“Un bicilindrico a V per la 790 Duke? Non era la nostra idea”

La nostra intervista a Adriaan Sinke. Il Senior Product Manager Mid-Range di KTM ha risposto alle nostre domande sulla nuova 790 Duke
1/14 La KTM 790 Duke 2018 in azione
Da molto ci si aspettava da KTM un bicilindrico di media cilindrata. Come mai avete scelto la configurazione in linea piuttosto che a V, sulla quale avete molta esperienza e alla quale siete tradizionalmente legati? “Abbiamo fatto le valutazioni del caso, tra cui quella di ridurre la cilindrata del nostro bicilindrico a V. Ma ci siamo resi conto che questa soluzione sarebbe stata incompatibile con la ciclistica che avevamo in mente: la massima compattezza si ottiene col bicilindrico in linea. Con un V2 la moto sarebbe risultata più lunga e alta”.

Un bicilindrico di 800 cc, per una moto di media cilindrata, non nasce già superato in termini di prestazioni? BMW è cresciuta fino a 850 cc, Aprilia ha un V2 di 900 cc, Kawasaki ha un quattro cilindri di 950 cc, Suzuki ha un quattro cilindri di 750 cc, Triumph un tre cilindri di 765 cc, Yamaha un tre cilindri di 850 cc… “Secondo noi offre un bilanciamento ideale. Quando guidi hai tutta la coppia e la potenza di cui puoi avere bisogno. E l’idea era di avere una moto che, come prestazioni, fosse una via di mezzo tra la 690 e la 1290”.

In realtà non è una via di mezzo, è ben più vicina alla 690. “Ma il carattere è completamente diverso”. C’è qualche caratteristica della Duke 690 che avete voluto trasportare sulla 790? “Sì, il feeling. La maneggevolezza, la guida divertente”.

Qui sotto trovate le foto della nostra prova, cliccate qui per leggere il test.
1/8 Il nostro test della KTM 790 Duke 2018: per Motociclismo c'è Fabio Meloni
Qual è il futuro della 690 Duke? “Al momento continuiamo a produrla, ma sarà il mercato a decidere per lei. Per ora abbiamo tolto dalla gamma la 690 Duke R perché aveva un prezzo molto vicino alla 790, mentre per la versione base crediamo ci sia ancora una forte domanda. Ma siamo anche realistici e vedremo cosa succederà. Mentre per quello che riguarda il motore, il 690 LC4, ci stiamo tutt’oggi lavorando e c’è un piano a lungo termine per lui”.

Perché sulla 790 non ci sono sospensioni regolabili? “La risposta più facile è perché non è una versione R. Ma principalmente perché sappiamo che la maggior parte degli utenti non agisce mai sulle sospensioni regolabili. C’è anche da dire che su alcune moto puoi fare molti click e non cambia nulla… noi abbiamo preferito offrire un pacchetto semplice e ben bilanciato. Tra l’altro se agisci su sospensioni regolabili senza sapere cosa stai facendo puoi solo peggiorare la situazione. Chi invece si rivolge a una versione R è un utente diverso, più esperto. Ad ogni modo offriremo sospensioni aftermarket più performanti per chi le volesse, magari in vista di un utilizzo strada-pista”.

Quali naked avete preso come punto di riferimento durante lo sviluppo? “Ne abbiamo testate molte, ma quella su cui più ci siamo focalizzati è la Triumph Street Triple, che tuttavia ha un carattere diverso da quello che volevamo avesse la Duke. È stato il nostro riferimento solo in parte, quindi. Abbiamo preso in considerazione anche varie concorrenti giapponesi ma, in verità, ci siamo resi conto che non c’era poi molto da imparare da loro, in termini di maneggevolezza e carattere”.

La Duke 690 monta di serie gomme super performanti, le Metzeler Sportec M7RR. Le Maxxis Supermaxx ST della 790 sono allo stesso livello? “Sono meno sportive ma hanno una resa chilometrica migliore. E comunque i nostri tester ci hanno dato ottimi feedback sulle Maxxis, in particolare per quanto riguarda la gomma anteriore. Se poi qualcuno non fosse soddisfatto, può cambiarle in un attimo…”
Adriaan Sinke, Senior Product Manager Mid-Range di KTM

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