Laverty in 3D per sviluppare la BMW S 1000 RR

A causa delle restrizioni causate dal Coronavirus, Tom Sykes e Eugene Laverty non sono ancora riusciti a volare a Monaco per contribuire allo sviluppo dell’aerodinamica della BMW S 1000 RR. La Casa tedesca, però, non si è fermata

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Le restrizioni imposte dalla pandemia non hanno permesso a Tom Sykes e a Eugene Laverty di volare a Monaco per contribuire a un passo avanti sull’aerodinamica della S 1000 RR. La Casa tedesca, però, non si è mai fermata. Con i piloti in pista a Jerez, i tecnici stanno lavorando a distanza, rispettando le linee guida emanate dai vari governi, per sviluppare la moto al meglio. La parte aerodinamica è una componente importante, ma altrettanto fondamentale è anche il pilota, che svolge un ruolo chiave sotto questo aspetto. Per questo il BMW Motorrad WorldSBK Team ha creato un modello 3D del pilota irlandese Eugene Laverty, in modo da poter fare affidamento su un pilota di plastica da utilizzare in galleria del vento. Per creare il modello di Laverty sono state prese delle misure dettagliate attraverso un sistema 3D che ha preso in considerazione anche le dita dei guanti, ogni singolo dettaglio del casco, ogni cucitura della tuta in pelle e ogni piega che ha un impatto sull’aerodinamica e sul flusso dell’aria.

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Il modello è molto importante e lo si è visto in oltre 50 test svolti in galleria del vento nel caso del modello di Laverty. Anche per il suo compagno di squadra Tom Sykes è stato ideato un modello 3D che sarà utilizzato allo stesso modo all’interno della galleria del vento. Nel corso dei test in galleria del vento si raggiungono i 255 chilometri orari. È importante che siano presenti sia il pilota che la moto in modo da acquisire dati specifici e accurati.

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Il Direttore del BMW Motorrad Motorsport Marc Bongers afferma:

“Eugene era qui a Monaco di Baviera con noi prima dello scoppio della pandemia da Coronavirus. Stava tentando di trovare la posizione ideale in sella alla RR e mentre lo faceva abbiamo preso delle misure accurate utilizzando uno scanner 3D. In base ai dati elaborati dallo scan 3D abbiamo creato un modello di plastica formato da due metà. È stata necessaria quasi una settimana per avere tutti i dettagli al posto giusto. In questo modo alla fine abbiamo potuto utilizzare il nostro Eugene in 3D. L’utilizzo di un modello 3D come questo ci permette di lavorare con maggiore efficacia sulla nostra RR. Mentre un pilota in carne e ossa deve viaggiare per arrivare qui, la versione plastica è disponibile in qualsiasi momento per svolgere i test nella galleria del vento. Così facendo possiamo fare le nostre valutazioni e apportare aggiornamenti ancora più velocemente”.

In merito al modello di sé stesso, Laverty ha detto:

“È stato un po’ insolito restare seduto sulla moto così a lungo per farsi prendere le misure in tutti i dettagli attraverso l’utilizzo di uno scanner 3D. Il risultato finale è eccezionale, posso apportare il mio contributo per rendere la nostra RR ancora più veloce pur non essendo di persona a Monaco di Baviera. Non capita tutti i giorni di vedersi sotto forma di un modello così dettagliato. Vedere ciò che la tecnologia permette di fare è affascinante. Il Gruppo BMW è al vertice in tanti aspetti sotto questo punto di vista”.

Fonte: worldsbk.com

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