10 January 2011

La Befana su due ruote: ecco come è andata la 15esima edizione

Abbiamo seguito La Befana su due ruote, organizzata di Moto Club di Origgio (Varese), Saronno (Varese) e Turate (Como), in collaborazione con l’Ural Sidecar Club. Emozioni a non finire e grandi momenti di solidarietà.

La befana su due ruote: ecco come è andata la 15esima edizione

Origgio (VARESE) - Oltre un centinaio di moto, con il rombo dei loro motori, hanno dato la sveglia, puntuali alle dieci del mattino di giovedì 6 gennaio, ai bambini del reparto di pediatria dell’ospedale di Saronno. È iniziata così la Befana su due ruote, un evento benefico organizzato dai Moto Club di Origgio (Varese), Saronno (Varese) e Turate (Como), in collaborazione con l’Ural Sidecar Club, che hanno contribuito a portare un po’ di felicità per quattro giorni a bambini e anziani dei territori del Comasco e del Basso Varesotto. Era la 15esima edizione e si è svolta, come è accaduto con le precedenti, raccogliendo il consenso di tutti i partecipanti, grazie anche ad un numero di motociclisti aderenti sempre in crescita ogni anno. La prima edizione risale al 1996. Fu voluta e ideata dalla signora Rita Ciceri, che ci ha raccontato: “Per tanti anni avevo partecipato alla Befana su due ruote, che si teneva a Milano. Ma non la sentivo come la volevo io: solidale nel senso stretto della parola. Volevo organizzarne una sui nostri territori, che coinvolgesse tutti i motociclisti della zona e che potesse regalare un sorriso, un giorno speciale alle persone di cui, spesso, ci occupiamo durante tutto l’anno, ma ci dimentichiamo nei giorni di festa. Affinché anche loro potessero vivere un momento speciale in quel giorno che, soprattutto gli anziani aspettano tutto l’anno. Babbo Natale, infatti, è un personaggio molto più recente, mentre le persone più avanti con gli anni, nei ricordi d’infanzia hanno insita la ‘vecchietta che vien di notte’. Con questa idea siamo partiti e nel 1996 ci siamo organizzati, con poco, per fare la prima Befana - che interpreta sempre lei n.d.r. – qui nelle nostre zone”. Territori in cui l’evento ha preso piede, ma da cui si è esteso, perché i motociclisti che per cinque giorni, da mercoledì 5 a domenica 9 gennaio, hanno “scortato” la signora Rita, la Befana, non si sono limitati a rimanere nelle loro zone, ma si sono spinti prima, venerdì 7, fino a Milano, dove hanno incontrato e ricoperto di regali, i bambini dell’Ospedale Buzzi, poi, giovedì 8, sono arrivati addirittura ad Ivrea, dove ha sede l’associazione Angeli Distratti, che, presieduta da Luca Turolla, si prende cura dei bambini diversamente abili. Come ha tenuto a specificare la signora Ciceri il nome “Angeli Distratti nasce dal fatto che il giorno i cui sono nati i ragazzi tanto sensibili ed intelligenti, come quelli di cui si occupa l’associazione, il loro angelo custode non poteva che essere distratto”. Insomma da quel 1996 in cui tutto iniziò con pochi uomini e la Befana Ciceri in sella ad una Moto Guzzi Galletto, i motociclisti del Moto Club di Origgio e delle altre associazioni che si sono aggiunte nel tempo di strada ne hanno fatta.

Nei quattro giorni principali in cui si è tenuta la Befana Su due ruote sono stati visitati giovedì 6 gennaio il reparto di pediatria dell’Ospedale di Saronno, la Casa di riposo Papa Giovanni XXIII di Turate, la Casa di riposo San Giorgio di Origgio, un bambino disabile nel suo domicilio di Solaro, i bambini della Corte Fabbrica di Origgio e in fin di giornata la colonna si è diretta in piazza a Saronno per regalare dolciumi a tutti i bambini; venerdì 7 è stata la volta della “Nostra Famiglia” di Vedano Olona, poi il gruppo ha raggiunto l’ospedale Buzzi di Milano; sabato 8 gennaio prima i motociclisti hanno fatto visita al Cottolegno, casa di riposo che ospita suore e anziani a Cerro Maggiore, poi è stata la volta dell’associazione Angeli Distratti, ad Ivrea; infine, domenica 9 gennaio, nonostante la pioggia, le moto non si sono fermate (come del resto cantava il volantino della manifestazione su cui era scritto a grandi lettere “si svolgerà con qualsiasi condizione atmosferica”) e sono tornate nuovamente a Saronno per recarsi nell’ordine alla “Pronta Accoglienza”, una casa per ragazze madri, poi alla Casa di riposo Villa del Parco (a Cesate), infine alla Casa di riposo Villa Gianetti.

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