“Siete complici dell’insuccesso delle moto italiane”

Per la lettera della settimana, ecco un “inno” all’Aprila Shiver. Un lettore ci accusa di non spingere il prodotto italiano, ma noi dobbiamo dirvi come vanno le moto, al di là della provenienza (e se le italiane vanno bene, tanto meglio). Che ne pensate?

“siete complici dell’insuccesso delle moto italiane”

Eccoci all’appuntamento con le mail arrivate in redazione, sempre piene di passione e amore per la moto. Un sentimento che si moltiplica a dismisura quando si parla di moto italiane. Stavolta, l’oggetto del sentimento è la 750 cc naked di casa Aprilia, la Shiver (ammiratela in gallery), incompresa ma ottima, a tal punto che per certi versi ha… fatto scuola. Di questa moto abbiamo parlato più volte ma, secondo il nostro lettore Andrea, non abbastanza e non… nel modo giusto.

Ecco la lettera di Andrea e la risposta di Motociclismo. Vi chiediamo, come al solito, di dirci quello che pensate commentando l’articolo.

 

Caro direttore, vorrei che mi aiutaste a capire le ragioni dell’insuccesso delle moto italiane (escluse Ducati e MV Agusta). Ho sempre posseduto moto giapponesi considerandole miglior compromesso tra qualità e prezzo quando, per caso ho acquistato una Aprilia Shiver: ho cambiato idea. È un mezzo eccezionale, stabile, gestibile (non ambisco al “ginocchio a terra”), sicuro (ABS) e confortevole (ci faccio 10.000 km all’anno); inoltre, non trascurabile, non devo fare il tagliando due volte all’anno ma uno ogni due anni. Eppure non si trova nulla di tutto ciò, né tra le testimonianze degli amici né sulle riviste specializzate e la Shiver non si vende. Ormai la moto è solo un mezzo d’immagine: deve costare molto e far parlare di sé. Lo dimostra la più venduta, totalmente immagine e nessuna sostanza, in compenso costa moltissimo. Penso che le riviste italiane dovrebbero adeguatamente evidenziare i pregi delle nostre moto e non solo sottolinearne i difetti, in tale modo ritengo siano corresponsabili dell’insuccesso del prodotto nazionale.

Andrea Ravasio - Gavardo (BS)

 

FELICI SE LE ITALIANE VANNO BENE, MA MASSIMA OGGETTIVITÀ

Caro Andrea, confermiamo che la Shiver è un’ottima moto, e lo abbiamo anche scritto (luglio 2010), facendole vincere un confronto a eliminazione diretta contro la Ducati Monster (se volete le prove che abbiamo fatto della Shiver cliccate qui). Possibili ragioni dello scarso successo: i primi modelli avevano problemi al ride-by-wire, il prezzo superiore a una concorrente come la Kawasaki Z750 e, forse, il fatto di essere marchiata Aprilia, ma non essere una sportiva. Però sbagli quando accusi una moto come la R 1200 GS di essere tutta immagine e zero sostanza. L’endurona BMW è una moto davvero a 360°: veloce su asfalto, comoda in coppia in autostrada, efficace in fuoristrada. Non si rimane in testa alle vendite per anni - nel 2013 col triplo dell’immatricolato rispetto alla seconda in classifica (cliccate qui) - senza possedere tanta sostanza. Forse pochi la portano sulle piste sahariane, ma quanti Suv escono davvero dall’asfalto? Infine, i lettori si aspettano che Motociclismo evidenzi i pregi e i difetti delle moto, italiane e straniere, non che appoggi acriticamente il prodotto nazionale. Va da sé che se possiamo scrivere bene di moto e scooter italiani ne siamo orgogliosi.

 

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