“Comprate tutte le moto!”

L'editoriale di Motociclismo di febbraio ha stuzzicato un lettore: va bene comprare le moto da testare per garantirsi che quelle destinate alle prove non ricevano “aiutini”– dice – ma perché solo le sportive e non enduro, tourer o naked? Intanto i nostri acquisti sono cominciati

“comprate tutte le moto!”

Per la lettera della settimana, ecco cosa pensa un lettore del fatto che Motociclismo acquisterà anonimamente le moto protagoniste della comparativa sportive. Il punto è proprio questo: perché solo le sportive? Leggete la risposta della redazione e dite la vostra commentando nell’apposito spazio in fondo all’articolo. Intanto abbiamo cominciato a comprare le moto

 

Prove: perché comprare solo le sportive?

Caro direttore, trovo Motociclismo abbastanza interessante e vario, ma lo scorso editoriale del condirettore Federico Aliverti mi ha sorpreso e deluso. Professate continuamente l’uguaglianza tra appassionati/utilizzatori delle “due ruote”, aborrite la divisione tra biker, scooteristi o motociclisti, eppure nell’editoriale “Acquisteremo le moto dal concessionario”, (invece di farcele dare dalle Case ndr) scrivete “Cominciamo col dire che secondo noi è inutile investire nell’acquisto di custom o touring o naked. Molto meglio per il 2015 concentrarsi sulle supersportive”. Alla faccia dell’uguaglianza, del siamo tutti motociclisti. Mi piace considerarmi un Biker. In quanto tale non ho diritto di sapere se un nuovo modello di moto della categoria a me congeniale, sia valido e non appositamente “preparato per la prova” dal Costruttore? Non ho diritto alla trasparenza? Lo stesso vale per chi ama le naked o le touring. Forse eliminerete anche le rubriche sul turismo e sui bikers, lasciando solo gli articoli sulle prove in pista. Magari cambiate anche la testata: Motociclismo supersportive? Spero in un chiarimento e magari in un cambio di rotta.

Carlo Pierri - Marina di Carrara (MS)

 

Sono quelle più focalizzate sulle prestazioni

Risponde Federico Aliverti: Caro Carlo, nell’editoriale scrivo anche che “quando la performance è il primo obiettivo di una moto e del giornale che la prova, è del tutto naturale che al lettore venga più di un sospetto sulla effettiva regolarità del mezzo”. Questo per dire che le maxienduro o le custom o le tourer non sono affatto mondi di serie B. Sono piuttosto delle categorie di moto dove, secondo me, è assai improbabile - oserei dire inutile - che le Case ricorrano a qualche sotterfugio “elettronico”. Loro per prime sanno che Motociclismo, quando testa quel genere di moto, non dà la priorità alle prestazioni pure. Contano di più il comfort, la fluidità di erogazione, il tiro ai bassi. E comunque, fino a prova contraria, nessuno di noi può mettere in discussione la regolarità dei mezzi che ci arrivano in redazione e quindi la buona fede del Marchio. Tuttavia, come dici giustamente tu, il diritto alla massima trasparenza è sacrosanto e non vale solo per le moto da 200 CV. Però questo diritto non può cozzare con il buonsenso: impegnare risorse immani per acquistare le decine e decine di nuovi modelli che le Case sfornano ogni anno, è un’operazione fuori dal tempo e fuori dai budget.

 

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