23 February 2013

La Superbike (a sorpresa) parla ancora italiano!

Max Biaggi ha mollato il manubrio da campione, ma l’Italia della SBK (e della SS: bravo Rolfo su MV) tiene alto il tricolore. Ducati e Aprilia sembrano le moto migliori e i piloti italiano sapranno “rimpiazzare” il Corsaro

La superbike (a sorpresa) parla ancora italiano!

Facciamo il punto dopo le prime sessioni di prove ufficiali della SBK a Phillip Island in attesa delle due manche, che saranno trasmesse questa notte su Mediaset e su Eurosport. E non dimenticatevi di giocare al nostro FantaMOTOCICLISMO, che vi dà la possibilità di diventare tester per un giorno

APRILIA E DUCATI AL TOP
Doveva essere un anno difficile per l’Aprilia campione del mondo che, perso Biaggi, sembrava incapace di puntare in alto. Chi la guida (per ora) non può essere considerato un top rider al livello di Max o Checa o Melandri: nonostante questo, nei primi sei posti ci sono ben tre RSV4! Il merito è di una moto che a livello elettronico ha raggiunto livelli di assoluta eccellenza: ricordiamo che a Noale, anche per il prodotto di serie, sono tra i pochi al mondo a svilupparsi internamente software e hardware per controllo di trazione e antiwheeling.

Che dire invece di Ducati? Sulle doti di guida di Checa ci sono pochi dubbi – è un campione del mondo SBK e un esperto come Max Biaggi lo dà in lizza per il titolo -, ma sulla moto, per bocca dello stesso Carlos le scorse settimane e, più di recente, degli stessi vertici Ducati, i dubbi si sprecano. In particolare sulla poco affidabilità, problema comunque comune a tutte le neonate moto da corsa. E invece Carlos è già davanti a tutti: un fuoco di paglia? Stanotte vedremo…

ANCORA UN ROMANO
Perso Max Biaggi, il testimone sembrava passato definitivamente nelle mani di Marco Melandri, che doveva essere – pur con qualche incognita legata al suo opaco finale di stagione 2012 - la punta di diamante dell’Italia nel campionato delle derivate di serie. E invece toh chi spunta dalle retrovie dopo qualche annata molto difficile: Michel Fabrizio. Anche lui romano, anche lui su Aprilia. È presto per dire se potrà giocarsi il titolo, ma almeno questa gara sembra alla sua portata. Vale lo stesso per Marco Melandri: nonostante l’acciacco alla spalla, a Phillip Island sembra che abbia giocato a nascondersi, ma sul passo gara è già in formissima, in particolare grazie a una messa a punto che ha privilegiato il contenimento dell’usura gomme. Insomma BMW, come Aprilia e Ducati, ha lavorato sodo, mentre sembrano più indietro le giapponesi, in particolare la Honda, che ha ricevuto gli aggiornamenti elettronici soltanto ieri: non a caso le prime due CBR1000RR in griglia sono quelle di Haslam (9° tempo) e Rea (10°).  

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