KTM LC8 950 Adventure S

Dakar, arrivo!

Com'è fatta


E’ imponente, alta, si tocca terra in punta di piedi. E’ nata per i raid africani e dà uno scossone al segmento delle enduro bicilindriche, fermo da anni alla Honda Africa Twin 750. Dopo la versione standard, più adatta all’uso stradale perché più bassa da terra, ecco la S, pronta per l’offroad più duro.

Arancione, come devono essere le KTM “arrabbiate”. Alta da terra, per superare gli ostacoli più duri. Con le ruote da 21” all’anteriore e 18” al posteriore, per montare gomme tassellate “serie”. Il telaio è rigido, le sospensioni WP hanno lunga escursione (260 mm) e sono completamente regolabili. Il motore è splendido per potenza ed erogazione e guidarla in piedi sulle pedane viene spontaneo appena messe le ruote fuori dall’asfalto.
Difetti? E’ veramente alta da terra (sella a 920 mm) e l’angolo di sterzo è migliorabile.
La posizione di guida è racing, si sente l’altezza da terra ma la triangolazione manubrio-sella-pedane facilita il passaggio da seduti alla guida in piedi.
Il bel manubrio Renthal a sezione variabile è dritto e vicino ed in termini di comfort diciamo che la sella non è fatta per macinare tappe autostradali da 1000 km in un giorno, piuttosto per facilitare i movimenti longitudinali in fuoristrada.
Il serbatoio (22 litri) è largo ma nel punto di appoggio delle ginocchia si stringe abbastanza da poterlo cingere con naturalezza.
Telaio e sospensioni offrono sostegno e comunicano sicurezza, così si entra in curva decisi, nonostante la parte anteriore molto alta non permetta di vedere direttamente davanti alla ruota.
Insomma, il tipico sottobosco italiano non è il suo terreno ideale, certamente meglio è sfruttare terza e quarta marcia su sterratoni tipo “rally di Sardegna”. In simili contesti ci si ritrova in piedi, gas “in mano” e sguardo all’orizzonte, con la ruota posteriore che derapa per chiudere le curve.
Superato il “blocco psicologico” che deriva dalle dimensioni abbondanti, la guida in controsterzo non è più un tabù: corpo proteso verso il manubrio, peso sulla pedana esterna (in accelerazione) e gran goduria nel sentire la ruota posteriore che disegna lunghe strisce sul terreno.

Come va



Il propulsore è davvero a punto. Qualsiasi stile di guida si adotti si viene assecondati da un motore potente, pieno, lineare. Permette di dosare l’acceleratore con estrema precisione, potendo aprire o parzializzare senza doversi preoccupare di inattese “entrate in coppia” o buchi di erogazione.
Guidare in fuoristrada con così tanti cavalli può sembrare strano all’inizio ma la riserva di potenza non è solo una libidine sul dritto, aiuta anche a metà regime, quando serve la correzione o se ne ha bisogno per trarsi d’impaccio.
Il ridotto angolo di sterzo diventa un limite solo nel lento, guidando seduti, quando magari bisogna invertire il senso di marcia su sterrati e stradine. In questi frangenti anche cercare il “conforto” del terreno con il piede può dare qualche apprensione.
Tutto ok per quanto riguarda frizione, cambio e freni. Morbida e resistente agli strapazzi la frizione, resta da verificarne la resistenza sui terreni molli come la sabbia. Perfetto il cambio: preciso, dall’escursione ridotta, scevro da imputamenti o sfollate indesiderate. Ok anche i freni (Brembo), modulabili nell’offroad e potenti su strada.
La differenza tra le maxienduro stradali e questa grossa enduro è evidente anche nel comportamento delle sospensioni.
Non c’è la morbidezza della prima parte di escursione e poi il “muro” sulle asperità più pronunciate. C’è subito sostegno e controllo, ideali per sentirsi sicuri anche quando il ritmo si alza ed evitare quegli ondeggiamenti che consigliano di alleggerire il gas.
Inoltre qui gli attacchi del manubrio sono rigidi, al pari dell’efficace telaio a traliccio di tubi.
Infine un consiglio: per guidare in fuoristrada con gli stivali da gara togliete i gommini dalle pedane altrimenti rischiate di perdere l’appoggio in momenti… delicati.
La KTM Adventure S costa 12.881 euro.

Scheda tecnica



DATI TECNICI DICHIARATI

MOTORE
:
4 T,
2 cilindri a V di 75°,
alesaggio x corsa 100x60 mm,
cilindrata 942 cc,
distribuzione DACT 4 valvole per cilindro,
raffredd. a liquido,
potenza max 98 CV (72,05 kW) a 8.000 giri,
coppia max 9,99 kgm a 6.000 giri.
Cambio:
6 marce.

ALIMENTAZIONE:

carburatori Keihin CVRD 43 mm;
capacità serbatoio carburante 22 litri (4 di riserva).

TELAIO:

traliccio in tubi d’acciaio;

SOSPENSIONI:

ant. Forcella rovesciata WP, steli da 48 mm regolabile in est, comp. e precarico molla, escursione ruota 260 mm;
post. forcellone con monoammortizzatore WP reg. in est, comp (alte e basse velocità) e precarico molla, escursione ruota 260 mm.

RUOTE:

ant. 2,15x21”, post. 4,00x18”;
pneumatici, ant. 90/90-21, post. 150/70-18.

FRENI:

ant. 2 dischi flottanti da 300 mm post. a disco da 240 mm.

DIMENSIONI (in mm) E PESO:

interasse 1.590,
altezza sella 915,
peso a vuoto 206 kg.

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