La mobilità urbana è la grande opportunità per le Case di rilanciarsi

Il traffico nei centri abitati è il problema del futuro, ma anche una grande occasione per proporre veicoli e servizi davvero alternativi. Il nostro sondaggio rivela che i motociclisti sono molto sensibili all’argomento e sono aperti – perfino entusiasti - anche a soluzioni non proprio “motociclistiche”

La mobilità urbana è la grande opportunità per le case di rilanciarsi

Dal 1900 la popolazione si concentra sempre più nelle grandi città. Si calcola che ogni anno le metropoli di tutto il mondo accolgano circa 60 milioni di abitanti in più. La mobilità urbana, dunque, diventa il problema da risolvere nei prossimi decenni. Ecco quindi una straordinaria opportunità di business per le Case motociclistiche: quale sarà il veicolo su cui investire? E cosa serve per semplificarci la vita nei centri urbani? Per scoprirlo, l’abbiamo chiesto a voi.

 

L’ELETTRONICA (FORSE) HA CAMBIATO LA PERCEZIONE DEL PERICOLO

Manco a dirlo, anche questa volta i nostri votanti ci hanno fornito dati imprevedibili. Uno su tutti, lo scarso senso di pericolo che trasmettono la riga di mezzeria e le strisce pedonali. Ebbene, solo una persona su 10 ritiene che lo scarso grip offerto dalla segnaletica orizzontale, in particolare d’inverno o quando piove, costituisca davvero un rischio per il conducente. Il motivo di tanta fiducia potrebbe essere la grandissima evoluzione e diffusione dei sistemi elettronici di controllo di trazione e ABS. Dieci anni fa le risposte a questo sondaggio con ogni probabilità sarebbero state diverse. Tant’è vero che là dove l’elettronica può far poco (per esempio rotaie e buche), il 51% dei motociclisti segnala un importante pericolo.

 

VOGLIAMO LIBERTÀ (E GRATUITÀ) DI MOVIMENTO

Ma la mobilità urbana va affrontata non solo coi veicoli ma anche coi servizi. E la richiesta che arriva a gran voce dai motociclisti è quella di avere accesso gratuito a tutte le corsie preferenziali e alle aree a traffico limitato (59%). I nostri 509 votanti mostrano un grande desiderio anche di un maggior numero di parcheggi dedicati alle due ruote (36%), benché a moto e scooter, in alcune città italiane e in determinate condizioni, sia già consentito parcheggiare dove è permessa la sosta alle auto. Invece la creazione di corsie preferenziali per superare le file di auto in prossimità del semaforo (15%), come già avviene in alcune metropoli europee, in Italia sembra non entusiasmare troppo.

 

3 PERSONE SU 4 VOGLIONO VEICOLI CHE (PER ORA) NON ESISTONO

Che cosa incontreremo, quindi, nelle nostre città tra 10 anni? Secondo il 75% dei nostri lettori è in atto una vera e propria rivoluzione: frotte di veicoli elettrici o a scoppio da 25 km/h (i cosiddetti moped) che si possono guidare senza casco (45%) si incroceranno con nugoli di scooter a tre o quattro ruote ibridi e col tetto (31%), che hanno il vantaggio della maggiore velocità di spostamento ma comunque l’obbligo del casco. A patto che qualcuno non si inventi un BMW C1 di successo…

E i servizi del futuro? Il 25% dei motociclisti ne chiede due: le colonnine per la ricarica degli scooter elettrici e una innovativa formula di noleggio sullo stile dello sharing, vale a dire la condivisione di un veicolo da parte di più persone.

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