04 October 2005

Lightning CityX XB9SX vs Monster S2R 1000

C'è baruffa nell'aria.

Come sono fatte


Tra Borgo Panigale e East Troy c’è sintonia sull'impostazione di una moto stradale: deve avere due cilindri raffreddati ad aria, due valvole per cilindro e una ciclistica ricercata. La Ducati mette sul piatto il tiro del suo motore e per la maneggevolezza. La XB8SX punta sull'originalità estetica e soluzione tecniche radicali. I prezzi: 10.000 euro tondi per l’italiana, 9.995 per l’americana.

Ducati Monster S2R 1000, il fascino dell'età

Esiste dal 1993. Però in versione SR ha saputo rinfrescare la sua immagine:  nuovo forcellone monobraccio in alluminio e tubi ovali per doppio scarico laterale che non tocca nelle curve più ardite. Esteticamente si distingue dalle altre per la banda colorata: prerogativa  solo delle S2R e S4R. Negli anni si è dimostrata un'insospettabile tuttofare: diverte sulle strade tortuose, porta in ufficio e tollera anche una vacanza.

Buell CityX XB9SX, quasi una Motard

La XB9SX, anche chiamata CityX, si distingue dalle altre XB per il finto serbatoio e dal cupolino semitrasparente. Su questo nuovo modello c’è un nuovo forcellone più rigido e leggero (250 g in meno), una diversa presa d’aria incorporata nel coperchio dell’air-box e un serbatoio benzina, sempre integrato nelle travi del telaio, ma più capiente di mezzo litro (da 14 a 14,5 litri, contro i 14 litri della Monster).
Anche la cinghia finale di trasmissione è stata rivista: ora è più leggera e ha una maggior durata, mentre la frizione è più leggera da azionare, così forse si riuscirà ad attraversare una metropoli, utilizzando il cambio e la frizione in modo frenetico, senza il rischio di tendiniti all’avambraccio sinistro.

In sostanza siamo al cospetto di due interpretazioni molto personali: più affascinante alla moda la Buell, più concreta, tecnica e meglio rifinita nei dettagli la Ducati. L’italiana è omologata Euro 3, la Buell Euro 2.

I motori


Il motore Desmo della Ducati
deriva dal 900 che ha equipaggiato le sportive di Borgo Panigale ancor prima che arrivassero i 4 valvole. Però, grazie all'affinamento generale, all’aumento di cubatura e all’iniezione elettronica, è uno dei più gustosi motori che si possano sfruttare su strada. Non ha perso le caratteristiche fondamentali: i due classici cilindri disposti a L e le valvole mosse dal comando desmodromico che le apre e le chiude senza la classica molla di richiamo.

Il motore della Buell XB9SX deriva dalla produzione Harley-Davidson
. Come quello Ducati non è un propulsore tecnologicamente all’avanguardia. I due cilindri a V di 45° con la tradizionale distribuzione ad aste e bilancieri hanno l’iniezione elettronica. I corpi farfallati sono da 45 mm di diametro. Alla guida infastidisce l'effetto volano: dopo la classica "doppia" di gas in scalata c'è un fastidioso sobbalzo in avanti.

L'impianto frenante vede due dischi da 320 mm di diametro per la Monster.
Per la CityX XB9SX un bel perimetrale da 375 mm e pinza a sei pistoncini.

Come vanno





La Monster spicca per efficacia globale di guida, maneggevolezza sullo stretto e finiture. Però la Buell è unica, straordinariamente strana e tutto sommato si guida bene. È l’emblema stesso della moto radicale, quella che fa “sangue”, quella che non compreresti mai se non ne fossi follemente e ciecamente innamorato.  

Ducati Monster S2R 1000, il fascino dell'età

Quella spinta rozza, che allunga le braccia e alleggerisce la ruota anteriore, ce l’ha solo la Monster, che in questa versione di 992 cc ha trovato un equilibrio notevole.
Il Desmo spinge molto più forte a qualunque regime, allunga di più e con più vigore, pur mantenendo una regolarità invidiabile fin dai bassi
, alla stessa stregua del V2 della Buell. Il cambio è ben più rapido della rivale americana ed è in grado di sopportare anche azioni ruvide.

Tenaci le frizioni, piuttosto resistenti agli strapazzi, ma un po’ dure da azionare, specie Ducati. Nel misto stretto viene fuori la maneggevolezza dell’S2R: un vero fulmine nei cambi di direzione.
Leggermente più rigida la taratura della Showa della Monster, mentre il “mono” posteriore Sachs ha un setup in grado di digerire meglio le strade rovinate. La presenza del forcellone monobraccio in alluminio ha permesso di sviluppare uno scarico alto sul lato destro, comune alla serie SR: queste due caratteristiche regalano alla S2R una luce a terra in curva sconosciuta alle Monster tradizionali che allarga l’utilizzo della moto anche a qualche puntatina in circuito.

Buell CityX XB9SX, quasi una Motard

La XSulla Buell si è seduti “sopra” la moto, non dentro. Questa posizione è il risultato delle combinazione tra la sella alta, le pedane alte e arretrate e il manubrio alto largo e vicino. Non c’è che dire: la posizione è mutuata dal mondo del fuoristrada e la sensazione di controllo è totale in qualunque frangente.
Il pilota però, soprattutto in autostrada, è completamente in balia del vento.

Meno repentina della Ducati nello scendere in piega, offre un solido appoggio a qualunque inclinazione
, arrivando a sfiorare a terra i piolini delle pedane, posizionate molto in alto, tanta è la confidenza che si arriva ad avere. Si sente il peso centrale, ma con il baricentro alto (anche per l’altezza della sella) e in piega la moto deve essere sostenuta dal motore. Si guida di corpo, dondolandola tra le gambe e stringendola per il manubrio per impartire comandi con la maggior leva possibile.

Sotto di noi, un bicilindrico americano a V di 45°, pulsa, vibra, vive e sferraglia come non si sente più da tempo
. Vedere il motore è una prerogativa delle nude, “sentirlo” nelle vene è patrimonio di poche moto.
Rispetto al milleduecento delle sorelle maggiori, questo 984 cc è un po’ a corto di fiato ai bassi e medi regimi, proprio dove si vorrebbe una bella spinta.
Oltre i 4.500 giri, ci si inizia a divertire, ma ai 7.000 è ora di cambiare marcia. Buono il comportamento delle sospensioni, anche se il monoammortizzatore Showa, collegato al forcellone senza l’interposizione di leveraggi, ha una risposta secca e sullo sconnesso il comfort è limitato. Ottima, invece, la forcella Showa rovesciata da 43 mm, morbida nella prima fase e giustamente sostenuta quando i carichi aumentano.

Ducati, in sintesi


LA SCHEDA
Motore: a 4 tempi, bicilindrico a L di 90°, alesaggio per corsa 94,0x71,5 mm, cilindrata 992 cc, rapporto di compressione 10:1, distribuzione desmodromica, 2 valvole per cilindro, lubrificazione a carter umido con pompa trocoidale, raffreddamento ad aria, potenza max 95 CV (69,9 kW) a 7.750 giri, coppia max 10,1 kgm (99,1 Nm) a 5.000 giri. Alimentazione:iniezione elettronica Marelli, diametro dei corpi farfallati 45 mm; capacità serbatoio carburante 14 litri, di cui 3 di riserva. Accensione: elettronica digitale; candele Champion RA 4 HC o NGK DCPR8E. Impianto elettrico:  batteria Yuasa 12V-10Ah. Trasmissione: primaria a ingranaggi a denti dritti,  rapporto 1,85, trasmissione finale a catena (pignone 15 - corona 41). Cambio: a 6 marce, valore rapporti: 2,466 (37/15) in prima, 1,765 (30/17) in seconda, 1,350 (27/20) in terza, 1,091 (24/22) in quarta, 0,958 (23/24) in quinta, 0,857 (24/28) in sesta. Telaio:  tubolare in acciaio con struttura a traliccio; inclinazione cannotto di sterzo 24°, avancorsa nd. Sospensioni: anteriore forcella Showa a steli rovesciati da 43 mm completamente regolabile, escursione ruota 130 mm; posteriore forcellone monobraccio in tubi di alluminio, monoammortizzatore Sachs vincolato a leveraggi, regolabile nel precarico molla e idraulicamente in estensione, escursione ruota 144 mm. Ruote: cerchi in lega leggera, anteriore 3,50x17”, posteriore 5,50x17”; pneumatici Pirelli o Michelin, anteriore 120/70-17, posteriore 180/55-17. Freni: anteriore a doppio disco da 320 mm con pinza flottante a 4 pistoncini; posteriore a disco da 245 mm con pinza a doppio pistoncino. Dimensioni (in mm) e peso: lunghezza 2.105, larghezza 794, altezza 1.222, interasse 1.462, altezza sella 800, peso a vuoto 178kg. Prestazioni: velocità max nd.
Manutenzione
Tagliando: programmato ogni 10.000 km. Lubrificazione: olio Shell Advance Ultra 4; sostituzione ogni 10.000 km. Distribuzione: gioco valvole, ogni 10.000 km. Bilanciere di apertura: aspirazione 0,05-0,15 mm; scarico 0,05-0,15 mm. Bilanciere di chiusura: aspirazione 0-0,15 mm, scarico 0-0,20 mm. Pneumatici: pressione di gonfiaggio, ant 2,25 bar, post 2,50 bar (in coppia post 2,80).
Dati anagrafici

Costruttore: Ducati, via Cavalieri Ducati, 3, 40132 Bologna (BO), tel. 800-553066, fax 051-6413268. Gamma colori: grigia con banda nera, telaio nero e ruote nere, oppure nera con banda bianca, telaio nero e ruote bianche, oppure rossa con banda bianca, telaio rosso e cerchi bianchi. Inizio vendite: già disponibile. Garanzia: 2 anni con chilometraggio illimitato. Prezzo: 10.000 euro, chiavi in mano.

Buell, in sintesi


LA SCHEDA
Motore: a 4 tempi, bicilindrico a V di 45°, alesaggio per corsa 88,9x79,38 mm, cilindrata 984 cc, rapporto di compressione 10:1, distribuzione ad aste e bilancieri, 2 valvole per cilindro, lubrificazione a carter secco (capacità coppa 2,4 litri), raffreddamento a aria/olio/ventola, potenza max 83 CV (62 kW) a 6.600 giri, coppia max 8,73 kgm (85,6 Nm) a 5.600 giri. Alimentazione: ad iniezione digitale (DDFI II), diametro dei corpi farfallati 45 mm; capacità serbatoio carburante 14,5 litri compresa la riserva. Accensione: elettronica digitale; candele H-D 10R12A. Impianto elettrico: batteria 12V-12Ah. Trasmissione: primaria a catena, rapporto 1,68; finale a cinghia a corsa costante, rapporto 2,41. Cambio: a 5 marce, valore rapporti: 2,69 in prima, 1,85 in seconda, 1,43 in terza, 1,18 in quarta, 1,00 in quinta.  Telaio:in alluminio con sistema Uniplanar ad isolamento delle vibrazioni; inclinazione cannotto di sterzo 21°, avancorsa 83 mm. Sospensioni: anteriore forcella  a steli rovesciati Showa da 43 mm regolabile in precarico, compressione ed estensione, escursione ruota 120 mm; posteriore forcellone oscillante con ammortizzatore Showa regolabile in precarico, compressione ed estensione, escursione ruota 127 mm. Ruote: cerchi in lega a 6 razze, anteriore 3,50x17”, posteriore 5,50x17”; pneumatici Pirelli Scorpion Sync, anteriore 120/70-17, posteriore 180/55-17. Freni: anteriore tipo ZTL con disco perimetrale da 375 mm e pinza a 6 pistoncini; posteriore a disco da 240 mm con pinza a singolo pistoncino. Dimensioni (in mm) e peso: lunghezza 1.950, larghezza 820, altezza 1.075, interasse 1.320, altezza sella 777, peso a vuoto 175 kg. Prestazioni: velocità max nd.
Manutenzione:
Tagliando: primo dopo 1.600 Km,poi programmato ogni 8.000 km. Lubrificazione: olio multigrado
Dati anagrafici
Costruttore: Buell Motorcycle Company, 2815 Meyer Lane East Troy, Wisconsin, USA. Importatore: Harley-Davidson Italia, viale delle Industrie 10/17, 20020 Arese (MI), tel. 02-9345441, fax 02-93581922. Gamma colori: Blu traslucido oppure nero traslucido con puntale, parafango e cerchi neri. Inizio vendite: già in vendita. Garanzia: 2 anni formula chilometraggio illimitato. Prezzo: 9.995 euro, chiavi in mano.

I video di MOTOCICLISMO

Guarda tutti i video di MOTOCICLISMO >>
© RIPRODUZIONE RISERVATA