e anche la larghezza della sella impone di divaricare sensibilmente le gambe per avere un buon appoggio a terra. Un aiuto importante viene dalla vantaggiosa ripartizione dei pesi che rende il maxi scooter ben equilibrato e dal notevole angolo di sterzo che facilita anche le manovre più strette.
La pedana, contrariamente al suo aspetto sacrificato, consente un certo agio ai movimenti di piedi e gambe. Un appunto si può porre alla mancanza di un freno di stazionamento, presente su molti scooter concorrenti, e necessario con simili pesi in gioco.

Come va





Durante il test i responsabili della Malaguti ne hanno preso atto e dovrebbero provvedere in tal senso. Una volta in marcia si apprezza immediatamente la maneggevolezza che fa quasi svanire il peso importante: un obiettivo perfettamente centrato dai tecnici della Casa capaci di coniugare la sicurezza e la stabilità della ruota alta con la guidabilità tipica dei diametri inferiori. Il merito va ascritto alle favorevoli quote della ciclistica, soprattutto all’interasse che risulta essere il più contenuto della categoria.

Il riparo aerodinamico è davvero effi cace e non si sente il bisogno di un parabrezza rialzato: soprattutto non si creano fastidiosi vortici dietro la schiena del pilota (effetto spinta) neanche ad andature sostenute. Anche le gambe godono di un buon riparo dall’aria. La strumentazione analogico/digitale è ben leggibile e vanta la possibilità di variare il contrasto luminoso. Il computer di bordo è quanto di più completo si possa desiderare: contachilometri totale e parziale, velocità, giri motore, livello carburante, temperatura liquido di raffreddamento, tensione batteria, orologio, segnalazione dei tagliandi e sostituzione cinghia del variatore, controllo olio motore, funzione memoria del percorso, temperatura esterna con allarme ghiaccio… una vera orgia di dati per soddisfare anche i più esigenti sostenitori dell’elettronica.

Se le dimensioni pongono qualche limite nel traffi co più convulso, su strade aperte il Malaguti regala soddisfazioni di guida quasi motociclistiche. Innanzitutto il motore: prontissimo e potente, proietta l’ago del tachimetro ben oltre i limiti consentiti nel volgere di poche decine di metri partendoda fermo e allunga prepotentemente ben oltre i 160 km/h di strumento. La sfruttabilità è esemplare in ogni condizione grazie anche all’ottima resa del comparto frizione/variatore. In quanto a tenuta di strada, c’è da divertirsi: preciso nell’impostazione della traiettoria, sicuro in appoggio, lo Spidermax fa valere la sua ottima ciclistica trasmettendo sicurezza di guida anche in caso di asfalto irregolare.

L’unica precauzione è quella di ricordarsi dell’assenza del freno motore, tipica dei veicoli automatici, per non arrivare lunghi nella curva: in questo caso la mole si fa sentire rendendo più problematiche eventuali correzioni con tendenza ad allargare la traiettoria.Ottimo come efficacia il comparto frenante grazie al sistema integrale: avremmo preferito però un maggiore grip dai dischi nella prima parte di escursione delle leve, soprattutto la destra che agisce contemporaneamente all’anteriore e al posteriore.

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