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15 January 2009

La crisi economica e le scuderie private raccontate da Poncharal, presidente IRTA e titolare Yamaha Tech 3

Herve Poncharal, presidente della IRTA (l’Associazione dei team) e titolare della scuderia Yamaha Tech 3, racconta come sono e come cambieranno le corse dopo la crisi. “Gli sponsor sono fuggiti. La monogomma è il primo taglio dei costi, poi bisogna risparmiare sui test e abbassare le spese di noleggio fissate dal Costruttore per i privati. La SBK: una minaccia”.

La crisi economica e le scuderie private raccontate da poncharal, presidente irta e titolare yamaha tech 3


Milano 15 gennaio 2008LA GOMMA È UGUALE PER TUTTI Hervé Poncharal ha rilasciato un’intervista alla testata francese “Moto-net”. Poncharal è il presidente della International Racing Team Association (l’Associazione dei Team) ed è titolare della scuderia privata di MotoGP Yamaha Tech 3, per cui corrono Colin Edwards e James Toseland. Poncharal è un convinto sostenitore della monogomma, perché secondo le sue idee contribuirà ad appianare le differenze tecniche fra le squadre del Motomondiale, ma, soprattutto sarà la prima misura già adottata per ridurre i costi, che negli ultimi sono diventati insostenibili. Spiega il francese: “La questione gomme è stata il vero tuono del campionato 2008. Quando nel 2007 Valentino Rossi, la cui vittoria, forse, senza Bridgestone non sarebbe stata così scontata, annunciò la sua volontà di abbandonare le Michelin, la Casa francese minacciò di fargli guerra nella stagione successiva. Invece, poi, le cose andarono diversamente. Infatti Michelin, dopo anni di successi, quando si rese evidente il declino delle sue coperture in MotoGP durante la stagione dell’anno scorso, non reagì, anzi, si tirò indietro e non fece più alcuno sviluppo, probabilmente perché aveva già valutato che non le conveniva dal punto di vista economico. Capisco benissimo costruttori e team che avevano speso un sacco di soldi e che si sono trovati appesi ad un filo per il solo parametro degli pneumatici”.

PARAMETRO IMPORTANTE
Ha aggiunto Poncharal: “Se i campionati più importanti del mondo (F1, SBK e WRC) sono passati al fornitore unico il motivo non è certo casuale: noi, per esempio, ci siamo trovati a dover scegliere tra pneumatici che davano due secondi di scarto tra il pilota più forte e quello meno forte e coperture che non tiravano la metà della corsa. La gomma in MotoGP è diventata un parametro più importante di quanto non siano i piloti o le moto, perché se si sbaglia ci si può ritrovare indietro senza nemmeno aver lottato”.

MENO CARE
Il presidente della IRTA ritiene che il regolamento della monogomma sia una trovata intelligente anche da un punto di vista economico, perché: “prima alcune squadre organizzavano anche tre o quattro sessioni di prove che ora non sono più ammesse”

NUOVE PROVE
Continua Poncharal: “Inoltre, oggi, siamo arrivati a fare quasi il 95% dei test concentrandoci sulle gomme più che, perché abbiamo capito che, lavorando con piccole modifiche su ciclistica e motore, il vantaggio al cronometro poteva essere dell’ordine di mezzo secondo, quando le coperture potevano creare differenze di oltre un secondo e mezzo”.

RISPARMIO
Herve spiega anche come si comporterà secondo lui il fornitore giapponese: “Certamente, in questi tempi di crisi, rallenterà enormemente lo sviluppo degli pneumatici perché siamo in un’epoca in cui le industrie si battono con le mani e con i denti”

CRISI, REGOLE E SQUADRE
“La crisi ha coinvolto tutti gli attori del campionato – racconta Poncharal – per questo l’organizzatore – la Dorna n.d.r. – ha indetto una riunione, la settimana scorsa con i cinque Costruttori del Motomondiale, per cominciare a valutare le misure da adottare contro la crisi. Durante l’incontro è stato ufficializzato il ritiro della Kawasaki, la fuga di alcuni sponsor, ma più che altro le preoccupazioni legate all’aumento dei costi dello sviluppo e della manutenzione delle MotoGP. Contrariamente a quanto si legge su molti media, però, i regolamenti per il 2009 non cambieranno radicalmente, perché, ormai, le moto sono quasi pronte e competitive ed i vari contratti sono già firmati. Invece era necessario mettere delle idee sul tavolo affinché siano prese delle misure valide dal 2010. Per esempio, in una scuderia privata, gran parte dei costi sono generati dal noleggio delle moto dal Costruttore, costosissimo, e dal pagamento dei piloti. Per quanto mi riguarda entrambi i contratti dovrebbero subire un taglio netto, perché non ci stiamo più. Tutto il resto, invece, è incomprimibile: i salari dei dipendenti del team, le spese logistiche, ecc. ecc”. Insomma il manager francese pensa che potrebbero essere valide soluzioni simili a quelle adottate dalla Formula 1.

CONTROCORRENTE
Poncharal spiega che, al contrario di quanto sosteneva Fausto Gresini e a prescindere dal fatto che i Costruttori sono totalmente contrari, i piloti non potrebbero correre con una sola moto, eliminando il muletto, per due ragioni: “prima di tutto perché avere a disposizione una moto sola vorrebbe, in realtà, dire averne due, delle quali una resterebbe completamente smontata, per fornire i pezzi di ricambio in caso il pilota rompesse qualcosa, per guasti o cadute, e quindi la convenienza sarebbe davvero minima. In secondo luogo perché i costi, anziché rimanere contenuti, lieviterebbero, considerando che la 800 percorrerebbe il doppio dei chilometri e quindi l’usura delle componenti sarebbe maggiore, con conseguenti costi di manutenzione più elevati”.

ELETTRONICA
Il titolare della Tech 3 è concorde con quanto ha detto ieri Claudio Domenicali, alla presentazione del team Ducati MotoGP. Secondo il francese: “I tagli dei costi non si faranno certo frenando lo sviluppo dell’elettronica e nemmeno riducendola, perché è fondamentale per la sicurezza dei piloti, perché previene gli high-side e le uscite di pista, che fino a quando non è stata introdotta erano numerose e compromettevano di molto lo spettacolo. Anche Valentino Rossi, che, in apparenza, sembrerebbe favorevole alla riduzione dell’elettronica, poi, in privato, è di tutt’altra opinione. Lui lo fa solo perché si diverte a provocare la stampa”.

SPETTACOLO: SBK VS MOTOGP
Poncharal dice che bisogna stare attenti a mantenere confini ben delineati tra la Superbike e la MotoGP, perché per colpa della crisi gli sponsor si stanno spostando più verso il campionato delle derivate di serie che è a buon mercato. Dice il manager: “La copertura mediatica della SBK sta aumentando, perché gli spettatori assistono a battaglie serrate ed emozionanti e lo spettacolo di quella categoria sta diventando più avvincente di quello della MotoGP. Tra l’altro, oggi diventa sempre più difficile distinguere tra un prototipo della MotoGP ed una Superbike. Prendete, per esempio, la R1 che aveva l’anno scorso Haga e confrontatela con la M1 di Valentino Rossi. Anche per un grande esperto diventa sempre più difficile fare la differenza. Figuriamoci per un semplice appassionato”. Poi Poncharal attacca la Federazione Internazionale Motociclistica: “Noi dobbiamo farci sentire per difendere la nostra categoria di prototipi ed il nostro campionato dalla Superbike. La FIM è troppo indulgente verso la mancanza di rispetto dei regolamenti che impongono alle derivate di serie di restare quanto più vicine possibile alla moto di produzione”.

TEMPI DURI
“Il team Tech 3 è il primo ad aver risentito della crisi economica – dice onestamente Poncharal – Wudy, che era il più importante sponsor, se n’è andata. Ora sono convinto al 99% che se ne andrà anche Kerself, secondo finanziatore per importanza economica. Gli altri, invece, come Polini, Antoniolupi e Motul, se rimarranno, ridurranno notevolmente le cifre che investono su di noi”.
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