10 nuovi modelli Kymco nei prossimi 3 anni

Durante la presentazione alla stampa del progetto iONEX abbiamo intervistato Luca Paletti, Responsabile Comunicazione di Kymco Italia. Le risposte alle nostre domande e alle curiosità di mercato che riguardano la mobilità elettrica
1/25 Il pacco batterie del nuovo Kymco iONEX è removibile
Quando è partito il progetto iONEX?
“Kymco studia i veicoli elettrici da 20 anni. In base alle tecnologie esistenti e al nostro know how, il progetto ha potuto accelerare fino a questa presentazione. Cercavamo di proporre un veicolo elettrico sfruttabile al 100% e oggi abbiamo questa opportunità. Con iONEX Kymco ha trovato il modo di eliminare quella che possiamo definire “ansia da range”, ovvero garantire il massimo dell’autonomia permettendo di caricare il veicolo in movimento”.

Che vita hanno le batterie?
“Queste batterie hanno una durata temporale di circa 4 anni, che corrispondono pressappoco a 2.000 cicli di ricarica”.

Una volta finita la vita delle batterie?
“Finito il ciclo di vita di una unità penseremo noi a fornire agli utenti il ricambio. In questo senso ci impegniamo a cambiare le batterie a un costo limitato e di fornirne di migliori rispetto a quelle precedenti, dato che la tecnologia migliora sempre più. Per noi, come per chiunque produca veicoli elettrici, l’obsolescenza è un problema da affrontare per garantire al prodotto di essere sempre valido e ben funzionante”.

Come si organizza Kymco per smaltire le batterie vecchie?
“Kymco ha contatti con il governo taiwanese e le realtà ecologiche per garantire il corretto smaltimento delle batterie”.

E in Italia?
“Anche il governo italiano, insieme a quello degli altri Paesi europei, sta lavorando per armonizzare l’utilizzo delle batterie. Rientrerà in un programma europeo la regolamentazione relativa allo smaltimento, a cui tutti dovranno adeguarsi”.
1/13 La strumentazione del nuovo Kymco ManyEV ; in alto a destra è presente il livello residuo della carica della batteria
In quali paesi iONEX pensi possa andare per la maggiore?
“È un prodotto studiato inizialmente per il Taiwan, dove c’è un mercato di 1 milione di scooter all’anno”.

In oriente sono più pronti rispetto agli europei nel recepire la mobilità elettrica?
“Sì, a Taiwan è addirittura il governo a imporre l’elettrificazione. Sono almeno dieci anni avanti rispetto a noi, tanto che quando noi avevamo i motori endotermici Euro 0 loro erano già al corrispettivo della normativa Euro 3”.

Il mercato italiano è importante per Kymco?
“Molto. Il mercato italiano è grosso e nelle città lo scooter è fra i mezzi di mobilità più comuni. Dopo il mercato Taiwanese, Kymco penserà a motorizzare con il sistema iONEX gli scooter destinati al mercato europeo”.

Per quanto riguarda la tecnologia iONEX, l’italia ha collaborato alle fasi di sviluppo?
“No, in questo caso no. È tutto pensato e fatto in Asia, dove Kymco ha il core business”.

Neanche per quanto riguarda il design? Il ManyEV ricorda molto la Vespa...
“No, neanche dal punto di vista del design. Dovete contare che lo stile classico ha una lunga tradizione in Asia. In Giappone e a Taiwan il classic retrò è ispirato alla tradizione e alla filosofia orientale, non ha a che fare con le mode italiane”.

Si arriverà alla ricarica wireless?
“Bella domanda, sicuramente ogni tecnologia esistente verrà mutuata e utilizzata. Kymco prenderà il meglio dal mercato per utilizzarlo sui propri prodotti”.

Chi produce batterie e motori iONEX?
“Non so. Di solito i prodotti sono Panasonic”.

Quando vedremo il primo iONEX in Italia?
“Forse a Eicma. Occorre avere il tempo di studiare un prodotto ad hoc, con linee più europee. Questo scooter, il ManyEV, è studiato solo per il mercato orientale e verrebbe rifiutato da noi: forcella, cerchi e altri componenti non sono all’altezza delle aspettative europee. Diciamo può fungere da base per futuri sviluppi”.

L'Italia è pronta a recepire la filosofia iONEX?
“Secondo noi sì. Si tratta di un primo approccio, ma uno scooter che offre questa autonomia potrebbe essere interessante”.

Annunciate 10 modelli nei prossimi 3 anni. Cosa vedremo in futuro?
“Probabilmente verranno presentati alcuni modelli già esistenti, ma equipaggiati con motore elettrico”.

E l’AK 550?
“È più complicato, adesso ci concentriamo su modelli più piccoli e semplici”.

Piazzerete colonnine iONEX in Italia?
“Oggi, distribuire i sistemi di ricarica in Italia, è davvero difficile, per questioni sia di sicurezza sia di normativa. La soluzione più conveniente è quella di ricaricare a casa la propria batteria. Se poi arriva l’accordo con un partner energetico per la distribuzione delle colonnine, ben venga”
Luca Paletti, Responsabile Comunicazione Kymco Italia

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