di Beppe Cucco - 25 settembre 2019

Kawasaki compra Bimota?

Sembrerebbe che la Casa di Akashi stia definendo gli ultimi accordi per l’acquisto della factory riminese. L’ufficialità del matrimonio Kawasaki-Bimota potrebbe arrivare a breve

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Presto Bimota potrebbe avere una nuova vita. Sembrerebbe infatti che Kawasaki Heavy Industries Japan (non la filiale italiana) stia definendo con gli imprenditori svizzeri Marco Chiancianesi e Daniele Longoni gli ultimi dettagli dell’acquisto della factory riminese, il cui nome è l’acronimo di Bianchi, Morri e Tamburini, che la fondarono nel 1966. Per il momento bocche cucite in merito in Kawasaki, ma stando a quanto riportato da Yesterbike, un motoclub che riunisce appassionati di moto d’epoca e molto vicino a Bimota, sembrerebbe che il matrimonio sia imminente e che presto si terrà una conferenza stampa per ufficializzare la notizia. Ad avvalorare l’ipotesi il fatto che alcuni fornitori storici di Bimota sono già stati contattati informalmente dal nuovo management in vista di una ripresa della collaborazione. Le cifre in gioco per l’acquisto non sono note, ma si può ipotizzare che si tratti di alcuni milioni di euro.

Dopo oltre mezzo secolo (nella gallery in cima all'articolo trovate le foto dei modelli che hanno fatto la storia) in effetti Bimota era rimasta un po’ nell’ombra negli ultimi anni: la sua ultima apparizione ufficiale risale ad Eicma 2015 quando venne presentata la Impeto. Si trattava di una naked spinta dal motore della Ducati Diavel che poteva essere allestita con numerose parti speciali e persino kit escusivi come il “Bimota Experience”, con telaio e forcellone in lega leggera-carbonio, cruscotto con schermo TFT a colori da 3,5” e struttura in lega leggera ricavata dal pieno, oppure con il “SuperCharger”, che offriva il compressore volumetrico per aumentare i valori di potenza e coppia del 15-20%. Ma con il passare del tempo quella moto è rimasta in fase embrionale senza mai entrare in produzione… La volontà di vendere da parte di Chiancianesi e Longoni era nell’aria già da un po’, e sembrerebbe dunque che ora sia cosa fatta, con Kawasaki.

1/15 Bimota Impeto ad Eicma 2015, la hyper-naked riminese motorizzata col bicilindrico della Ducati Diavel

Yesterbike ha contattato alcuni personaggi legati a Bimota, primo fra tutti Virginio Ferrari che nel 1987 vinse il titolo mondiale della TT F1 in sella a una YB4 e ha così commentato la notizia: "Sono sorpreso - rivela Virginio, residente da tanti anni a Montecarlo dove ha un’avviata concessionaria MV Agusta - proprio non ne sapevo nulla, anche se forse c'era da aspettarselo. Da una parte sono felice che la Bimota possa tornare in auge dopo le tante disavventure societarie patite negli ultimi anni, ma dall'altra un po' mi dispiace perché anch'io avevo accarezzato l'idea di acquisirla mettendo insieme un pool di imprenditori. Tant'è che più di una volta avevo parlato con Marco Chiancianesi e lui stesso mi disse che c'erano delle trattative in corso, ma non pensavo certo che riuscisse a chiudere in tempi così brevi, tantomeno con un colosso come la Kawasaki. Insomma, sostanzialmente sono arrivato tardi e non ho fatto in tempo. Peccato".

Giuseppe Morri, fondatore della Bimota assieme al compianto Massimo Tamburini, ha commentato: "Non ho informazioni precise, ma sono voci che in questi ultimi giorni stanno girando insistentemente. Se l'acquisizione della Kawasaki si concretizzasse e tale notizia risultasse fondata ne sarei felice e orgoglioso, perché significherebbe che il marchio è stato più forte di chi lo ha gravemente danneggiato in questi ultimi 20 anni. Se m’interessa rientrare? Direi proprio di no. Ho 78 anni compiuti e la mia avventura in Bimota si è conclusa nel 1993. La Bimota è una mia creatura, pertanto mi auguro che riesca a essere rilanciata come merita. Per me sarebbe un’immensa gioia. Il mio cuore è sempre stato e sempre rimarrà in questo marchio".

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