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La moto buona 3

La moto intelligente, la moto buona, il mezzo di trasporto più furbo che ci sia… Sì, certo. Ma la moto deve essere divertente. Punto. Può esserlo perché ha un mare di CV, oppure può diventarlo perché la guidiamo in… quel certo modo (e allora i CV contano sempre ma un po' meno...)

La moto buona 3

Ci sono argomenti sui quali non si finisce più di litigare. 2 o 4 cilindri. Scooter o moto. Moto buona o moto cattiva. A me la moto buona NON piace, se non ha almeno 200 CV non la considero nemmeno della categoria. Mettetevi il cuore in pace ed evitate i vostri garbati ragionamenti, la moto non è ragione 

Si dice: “io preferisco la carta perché così le cose mi restano, sul web le notizie le vedi un giorno, dopo 5 minuti sono andate chissàddove”. È vero, spariscono dalla home, ma è anche vero che restano registrate - direi - per sempre, basta saperle trovare. L’altro giorno un nostro lettore tira fuori, su Facebook, il mio pezzo che si chiama “La moto buona 2”. L’avevo quasi dimenticato.

 

HO FATTO APPOSTA

L’articolo parte con lodi condivisibili sulle moto intelligenti, argomenti che poi nego completamente alla fine della pagina. Ammetto due cose. Una: l’età si sente, perché mentre leggevo la parte iniziale dove tessevo lodi sperticate alle moto intelligenti mi dicevo - ma sono rincoglionito? Avevo scordato come andava a finire. Due: le argomentazioni iniziali in effetti sono condivisibili perché vere, alcune storie le ho proprio vissute e quindi si capisce che sono reali. Ve ne racconto una.

 

RINCRETINITI SULLE CBR125

A una presentazione Honda ci hanno portato, come moto di contorno, le appena nate CBR125. Per noi erano dei motorini, sia per le prestazioni, sia per le dimensioni, più adatte ai Paesi del Far East che al nostro. Insomma succede che per la prova dobbiamo percorrere una quindicina di chilometri su strada, e questa strada era una velocissima quattro corsie interrotta ogni tot chilometri da grandi rotonde. Siccome eravamo un buon gruppo di giornalisti/motociclisti, non potevamo certo andare a destinazione normalmente, ma è stato necessario dare il via alla gara. Allora ci siamo messi tutti in carena e abbiamo scatenato tutti i tremendi 13 CV delle rombanti CBR su quei rettilinei, con relativo gioco di scie. Potete anche immaginare cosa succedeva in vista della rotonde: stacco io, no prima tu, stacco io, no prima tu... Insomma, per farla breve: ci siamo divertiti come delle scimmie, tornando bambini, ed erano solo 13 CV. Una nota: se avessimo girato al Mugello, avremmo rischiato molto molto meno, ma questo è un effetto collaterale.  

 

NON È “QUASI IMPOSSIBILE”, È PROPRIO IMPOSSIBILE. 

Tra le tante risposte (in genere critiche) al mio precedente pezzo sulle moto buone c’è questa: “io ritengo che avere 200 CV vada bene ma non va bene sfogarli su strada. È stupido e inutile, oltre che quasi impossibile”. Su strada non solo è impossibile sfruttare 200 CV, ma è impossibile sfruttarne anche la metà. Lo capisci dopo che hai fatto qualche giornata in pista. A me è successo: prima di andare a girare in circuito prendevo la mia bella sportivona e andavo per le strade di montagna a fare qualche piega; poi, una volta che hai capito fin dove riesci ad arrivare in pista con le moto di oggi, scopri che ciò che puoi fare su strada è un misero 50% del potenziale della moto, e per di più con rischi moto più alti. A quel punto guidare una sportiva su strada ti fa solo venire il nervoso.   

 

CON 200 CV DOVE VAI?

Resta il fatto però che la potenza non è mai abbastanza, tanto che il mio sogno è una naked con 200 CV alla ruota e pochi aggeggi elettronici. Non che mi senta in grado di dominarli - è esattamente il contrario, sarebbero i 200 CV a strapazzare me - ma il solo piacere di sentirli tutti in una volta che ti lanciano nello spazio, è un’esperienza che dovrebbe fare ogni motociclista. La prima volta che ho provato una sensazione simile è stato al lancio della Suzuki Hayabusa. Che motore eccitante! Sempre calci nel sedere a tutti i regimi, in tutte le marce. A 200 km/h (a Nardò) spalanchi e ti arriva una pacca nel culo che manco ti avesse tamponato una Porsche.

 

LE ALTRE CRITICHE

Ho detto che le moto intelligenti le butteri giù dal burrone; mi è stato risposto “detto da uno che scrivendo di moto ci campa, mi pare sputare nel piatto in cui si mangi”. Calma, calma, non scaldatevi, ovvio, è una provocazione. Allora lo dico in modo più consono: la moto intelligente non mi aggrada, perché la moto deve essere emozione, se quando apro il gas sento un frrrrr e una spintina moscia moscia, beh, allora quello per me è un mezzo di trasporto, una moto è un’altra cosa. Poi, sputo nel piatto dove mangio… Decidetevi: se diciamo le cose in modo equilibrato siamo i soliti giornalisti prezzolati, se diciamo chiaramente la nostra opinione, non va bene lo stesso.  

Io sono duro di testa e ci riprovo con la mia personale opinione: a me le moto intelligenti fanno... 

Sarà poi vero? Mai fidarsi di un giornalista (nemmeno io mi fido di me).

 

P.S.: ci sono le moto buone usate da moto buone, e poi le buone usate in modo scriteriato. In questo video un esempio con la Suzuki V-Strom 650…

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