L’Europa ha deciso: ABS per tutti dal 2016 e Euro 5 dal 2020

Per l’Europa, le auto e le moto sono uguali dal punto di vista della sicurezza e delle emissioni Quindi dal 2014 si inaspriscono le norme anti inquinamento patendo dalla euro 3 per tutti. ABS obbligatorio oltre i 125 cc

L’europa ha deciso: abs per tutti dal 2016 e euro 5 dal 2020

La plenaria del Parlamento Europeo ha approvato praticamente all’unanimità (643 sì, 16 no e 18 astensioni) un regolamento che, frutto del compromesso trovato a fine settembre tra Parlamento e Consiglio, di fatto intende equiparare le moto e i ciclomotori alle auto in tema di sicurezza ed emissioni.


PRIMO: NON INQUINARE
Partendo da queste ultime, da metà del 2014 tutti i ciclomotori dovranno essere Euro 3, dal 2016 le moto di nuova presentazione dovranno essere Euro 4, mentre nel 2017 questo nuovo limite sarà esteso a tutti i veicoli (a 2 e 3 ruote, nonché i quadricicli). Nel 2018 sarà la volta dei ciclomotori e dei quadri cicli leggeri, Euro 4 anche per loro. I primi ad adottare la normativa Euro 5 saranno invece nel 2020 i nuovi veicoli appartenenti alla cosiddetta categoria “L” (learning, “da apprendmento”: attualmente la categoria raggruppa i ciclomotori, veicoli a 3 e/o 4 ruote con motore di 50 cc o più ma con velocità massima limitata a 45 km/h), mentre l’anno successivo sarà estesa a tutti i veicoli. Sostanzialmente, nel 2020 avverrà il “pareggio” con le auto in tema di inquinamento.


ABS PER TUTTI
In abbinamento all’entrata in vigore della Euro 4, quindi a partire dal 2016, tutti i veicoli a 2 ruote di nuova omologazione (più i 3 ruote e i quadricicli) con cilindrata superiore ai 125 cc dovranno essere dotati di ABS obbligatorio. Un anno dopo l'obbligo sarà esteso a tutti i veicoli. Al di sotto dei 125 cc si adotteranno sistemi di frenata integrale, mentre la Commissione europea ha tempo fino al 2019 per presentare un'analisi costi-efficacia che dovrebbe aiutare a stabilire l’eventuale obbligatorietà dell’ABS anche per i veicoli sotto ai 125 cc.


È IL PRIMO PASSO
Le nuove regole dovranno ora essere approvate e recepite dai singoli stati, mentre ancora mancano i decreti di attuazione, che devono contenere i principi tecnici ed amministrativi che permetterebbero alle Case di adeguarsi in tempo alle nuove normative.

 

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