Kawasaki Ninja ZX-10R by Höly: prova

+10 CV e -35 kg rispetto alla moto di serie: con 19.900 euro ci si porta a casa una Ninja pronto pista degna di nota. Come va e come è fatta

KAWASAKI NINJA ZX-10R BY HOLY

La Ninja Monster ha un rapporto performance/prezzo invitante: costa 19.900 euro (cifra alla quale vanno aggiunte le spese di trasporto), ha 177 CV alla ruota e pesa solo 161 kg con tutti i liquidi, benzina esclusa (rilevati dal nostro Centro Prove). Ovvero ha un vantaggio di 10 CV e 35 kg (!) rispetto all’originale (167 CV per 196 kg rilevati). Nel numero di Motociclismo di gennaio trovate il test completo con anche i dati relativi alla prova al banco.

 

Nelle pagine che seguono, come va e com'è fatta questa Ninja. Nella galleria fotografica, invece, alcuni dettagli della moto con le relative didascalie che li spiegano.

COM'E' FATTA

Com’è fatta

Immaginiamo di costruirne una identica con lo stesso budget. Con un po’ di impegno troviamo una ZX-10R nuova a circa 11.000 euro, un bel po’ sotto il prezzo di listino, visto che è già in vendita la nuova versione. Poi compriamo i cerchi Dymag in magnesio (circa 2.500 euro), lo scarico completo Akrapovic in titanio con terminale in carbonio (circa 2.000) e facciamo elaborare il motore (4.000 – 4.500). Per inciso, l’unità lavorata da Hoely ha pistoni Mahler, bielle Carillo, mantello dei cilindri rifatto per avere migliore scorrevolezza, alberi a camme con fasatura più “spinta”, albero motore riequilibrato, sedi valvola e camera di scoppio rivisitati, airbox maggiorato a 12 litri e centralina (che sposta il limitatore a 13.500 giri, con possibilità di alzarlo ulteriormente a 14.000). Già così superiamo abbondantemente quota 20.000 euro, e mancano ancora diversi componenti. Ci procuriamo quindi il cambio elettronico Dynojet, il kit di trasmissione finale con catena verde e la strumentazione alleggerita; poi il materiale per aggiornare la ciclistica, ovvero una nuova idraulica della forcella e molle di HH-Racetech, una pompa radiale del freno anteriore e una pinza posteriore Frank Industries (normalmente montata sulle biciclette da downhill, scelta dal preparatore per dare un tocco… chic alla Ninja) completa di pompa ABM, e infine quello per “vestire” la moto: carenatura completa di grafi che e pedane, leve e comandi vari in ergal. Poi dobbiamo far montare il tutto… e ci stiamo pericolosamente avvicinando a quota 30.000 euro.

COME VA

Come va

Nel silenzio del parco di Monza la si sente mentre divora il contagiri marcia dopo marcia, rabbiosa, lungo tutto il circuito. La spinta di un “mille” di serie già toglie il fiato, ma la creatura di Höly offre un’esperienza ancora più intensa. In parte perché pesa molto meno della moto standard e già questo fa una bella differenza. La schiena che mostra in uscita di curva, per esempio, a sensazione è superiore a quella di una Ninja qualunque. Poi, a partire da 10.000 giri è molto più cattiva, e allunga con la naturalezza di una seicento… ma con la forza bruta di una “mille” elaborata. In vista dei 12.000 giri, dove la spinta del motore di serie va a spegnersi contro il limitatore, arriva un ulteriore impulso che proietta l’ago del contagiri verso quota 14.000. La velocità che è capace di generare questa Ninja ha un che di speciale. I freni, però, vengono messi in difficoltà da tanta esuberanza. È vero che il circuito brianzolo è probante per gli impianti frenanti, ma ogni 3-4 staccate ci siamo trovati con la leva a fondo corsa, segno che l’impianto necessitava almeno di una spurgata. Se la caratteristica più “mostruosa” di questa Ninja è senza dubbio la sua accelerazione, è quasi “animalesca” anche la sua agilità nei cambi di direzione, così come la rapidità negli inserimenti in curva. Come tutte le creature... selvatiche la Kawasaki di Höly esige però di essere trattata con riguardo: la rigidità dell’assetto, la maggior potenza e le decine di kg in meno la rendono sicuramente più emoziante ed efficace, ma anche meno intuitiva e amichevole nella guida veloce.

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