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L’a.d. Michelin: “crisi finita, taglio personale per restare competitivi”

Michel Rollier dice al quotidiano francese La Tribune: “La crisi è passata, ma la ripresa sarà progressiva”. La Casa francese sta attuando un piano di espansione sui mercati asiatici e sudamericani, a cui corrisponde un’azione di salvataggio delle casse in Europa: “L’utile sarà mantenuto, a condizione di dover razionalizzare le risorse umane e automatizzare i processi, così da poter ottenere costi della mano d’opera su un pneumatico tali da consentire che il prezzo resti competitivo”.

L’a.d. michelin: “crisi finita, taglio personale per restare competitivi”


Milano 15 settembre 2009 - Sulla stessa linea di quanto aveva detto il presidente di Renault, Carlos Ghosn, e di cui vi avevamo dato notizia sul sito di Automobilismo, anche l’amministratore delegato della Michelin, Michel Rollier (foto), sostiene, parlando al quotidiano francese La Tribune che “la crisi è passata, ma la ripresa sarà progressiva”. La Casa francese degli pneumatici ha in programma una campagna di espansione con investimenti mirati sui mercati dell’area asiatica (in India per i camion, in Cina per auto e moto) e del Sudamerica che Rollier spera “di essere in grado di servire, considerata la carenza di esperienze su quelle piazze”. All’espansione corrisponderà, purtroppo, anche una contemporanea razionalizzazione delle risorse in tutti gli altri stabilimenti dell’industria francese, a cominciare dal quelli cisalpini. Insomma, se da un lato si assisterà ad un lento risanamento finanziario della multinazionale, dall’altro bisognerà aspettarsi dei cambiamenti meno piacevoli, che toccheranno le teste di molte persone.

Spiega Rollier: “Abbiamo la sensazione di esserci lasciati alle spalle la crisi, ma la situazione del mercato si sta stabilizzando ad un livello che è ancora al di sotto di quello che avevamo conosciuto prima delle crisi: la nostra quota è ancora nettamente inferiore a quanto desideriamo. Stiamo soffrendo in Nord America, dove in quattro o cinque anni le Case cinesi e coreane si sono accaparrate più del 20% del mercato”. Poi arriva la nota dolente: “L’utile in Europa sarà mantenuto, a condizione di dover razionalizzare le risorse umane e automatizzare i processi, così da poter ottenere costi della mano d’opera su un pneumatico tali da consentire che il prezzo resti competitivo”. Sull’entità dei tagli dice Rollier: “Dipenderanno dalla durezza della crisi che dovremo affrontare”, se le vendite, che per ora sono riprese, ma restano basse, non torneranno ai volumi desiderati. Sottolinea l’a.d. di Michelin: “Se la crisi durerà tre anni, allora dovremo verosimilmente adattarci, ma se non durerà più di qualche mese ancora, abbiamo altri mezzi a disposizione per farle fronte, in particolar modo attraverso il lavoro a orario ridotto”.

Nel primo semestre dell’anno Michelin registrava un fatturato di 7,134 miliardi di euro, in calo del 13,4% rispetto agli 8,239 miliardi di euro del primo semestre 2008, con un margine operativo loro di 282 milioni di euro, contro i 708 dello scorso anno, e una perdita operativa di 122 milioni, che si contrappone all’utile netto di 430 milioni di euro della chiusura semestrale 2008. Michelin precisa che la consistente perdita operativa è dovuta ai costi ingenti affrontati con il piano di ristrutturazione aziendale.

Per il secondo semestre di quest’anno, dice Rollier: “L’ambiente resta molto, molto incerto”, ma allo stesso tempo fa notare l’importanza del fatto che il Gruppo abbia potuto beneficiare del ribasso dei costi delle materie prime.

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