22 October 2010

La storia della Vespa

All’Eicma 2010 sarà presentata la Vespa PX, riedizione dello storico modello con cambio manuale al manubrio. Ne approfittiamo per ripercorrere i principali passi della storia di questo marchio

La storia della vespa

All’Eicma 2010 vedremo tornare la Vespa PX, rimasta nel cuore di molti appassionati  ed ora pronta a tornare nei listini (ne era uscita nel 2008). Torna, quindi, il cambio manuale con comando al manubrio, tipico di questo marchio fino all’introduzione dei modelli a variatore. Approfittiamo, allora, di questa occasione per ripercorrere in sintesi la storia della Vespa, dalla sua nascita nel 1946 fino al 2005, anno del cinquantenario (non perdetevi la gallery con i modelli storici e le pubblicità dell'epoca).

 

Sono 17 milioni in totale gli esemplari di Vespa venduti nella sua storia, un modello che nel Dopoguerra ha rappresentato il mezzo con cui si spostavano le famiglie italiane: basti pensare che nel periodo dal ’46 al ’65 (anno della scomparsa di Enrico Piaggio) ne furono vendute 3.350.000, praticamente una Vespa ogni 52 abitanti.

 

Nasce nel 1946 su stimolo di Enrico Piaggio e grazie all’intuito di Corradino D’Ascanio con l’obiettivo di diventare un prodotto a basso costo e di largo consumo. Il primo prototipo (con sigla MP 5 ma presto ribattezzato “Paperino”) ma non trovò il favore di Enrico Piaggio. Perciò venne rivisto questo progetto cercando di realizzare un mezzo che risolvesse alcuni difetti che, secondo D’Ascanio, le moto avevano: erano scomode ed ingombranti, ci si sporcava le mani sulla catena e le ruote erano di difficile sostituzione in caso di foratura. Il 23 aprile 1946 la Piaggio deposita il primo brevetto per “motocicletta a complesso razionale di organi ed elementi con telaio combinato con parafanghi e cofano ricoprenti tutta la parte meccanica”.

 

La prima Vespa, la 98cc, viene così posta in vendita in due allestimenti “normale” e “lusso” a partire da 55.000 Lire (61.000 la versione più curata). A questo, fecero seguito ben 148 modelli diversi (fino al 2009), ai quali sono state apportate oltre 20.000 modifiche e sostituiti 1.500 particolari. Nel 1948 arrivò la versione da 125 cc, rivista in modo importante nel 1953 con 5 CV di potenza ed una velocità massima raggiungbile di 75 km/h. Nello stesso anno, appare per la prima volta in Italia il faro montato in alto sul manubrio. Nel 1955 arriva quello che gli esperti definiscono il modello “più apprezzato, stimato e ricordato”: la 150 GS sulla quale viene introdotto il cambio a 4 marce e la velocità massima cresce fino a 100 km/h. Nel 1962 la cilindrata cresce fino a 160 cc mentre nel ’63 arriva una delle più belle Vespa mai realizzate: la 150 GL che disponeva di 8,2 CV. Finalmente, nel 1964 nasce la Vespa 50, l’ultimo progetto firmato da Corradino D’Ascanio. Nel 1965, la 180 SS (Super Sport), che raggiunge i 105 km/h, sostituisce le 150 e 160 cc e introduce un nuovo scudo, più aerodinamico. La “nuova” 125 arriva nell’anno successivo mentre nel ’66 con la Super Sprint 90 introduce il bauletto posto fra la sella e lo sterzo. Bisogna attendere fino al 1968 per il debutto della Vespa 125 Primavera che, insieme alla successiva PX, rappresenta il modello più longevo del marchio. Nello stesso anno, arriva la 180 Rally con un motore inedito. La prima con avviamento elettrico nasce nel 1970 quando vede la luce la 50 Elestart con un’estetica completamente rivista rispetto alla “Special”. Segue a gran velocità (116 km/h) la 200 Rally nel 1972 e poi la 125 Primavera ET3 nel 1976: la sigla significa “elettronica 3 travasi”. Nel 1978 arriva la PX che sostituisce definitivamente la Primavera nel 1983. L’anno successivo arriva anche la versione automatica, embrione (seppur tecnologicamente distante) di ciò che sarà il destino dei modelli del marchio.

 

Del tutto eccezionale e unica nel mondo delle “due ruote” è la storia di Vespa PX (125, 150 e 200cc), il singolo modello di maggior successo nell’intera storia di Vespa: nata nel 1977, ha superato la cifra di tre milioni di unità prodotte e vendute.

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