La prima moto Nigeriana si chiama M1 (Valentino Rossi non c’entra)

L’Africa sembra la nuova frontiera della motocicletta: ovviamente, quella più popolare ed economica. In Kenya e in Nigeria due nuove fabbriche, una di Honda e l’altra supportata interamente dal governo locale.

La prima moto nigeriana si chiama m1 (valentino rossi non c’entra)

Le aziende motociclistiche guardano sempre più ad Est per vendere, dopo che il ricco mercato europeo è in drammatica crisi: milioni di pezzi in Cina e in Indonesia, senza considerare l’India che si sta dimostrando ben ricettiva e non solo per i mezzi più “popolari”. Ma qualcuno sta cercando di gettare uno sguardo anche al centro del Mondo. Un centro che è quello dell’Africa più nera. Così le aziende cinesi hanno capito in fretta che in questo fertile continente occorre soddisfare un bisogno di mobilità a bassissimo prezzo e inondano l’Africa. Anche Honda è della partita: il più grande costruttore mondiale (per il 2013 si parla di 15 milioni e più di pezzi) apre la sua seconda fabbrica in centro Africa. Lo fa in Kenya, a Nairobi (ne abbiamo già accennato qui), e inizialmente la produzione sarà di 25.000 moto all’anno con 60 addetti al montaggio: comincerà a diventare operativa dal prossimo mese di settembre. L’impianto di Nairobi si aggiunge a quello che già Honda ha in Nigeria ed insieme sforneranno 175.000 pezzi ogni anno.

 

LA PRIMA NIGERIANA HA FACCIA DA HONDA E NOME DA YAMAHA

Ma in questo Paese nasce ora la M1, la prima moto totalmente prodotta in Nigeria e senza aiuti tecnologici che arrivano dall’Est. Più che una moto è, in realtà, uno scooter di 80 cc, un ruote alte con telaio monotrave e motore 4T, molto simile all’arcinoto Honda Cub costruito in oltre 60 milioni di pezzi. Viene realizzato dalla Naseni, che significa National Agency for Science and Engineering Infrastructure, un’azienda che ha lo scopo di far emergere il potenziale tecnico di questo Paese. L’M1 nasce con i fondi del governo nigeriano ed è costruita per l’85% con componentistica locale; e potrebbe davvero migliorare l’economia di questo Stato. A dare una enorme spinta alle vendite e alla produzione di questa lenta ma risparmiosa M1, anche la possibilità richiesta dalla Naseni di chiudere le frontiere alle moto che arrivano dall’estero: Muhammad Sani Haruna, il vicepresidente esecutivo di questa azienda chiede che il governo decreti un embargo per tutti i mezzi non prodotti in Nigeria: “Questo intervento – auspica il vicepresidente che nella foto vediamo seduto sulla M1- aiuterà l’economia e i trasporti. Pensate quanti posti di lavoro creerà. Ci sono 20 milioni di potenziali nuovi motociclisti (oltre 160 milioni di persone abitano la Nigeria ndr) che aspettano di muoversi”. 

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