L’anello fra i paesini delle regioni sarde nordorientali: Gallura, Baronia, Montacuto e Barbagia

Dalla costa San Tedodoro, in Gallura, ci si dirige verso l’entroterra, con la statale 131. Si arriva a Budoni, in Alta Baronia, tra la boscaglia di Brunella ed il lago di Posada. Percorrendo la statale 389, si giunge ad Alà dei Sardi in Montacutu, terra di sugherete. Si avanza sino a Bitti, località dei Tenores nella Barbagia e si ritorna a S. Teodoro, passando da Siniscola, in Bassa Baronia.

Gallura: San Teodoro





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GALLURA: SAN TEODORO
È una delle più affollate mete del turismo estivo, uno di quei centri che in piena estate sono congestionati da decine di migliaia di persone e che poi, durante i restanti nove mesi dell’anno, si trasformano in villaggi fantasma. Molti sono i turisti che rimangono affascinati da queste zone, caratterizzate da spiagge bianche e acque limpide e favoleggiano di venirci ad abitare, anche se la vita da queste parti non è sempre così rosea.

È la solita storia del gatto che si morde la coda, si ripete da quando l’isola è diventata meta prediletta degli italiani: prezzi elevati, per poter vivere un intero anno con quello che si guadagna in pochi mesi. Poi tutti, o quasi, a casa, ad attendere una nuova stagione. Le cose stanno in ogni caso cambiando: i giovani si danno da fare per creare nuove attività e attirare i turisti anche in periodi di bassa stagione, si cominciano a trovare alberghi e ristoranti aperti tutto l’anno, il tutto in favore di un turismo quattro stagioni.

Da sempre assertori del “fuori stagione”, ancora una volta siamo andati alla ricerca di strade meno conosciute, quelle che collegano piccoli centri abitati poco appetiti dal flusso turistico. Una traccia di itinerario segnalato sulla carta, leggermente modificata poi sul posto su suggerimento di biker locali, poi via alla ricerca di piacevoli scoperte.

Alta Baronia




ALTA BARONIA Il mattino, colazione di buon ora e subito in sella. Il sole che si leva dal mare ci regala la prima sorpresa, offrendoci l’inconfondibile silhouette di una formazione di fenicotteri che sorvola lo stagno di San Teodoro. Tanto entusiasmante da farci trascurare il freddo pungente di una mattinata tardo autunnale. Inforchiamo quindi la statale 131 in direzione sud, percorrendola per una decina di chilometri a velocità ridotta per riscaldare a dovere il motore, abbandonandola in località Budoni e dirigendoci verso le colline dell’entroterra.

Immediatamente l’ambiente cambia aspetto, passando dagli ampi spazi della piana a ridosso del mare alla strada immersa nella fitta boscaglia di Brunella, passando poi per il piacevole tratto di saliscendi che collega Talavà al lago di Posada, dove troviamo un breve tratto di strada sterrata. Ad accompagnarci è Antonio, un milanese “trapiantato” che ama scorrazzare per il mondo e conosce benissimo i percorsi dell’isola, a cavallo della sua fidata Honda Pan European. Ci affianchiamo per non impolverarci a vicenda, e a velocità ridotta costeggiamo il lago, lambito in parte da un vasto incendio. La natura ha già però posto rimedio ai danni arrecati dalla mano dell’uomo, facendo crescere un verde strato erboso che contrasta con il nero del bosco incenerito.

Quello che ci appare dall’alto del colle sembra un tratto di strada che vive nell’immaginario del motociclista: un lunghissimo rettilineo asfaltato con tanto di segnaletica, interrotto da un paio di dossi, che si perde all’orizzonte. Attendiamo l’apparire del bagliore di un faro in lontananza, come nei film americani, ma invano perché siamo in Sardegna e non abbiamo ancora incontrato un’anima viva sul nostro cammino.

Montacutu




MONTACUTU
Proseguiamo sino ad incrociare l’importante statale 389, quella che collega Olbia a Nuoro, sulla quale troviamo un accenno di traffico solo in vista di Alà dei Sardi, località che si presenta con un bel cartello “sparato” come dicono qui e in molti paesi della Barbagia, trafitto cioè da rose di pallettoni.

Attraversato fugacemente l’abitato di Alà dei Sardi proseguiamo alla volta di Buddusò
, immersi in un paesaggio dominato da sugherete, interrotte qua e là da piccole radure erbose, frequentate da pecore e da cinghiali. Questa è una delle zone di maggior produzione di sughero, attività che dà lavoro a molte persone, visto che la raccolta è ancora completamente manuale. Per assistere all’opera del “bucadore”, lo scorticatore, bisogna attendere tra maggio e giugno quando, una volta ogni dieci anni, la pianta viene delicatamente spogliata della sua preziosa veste, che viene poi accatastata per l’essiccazione prima di essere bollita e passata alla lavorazione che darà vita a tappi, materiali isolanti e souvenir.

La strada scorre piacevolmente fino a Osidda
, dove incontriamo un gregge di pecore che non ne vuole sapere di abbandonare la sede stradale: un po’ di pazienza e di nuovo a gustarci la strada che ci regala un bel tratto fitto di curve, accompagnandoci fino a Bitti.

Barbagia





BARBAGIA
Bitti è adagiata in un vallone montuoso della Barbagia settentrionale. Conosciuta per i suoi Tenores, un gruppo di cantori in lingua sarda, trae il nome da una leggenda che narra che nella fontana del paese venne uccisa una cerbiatta (sa bitta) mentre si abbeverava.

In lontananza si intravede il mare, preceduto dall’imponente formazione rocciosa del monte Albo, una lunga cresta di una dozzina di chilometri che si attesta mediamente sui mille metri di quota, e per molti versi somigliante alla vicina isola di Tavolara. Percorriamo una dozzina di chilometri passando per Onani e Lula, e senza trovare un distributore di benzina ci ritroviamo ai piedi del Monte Albo.

Bassa Baronia





BASSA BARONIA
La spia della riserva si accende, ma tre litri di benzina sono più che sufficienti per raggiungere Siniscola. Ci tranquillizziamo, gustandoci il lunghissimo tratto che si affaccia sul vallone del rio Mannu: il susseguirsi di curve sembra non avere termine, regalandoci il piacere della guida in pieno relax, grazie anche ad un manto stradale perfetto che ci permette di osare qualcosa in più in piega anche con moto di una certa stazza come la Pan European.

Giungiamo alla cantoniera di Sant’Anna nelle prime ore del pomeriggio e decidiamo di fare rotta verso casa dato che il sole comincia a calare, perdendo lentamente il suo piacevole tepore. Scendiamo rapidamente a Siniscola per imboccare la litoranea, ripercorrendola in direzione opposta a quella della mattina, compiendo poi una breve deviazione per Ottiolu, completamente deserto, per concludere il nostro tour sulla spiaggia della Cinta di San Teodoro.

Il sole tramonta alle nostre spalle, ma il cielo, che nel frattempo si è caricato di nuvole, ha ugualmente un fascino particolare. Scrutando il cielo ci scambiamo le impressioni della giornata, fino a quando il freddo ci costringe a levare le tende.

Bloc Notes




Dove mangiare

San Teodoro (NU) Ristorante-pizzeria Temptation, tel. 0784/851090. Bella sala con vista mare e veranda dove gustare ottimi antipasti e piatti di pesce a prezzi accettabili, abbinamento non sempre facile.

Dove dormire

Buddusò (SS) Agriturismo Santa Reparata, Strada Provinciale 389, km. 33,5, tel. 079/715463, www.agriturismosantareparata.it Un agriturismo adagiato in una verde piana alle porte di Buddusò. La cucina propone prodotti del territorio e piatti tipicamente locali come maccarones e maialetto allo spiedo.

San Teodoro (NU)
Hotel Bonsai, via Golfo Aranci, tel. 0784 865061, www.hotelbonsai.com A pochi passi dalla spiaggia della Cinta, una trentina di camere tutte climatizzate e con riscaldamento per l’inverno, visto che l’albergo è aperto tutto l’anno. La piscina, la zona fitness e la palestra completano i servizi a disposizione per i clienti.

Indirizzi utili
www.santeodoroinrete.it  è il sito ideale per trovare informazioni su territorio, itinerari e case vacanza. Per un contatto diretto rivolgetevi a Sebastiana Falchi, s.falchi@santeodoroinrete.it

Moto Club San Teodoro, tel. 0784/851008, www.motoclubsanteodoro.com Contattate il club: gli attivissimi soci saranno sicuramente disponibili ad accompagnarvi nel tour, facendovi scoprire qualcosa di nuovo. Se poi sarete da quelle parti nel week-end a maggio potrete partecipare alla Motomarea, il raduno internazionale giunto ormai alla decima edizione.

Da poco attivo il Gallura Custom Cycles (www.galluracustom.com ), dedicato agli harleysti.

Laboratorio Artigianale Santa Anastasia Via Togliatti 1, Buddusò (SS) Potrete assistere alla produzione artigianale del famoso “pane carasau”, cotto ancora nel forno a legna come un tempo.

Centro Culturale Buddusò C.so Vittorio Emanuele, Buddusò (SS), tel. 079/715308. Per informazioni turistiche e visite archeologiche.

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