di Beppe Cucco - 02 aprile 2020

L’avvocato di Iannone: “al ristorante con i chimici per esaminare la carne?”

Antonio De Rensis, l’avvocato difensore di Iannone, si dice soddisfatto del fatto che sia stata esclusa la volontarietà del gesto e fiducioso che il TAS darà ragione ad Andrea

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La Corte Disciplinare Internazione della FIM ha inflitto ad Andrea Iannone 18 mesi di sospensione per essere stato trovato positivo al drostanolone al controllo anti doping effettuato dopo il GP di Malesia del 3 novembre. Nonostante la Corte abbia riconosciuto la totale assenza di dolo e l’accidentalità della assunzione di steroidi, il pilota di Vasto è stato punito con una pena che potrebbe influire sulla sua carriera. Per questo motivo Andrea si è detto amareggiato in quanto è stata riconosciuta la sua innocenza, ma lui ha perso in tribunale; dello stesso parere anche Massimo Rivola, che ritiene che “la pena sia senza senso, e che Iannone andava assolto”.

Ai microfoni di Sky Antonio De Rensis, l’avvocato difensore di Iannone, si dice soddisfatto del fatto che sia stata esclusa la volontarietà del gesto e fiducioso che il TAS (Tribunale di Arbitrato Sportivo di Losanna, dove faranno ricorso) gli darà ragione. Queste le parole dell’avvocato: “Sono state accolte completamente tutte le argomentazioni difensive e smontate quelle dell'accusa. È stata riconosciuta la contaminazione alimentare escluso categoricamente l'utilizzo volontario di sostanze dopanti. Sono state citate le nostre argomentazioni in toto, compresa quella delle foto degli altri piloti che abbiamo prodotto, sostenendo che avessero fisici identici se non più scolpiti di quelli di Iannone. È stato detto che Andrea avrebbe dovuto controllare la carne, affermazione che oltretutto contrasta con il caso del lunghista Lawson, prosciolto dal TAS per contaminazione alimentare. Un'atleta deve andare al ristorante con un team di chimici per esaminare la carne? Dal momento che l'accusa sosteneva che in Malesia non c'è carne contaminata e lo drostanolone non esiste, i giudici ci hanno dato ragione e allo stesso tempo hanno condannato Andrea. Siamo soddisfatti perché hanno riconosciuto la contaminazione alimentare.

La contaminazione alimentare viene utilizzata come elemento discriminante per il proscioglimento al TAS, lo dimostrano innumerevoli casi del passato. Noi invece siamo stati condannati a 18 mesi nonostante questo. Da un lato c'è la grande soddisfazione perché le nostre tesi sono state globalmente accolte, dall'altro ora cominceremo a ragionare su come un'atleta possa capire che la carne sia stata contaminata. Abbiamo fiducia che il TAS possa riportare totale giustizia in questa vicenda che ha fatto soffrire enormemente Iannone. Ringraziamo l'ad di Aprilia Rivola e il prof. Salomone che ha coordinato tutto lo staff scientifico.

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