Kawasaki Ninja ZX-10R model year 2008

Ancora più divertente da guidare.

Impressioni generali




“Ci credete? La nuova Ninja, di serie, ha 3 CV in più della precedente versione preparata per il Mondiale Endurance”. A confidarcelo, con un gran sorriso, è Christian Bourgeois, road race manager di Kawasaki France, che abbiamo incontrato al circuito di Le Luc. “Questa”, continua, “è una moto che nasce per essere efficace in pista. Okabe (project leader ndr) l’ha creata senza compromessi”... Quanto è vero. Terza marcia, gas completamente aperto e casco sotto il cupolino. La ruota anteriore lotta contro una mandria di 183 CV che vogliono spingerla verso il cielo, procedendo per decine di metri a 3 dita da terra...

Qualche ora prima di incontrare Mr Bourgeois, stiamo percorrendo l’autostrada in sella alla Ninja 2008. E per capire quanto sia davvero migliorata, siamo accompagnati dalla ZX-10R del 2006, che abbiamo messo a confronto con la protagonista dell’articolo su strada e, per un breve “assaggio”, anche in pista. Affrontiamo i raccordi dei curvoni contando su una stabilità da riferimento. L’asfalto bagnato non ci preoccupa: l’impianto frenate è poco aggressivo come “attacco”, potente a richiesta ed estremamente modulabile. Facile anche regolare la leva alla distanza migliore grazie al registro impostabile su 6 posizioni. A 130 km/h, senza accucciarci dietro al cupolino, il riparo dall’aria (e dall’acqua) è discreto: rimangono esposti parte del casco e le estremità di braccia e spalle. L’ampia carenatura della precedente versione offre un riparo superiore. La spia gialla della riserva si accende dopo 180 - 190 km dall’ultimo pieno. Autonomia di moto e pilota sembrano andare di pari passo: i km che si riescono a percorrere prima di dover fare rifornimento corrispondono, grosso modo, alla soglia in cui polsi e collo chiedono un attimo di tregua. Mentre il serbatoio accoglie i 17 litri di cui è capace calcoliamo che l’autonomia teorica, considerando una percorrenza di 14 km/l in autostrada, è di circa 240 km.

Il tester che ha guidato fin qui la Ninja ‘06, ci confida di essere leggermente dolorante. La posizione di guida della nuova, più comoda, è caratterizzata da una distanza sella–pedane praticamente identica al passato: è abbondante e non stanca le gambe neanche dopo molti km. I semimanubri, invece, sono ora più vicini alla seduta del pilota; il risultato è che il busto assume un’inclinazione meno accentuata, alleggerendo il carico sui polsi e obbligando il collo ad una piega minore.

Onboard camera






SALI IN MOTO CON IL TESTER


In autostrada





La voce educata del propulsore maschera quasi del tutto il clack del cambio: primo rapporto inserito con precisione, anche se l’innesto non è morbidissimo, e via. Mentre il distributore si allontana alle nostre spalle, scopriamo un motore fluido e con una buona spinta ai regimi medio-bassi, più pronto dell’unità precedente. In rapida sequenza inseriamo tutti i rapporti, aiutati da un comando della frizione morbido ma non regolabile. In sesta, a velocità codice (che potremmo tranquillamente raggiungere e superare in prima…), il motore ronza a 5.200 giri, trasmettendo vibrazioni appena percettibili su pedane e semimanubri. A velocità più basse ne avvertiamo di più intense, concentrate tra i 3.500 e i 4.500 giri. In questo range si sentono chiaramente anche sulla sella e vengono trasmesse intensamente alla strumentazione.

Su strada statale





Raggiunta l’uscita abbandoniamo l’autostrada, affrontando una breve parentesi nel traffico. Bastano pochi minuti per sentire sulle gambe il soffio di aria calda generato dalla ventola di raffreddamento. Il calore trasmesso alla sella del pilota dai terminali di scarico della Ninja ‘06, tuttavia, è ben più fastidioso. Complice un raggio di sterzo contenuto che ci consente una rapida inversione, riusciamo a scappare in fretta dall’ingorgo. La lista delle differenze tra le due Kawa si allunga appena la strada si fa tortuosa: con la nuova i cambi di direzione sono molto più rapidi e riusciamo a mantenere la traiettoria impostata senza che la moto tenda ad allargare. Tutto questo nonostante un interasse più lungo di ben 25 mm, che contribuisce a donare alla Ninja ‘08 una stabilità da riferimento: anche sfruttando il vigore del motore su fondi imperfetti, le reazioni della moto sono sempre prevedibili e controllabili.

Sospensioni





Avvicinandoci al prossimo centro abitato, l’asfalto si fa via via più sconnesso. Le asperità meno pronunciate vengono copiate con precisione, ma superando buche o imperfezioni più marcate si sente la necessità di agire sui registri di forcella e mono. La vecchia Ninja ha una taratura standard decisamente più confortevole, che tuttavia non inficia la precisione di guida su strada.

In pista





Le differenze individuate su strada vengono amplificate in circuito, dove abbiamo girato con gomme di serie: Pirelli Diablo Corsa III (Ninja 2008) e Dunlop Qualifier (Ninja 2006). La nuova ZX-10R è più compatta, caricata sull’anteriore e con una taratura delle sospensioni irrigidita, soprattutto per il mono; risulta rapida in ingresso curva e precisa in percorrenza, anche in presenza di asperità. I cambi di direzione sono ben più rapidi di prima, nonostante un aggravio di 2 kg (peso rilevato 195,2 kg). La nuova conformazione del serbatoio aiuta il pilota a “sentire” e governare la moto con avambracci e gambe. Migliora anche il grip fornito dalle pedane, ora verniciate a polvere. La loro posizione troppo avanzata, tuttavia, non aiuta a contrastare l’accelerazione in uscita di curva; il pilota tende quindi ad appendersi ai semimanubri innescando qualche sbacchettamento. Ottima la mappatura d’iniezione, più precisa e raffinata, in grado di smussare i toni bruschi della precedente versione nella prima apertura. Il propulsore dispone fin da 6.000 giri di coppia e potenza notevoli; oltre questo regime la spinta cresce in modo fluido e coinvolgente fino a 13.500 giri, regime in cui interviene il limitatore. Il motore della ZX-10R ‘06 è ugualmente lineare, ma paga diversi CV appena la lancetta del contagiri supera quota 8.000. A portata di mano (destra) ci sono staccate sempre efficaci: ottimo il rendimento della frizione antisaltellamento e la stabilità, meno la potenza nella prima corsa della leva, dove avremmo preferito più mordente. Esente da critiche l’impianto frenante posteriore. Entrambe le Ninja vantano un’ottima stabilità in staccata, ma la versione 2006 accusa dopo poche frenate un eccessivo allungamento della leva.

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