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KTM RC 390: ma quanto ce la siamo goduta in pista!

Seconda parte del test con la “sportiva per tutti” di Mattighofen. Dopo il primo assaggio su strada, è il momento di portare la monocilindrica arancione in circuito. Il nostro inviato a Modena si è decisamente divertito

Ktm rc 390: ma quanto ce la siamo goduta in pista!

Fabio Meloni ci aveva lasciato in sospeso una cosetta: il test in pista della KTM RC 390. Ha infatti partecipato alla presentazione della nuova carenata monocilindrica arancione derivata dalla Duke 390 ma ce ne aveva parlato solo riguardo all’uso stradale (cliccate qui). Ci aveva dato poi appuntamento per la prova in pista sul circuito di Modena, ricordandoci che conosceva già l’argomento avendo guidato la versione Trofeo. Sul web, questa moto by Mattighofen genera grandi discussioni: in genere piace, anche come filosofia, i ragazzi sono attratti dalle sue linee inconfondibilmente KTM e incuriositi da questo modo un po’ inusuale di pensare le moto sportive. I soliti “sotuttoio”, invece, contestano il fatto che sia poco sportiva e fatta un po’ al risparmio come dotazioni (ovviamente senza averla provata), abbandonandosi alle solite disquisizioni sulle moto dal look racing ma non veramente cattive. Per dirimere la questione c’è un solo modo: salire in sella e dare gas. In pista. È quello che ha fatto Meloni ed ecco le sue impressioni.

 

44 BASTANO

E la pista? E la pista? So che l'avete detto...  Bene, sono qui tutto sudato, appena sceso dopo due turni tiratissimi uso Moto3 a Brno. Scambio occhiate con gli uomini KTM, che come sempre sono intutati  e girano con noi, e ci sorridiamo mimando con le mani sorpassi poco leciti e insultandoci in inglese. Questo dovrebbe rispondere alle vostre domande. È divertente? ... Bastano 44 CV? ... Si guida bene? ...

Certo, ragazzi. Confermo che la potenza dell'impianto frenante anteriore è migliorabile, e ad elevati angoli di piega l'appoggio garantito dal posteriore è un po' vago - la gomma da 150 calza su un cerchio un po' troppo stretto, col profilo che perde qualcosa della sua curvatura naturale. Ma confermo anche che non ci si pensa. Ce n'è abbastanza per dimenticarsi di tutto ciò che non è accelerare il prima possibile e frenare quando non c'è più spazio. Si entra forte in curva - molto buono l'avantreno - si vola nei cambi di direzione, si piega fino a grattare la pedane. E si viaggia a un buon ritmo. Sul breve rettilineo mi sembra di aver superato i 160 km/h, con la moto che accelerava ancora convinta.

Bella.

  • Prezzo: 6.000 euro c.i.m
  • Disponibilità: da fine settembre

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