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Divulgare la telemetria della Honda di Marquez è un atto di responsabilità

La HRC “deve” rendere noti i dati della sua MotoGP che riguardano le fasi dubbie del duello con Rossi. Un’operazione trasparenza così prima del GP di Valencia potrebbe rasserenare un clima che si preannuncia incandescente

Difesa legittima

Per bocca del Vicepresidente HRC, la Honda cerca di fare chiarezza sulla vicenda Marquez - Rossi. C’è da accogliere con favore le dichiarazioni di ieri di Shuhei Nakamoto sia per i toni pacati sia per il proposito, almeno a parole, di limitarsi a un commento dei fatti. In buona sostanza il boss HRC difende su tutti i fronti (e legittimamente) il suo giovane pupillo pur dichiarando il “massimo rispetto per Valentino, il più grande campione del nostro sport che i suoi 36 anni rendono ancora più grande”.

Parlando di fatti

1/50 Danilo Petrucci
Come piace dire a Nakamoto, per fare il punto della situazione partirei proprio dai fatti, cioè le sue dichiarazioni ufficiali. 
A mio parere il vicepresidente HRC si avventura su un terreno insidioso quando ci dice che "il duello di Sepang è stato meraviglioso… le gare sono così... tant’è vero che non ci sono state polemiche dopo che Dani ha battuto Valentino ad Aragon e Iannone lo ha fatto a Phillip Island... E poi lo stesso Rossi nel 2010 a Motegi ha conteso la terza piazza a Lorenzo, pur essendo fuori dalla lotta per il titolo".
Il fatto, in estrema sintesi, è che Nakamoto equipara un insolito (meglio dire mai visto prima?) duello a inizio corsa con tre battaglie da finale di gara infuocato come ce ne sono state centinaia (meglio dire migliaia?) nella storia del Motomondiale. Anche questa “anomalia” è un fatto incontrovertibile, e mi piacerebbe conoscere l’opinione di Nakamoto: spero di averne la possibilità tra pochi giorni a Valencia.
Ma la notizia di giornata è certamente un’altra: il Vicepresidente HRC sostiene che “La leva del freno anteriore della moto di Marquez ha ricevuto una pressione che ha provocato la caduta; crediamo sia il frutto del calcio di Rossi”.
Non ho mai dubitato del fatto che la caduta di Marc a Sepang sia stata provocata da una “pinzata” improvvisa: una MotoGP non cade in quel modo per un contatto tutto sommato leggero, tanto più se è nelle mani di un fuoriclasse. Mi sembra tuttavia azzardato affibbiare a Rossi la colpa della caduta, anche alla luce di quanto sostiene la Direzione Gara: “Non c’è stato un calcio volontario, Valentino ha allargato la gamba di riflesso”. Insomma, un conto è sostenere che i due si sono toccati, un altro che la gamba di Rossi ha centrato (intenzionalmente?) la leva del freno della moto rivale.
Nakamoto mi risponderebbe che lui e i suoi tecnici hanno visionato i dati della telemetria e che io e nessun altro, per ora, abbiamo i suoi stessi elementi per analizzare i fatti.
Ha ragione.
Spero quindi che il Vicepresidente HRC divulghi il massimo delle informazioni possibili in maniera chiara e trasparente quando, appena prima del GP di Valencia, si terrà la conferenza stampa dedicata alla questione Rossi - Marquez. A supporto “tecnico” ci sarà con ogni probabilità solo lo screenshot di alcune schermate, ma in fin dei conti la Casa di moto più grande del mondo ha il sacrosanto diritto di non diffondere i file con tutti i “dati sensibili” delle sue moto ufficiali.
Ha tuttavia una sorta di dovere morale, la Honda: cercare di rasserenare gli animi prima di un GP che si preannuncia incandescente non solo perché vale il titolo. 

A proposito di telemetria

Per farlo, secondo me, è sufficiente fare chiarezza su tre punti.
  1. Mostrare la telemetria di Phillip Island del giro 25 di Marquez (1”30”5) sovrapposta a quella dell’ultimo passaggio (1’29”2) per capire dove, come e perché Marc ha sbagliato al terzultimo giro salvo poi regalarci un incredibile record nel finale
  2. Fornire i bar esatti del liquido all’interno del circuito frenante della moto di Marquez durante il contatto con Valentino in modo da farci capire se la pressione è la conseguenza di un calcio (più di 10 bar per breve durata?) o se invece è più compatibile con un contatto tra due piloti che percorrono una curva a una velocità simile (meno di 5 bar ma per più tempo?).
  3. Rendere nota la percentuale di apertura del gas di Marquez in pieno rettifilo in tutti i 7 giri di Sepang: Valentino, in merito, ha dichiarato di nutrire qualche dubbio sul fatto che la Honda sul dritto spingesse al 100%.
Già, il 100%. Nakamoto ha dichiarato: "Marquez dà sempre il 100% in pista e io gli credo al 100% per quel che mi dice fuori”.
La HRC ha tutti i mezzi, e forse anche l’interesse, per consentire agli appassionati di avere il 100% delle certezze sulla condotta sportiva del campione del mondo in carica e sicura stella della MotoGP del prossimo decennio.

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