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Figli in moto e padri spaventati

Consueto appuntamento con le e-mail mandate dai lettori in redazione. Questa volta l’argomento è spinoso: il contrasto tra la voglia di moto di un ragazzo e la preoccupazione di suo padre

La storia si ripete…

La lettera di questa settimana descrive una situazione parecchio tipica (anche se certo più frequente una ventina di anni fa): il ragazzo sta per compiere 14 anni e sogna disperatamente la moto; il padre si preoccupa perché il figlio non ha la minima esperienza e teme il traffico (oltre al costo di patente, moto, abbigliamento protettivo, assicurazione e chi più ne ha…). A Motociclismo si chiede di dare qualche consiglio. Voi che cosa ne pensate?

In moto a 14 anni, timori di padri

Caro direttore, mio figlio sta per compiere 14 anni e mi massacra quotidianamente per strapparmi il consenso all’acquisto del suo primo cinquantino. Il ragazzo va sparato in direzione della HM 50 cc, ho visto alcune foto: sono rimasto allibito e terrorizzato. Oltre che per il prezzo, per il fatto che si tratta della prima moto della sua vita e lui non ha alcuna esperienza di guida. Inoltre, io faccio la spola tra Milano, Roma e il Salento ove mio figlio abita, zona non propriamente conosciuta per la prudenza nella guida. Potreste darmi qualche consiglio?
Guglielmo Sasinini – email

Ecco i nostri consigli

Caro Guglielmo, non per tirare acqua al nostro mulino (anzi, un po’ sì), ma crediamo che se suo figlio ha così tanta passione per la moto, prima o poi, riuscirà a metterci il sedere sopra. Quindi tanto meglio con il consenso – e il controllo – dei genitori. Oggi la situazione è più regolamentata rispetto a solamente pochi anni fa. Innanzitutto, i 14enni devono prendere la patente. Non più il “patentino”, proprio quella vera rilasciata dalla Motorizzazione dopo aver frequentato la scuola guida. Potrebbe procedere per gradi: prima vai bene a scuola, poi studi per la patente, poi se passi lo scritto ragioniamo sulla moto. A questo punto, bisogna insegnargli a guidare: piazzalone e manovre su manovre. L’idea è quella di renderle il più automatiche possibile, per passare l’esame pratico (quello per i 50 è l’unico a prevedere ancora la prova dell’otto) e poi per potersi concentrare su ciò che accade in strada. Potrebbe anche cercare un corso di guida sicura dalle sue parti, per permettergli di migliorare ulteriormente. Inoltre, almeno all’inizio, moto solo di giorno: c’è tempo per la uscirci la sera. Infine, niente passeggeri sul sellino posteriore fino ai 16 anni (non più 18), ma solo se il ciclomotore è omologato per due. 
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